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CALCIO - SERIE B

Palermo, Tuttolomondo insiste:
"Noi truffati, fideiussione inviata"


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Tramite due video messaggi il direttore finanziario della Arkus Network spiega i motivi della sua assenza da Palermo.

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PALERMO - Dopo più di ventiquattro ore dall'ultima conferenza stampa torna a parlare anche Salvatore Tuttolomondo. Il direttore finanziario della Arkus Network affida a due video messaggi registrati da Roma la sua versione dei fatti in merito alla vicenda fideiussione provando a mettere chiarezza negli ultimi tumultuosi giorni susseguiti alla scadenza dei termini per la presentazione dell'iscrizione dei rosanero al prossimo campionato di serie B. Tanti gli argomenti trattati da Tuttolomondo che in primis ha tenuto a precisare ancora una volta il fatto d'essere stato truffato dal presunto broker che si sarebbe dovuto occupare della stipula della fideiussione. “Qui con noi sono presenti i rappresentanti della LEV INS. Dopo le vicissitudini con Camilleri, si sono persuasi e, dopo aver controllato le garanzie, con risolutezza hanno rilasciato la fideiussione. Voglio ringraziare i nostri nuovi amici, LEV INS è con noi. Il problema è diventato un’opportunità. In presenza di un evento delittuoso abbiamo proceduto alla denuncia. Il comportamento del broker Camilleri è stato illecito. Abbiamo già fatto denuncia“.

“Andremo dunque a dare notizia alla Figc, Lega, Covisoc - prosegue Tuttolomondo - che la fideiussione è partita nonostante le condotte illecite di altri. Il Palermo ha tutti i requisiti per l’iscrizione alla Serie B ed ha una proprietà stabile che si chiama Sporting Network, emanazione del gruppo Arkus. Quindi continuiamo sulla via che ci siamo tracciati, con chiarezza e trasparenza. Abbiamo presentato garanzie adeguate, anche a livello personale. Con LEV INS inizia dunque una partnership. La polizza fideiussoria è nelle disponibilità del Palermo. Ancora è una bozza perché l’organo amministrativo attuale o futuro che sia deve mettere la Figc, la Lega e la Covisoc nelle condizioni di valutare con immediatezza. Mi pare che si tenti di fare trascorrere il tempo, fino ad arrivare al 4/5 luglio. Il Palermo non ha tempo. Siamo legittimati a gestire la proprietà”.

Sui bonifici bancari non arrivati ai calciatori: “Non è del tutto vero che non li abbiamo pagati. I soldi a garanzia della copertura dei pagamenti c’erano e sono ancora lì. È evidente che in quella vicenda un minimo di autotutela dell’investitore non sapendo quello che sarebbe successo, ci sia stata. I soldi ci sono ancora. Oggi siamo in grado di finire di adempiere ai nostri impegni. Abbiamo messo nelle casse del Palermo sette milioni di euro veri. È una vicenda surreale, come ha detto qualcuno di più autorevole di noi. Voi tifosi fate rivolte a ragion veduta, non certo verso di noi. Ci siamo accollati 47 milioni di debiti non nostri, le colpe non sono nostre. Mi rivolgo alle istituzioni federali: egregi signori, il Palermo ci costa direttamente e abbiamo adempiuto a tutti gli obblighi. Il ritardo della fideiussione non è dipeso da noi. Anche a distanza siamo in grado di gestire la nostra azienda. Abbiamo fatto male a rispettare coloro che erano esponenti del passato e conservarli oggi, non hanno meritato il nostro rispetto e fiducia, alla luce delle dichiarazioni fatte".

Tuttolomondo fa poi riferimenti più o meno velati nei confronti dell'attuale presidente Albanese e del sindaco Orlando: "Non ci sono le condizioni ambientali per garantire la nostra serena presenza a Palermo e garantire un corretto clima di confronto. Gli insulti non ci fermeranno, siamo nel giusto. Noi rispettiamo tutti, ma pretendiamo rispetto. Non ci aspettavamo questa reazione basata sul nulla. Si sta facendo un processo sommario di piazza nei nostri confronti e non abbiamo avuto diritto di replica. Siamo venuti a Roma a lavorare, perché a Palermo non potevamo fare nulla di più. Il morto non c’è e non ci sarà, non è un funerale anticipato. Il Palermo è perfettamente in vita e in salute Qualcuno, anche all’interno del nostro club, non dice e non vuole dire. Siamo a disposizione di chiunque per dare le dovute evidenze. Noi abbiamo subito un illecito che ha impedito di completare l’invio della fideiussione. Circolano chiacchiere che ho sentito anche in altre conferenze stampa. Il Palermo ha completato l’invio di tutti i documenti”. Altri congiurano contro di noi, quasi auspicando la morte del Palermo. Non decade nessun titolo sportivo del Palermo fin quando ci siamo noi. La mia è una battaglia fino alla fine. Continueremo ad andare avanti, chiediamo rispetto”.

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