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Il Palermo che verrà
E se tornasse Perinetti?


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L'esperto dirigente ha fatto intendere di essere pronto a ripartire dalla Serie D con i rosanero

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PALERMO - Il Palermo sta attraversando un periodo piuttosto complicato. Il club rosanero ha visto respingersi dalla Covisoc la domanda di iscrizione al prossimo campionato di B e, nonostante l'attuale proprietà sia intenzionata a fare ricorso, le speranze di partecipazione al prossimo torneo cadetto rasentano lo zero.

Intanto si fa avanti il "nuovo Palermo" che partirà ufficialmente il 12 luglio, data in cui la Figc esprimerà il suo giudizio finale e decreterà quali saranno le squadre che prenderanno parte ai prossimi campionati professionistici. A gestire il tutto sarà l'amministrazione comunale, in particolar modo il sindaco Leoluca Orlando.

Il bando per l'assegnazione sembra esser già pronto con tutti i paletti da rispettare per chi ha intenzione di presentare il proprio progetto: piano triennale economicamente solido, gestione stadio (ordinaria e straordinaria), tutela vecchi dipendenti e che il Palermo non diventi una squadra satellite.

Proprio quest'ultimo punto sembrava poter escludere dalla corsa Massimo Ferrero, attuale presidente e patron della Sampdoria, che più volte si è detto pronto a scende in campo per rilanciare il calcio nel capoluogo siciliano. Oggi però Orlando ha escluso che nel bando vi possano essere dei vincoli di questo tipo, ma che questo fattore può far propendere la scelta su un progetto piuttosto che su un altro.

Sta di fatto che i pretendenti sono sempre più: Dario Mirri, Massimo Ferrero, Tommaso Dragotto, Tony Di Piazza e i cinesi. Ognuno di loro ha in mente un proprio business plan, un proprio progetto e un proprio obiettivo. Tutti quanti stanno iniziando a muoversi in maniera tale da non farsi trovare impreparati visto che le tempestiche sono parecchio strette.

E chissà se in tutto questo giro e trambusto a Palermo non si possano rivedere dei volti noti che già hanno espresso, chi in maniera più velata, chi in modo più diretto, la disponibilità a tornare nel capoluogo siciliano. Uno di questi è sicuramente Giorgio Perinetti: personalità pacata, grande e comprovato spessore professionale, ideale per rilanciare una città e un club che nelle ultime stagioni ne ha vissute di tutti i colori. L'esperto dirigente ai microfoni di Tuttomercatoweb ha dichiarato: "Io in D col Palermo? 90, 2000, 2010... ogni dieci anni sono stato chiamato dal Palermo. In certe città conta la passione e non la categoria. Oggi il Palermo deve trovare una proprietà stabile, poi il resto viene da se".

Un segno del destino, visto che la prossima sarebbe la stagione 2019/2020 e soprattutto visto l'effettivo legame che ha con la città e con la tifoseria rosanero. Un legame e una stima ottenuta nel tempo, attraverso i risultati raggiunti nelle sue precedenti esperienze nel capoluogo siciliano.

L'ultima volta che l'ex direttore generale del Genoa è stato in città fu per il seminario all'Università degli Studi di Palermo: "Il professionismo sportivo nel calcio", un evento organizzato e presentato dal Dott. Francesco Stassi, con il coordinamento del Prof. Fabrizio Piraino. I circa 500 studenti presenti in aula hanno più volte stuzzicato Perinetti chiedendo di un suo possibile ritorno in rosanero, con l'esperto dirigente che più volte ha ribadito il suo legame con la città di Palermo. E chissà se questa non sia la volta buona rendere questo legame ancor più indissolubile...

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