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CALCIO - SERIE B

Il caso Palermo-Frosinone
Ricorso del club rosa al Coni


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Il Palermo calcio ricorre al terzo grado di giudizio

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PALERMO - Nuovo step per l'eterna partita Frosinone-Palermo valevole come finale playoff del campionato di serie B 2017-2018 che vide soccombere i rosanero nonostante il clamoroso gesto antisportivo del lancio di palloni in campo durante un'azione di attacco del Palermo. Il club rosanero ha deciso di presentare un nuovo ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, il terzo grado della giustizia sportiva, chiedendo la riforma o l’annullamento dell’ultima decisione presa dalla Corte d’Appello federale.

In un comunicato del Coni si rende noto che la società Palermo calcio chiede al Collegio di Garanzia: 

A) ritenere e dichiarare l’ammissibilità del presente ricorso, ai sensi e per gli effetti dell’art. 12 bis, commi 2 e 3, dello Statuto del CONI;

B) accogliere il presente ricorso, decidendo la controversia senza rinvio, ai sensi dell’art. 62, comma 1, CGS CONI, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto;

C) revocare e/o annullare la decisione ivi impugnata della Corte Sportiva di Appello e, per l’effetto:

D) ritenere e dichiarare la decisione impugnata viziata per violazione della

norma di cui all’art. 17, comma 1, C.G.S. FIGC e per violazione dei principi di diritto

enunciati dal Collegio di Garanzia dello Sport del CONI con le decisioni n. 56/2018 e n. 17/2019 e, conseguentemente, sanzionare la Frosinone Calcio S.r.l. con la perdita della gara disputata in data 16.06.2018 con il punteggio di 0-3 in favore della U.S. Città di Palermo, ai sensi dell’art. 17, comma 1, C.G.S. F.I.G.C., ovvero con la comminazione di punti di penalizzazione in misura pari o superiore a tre, comunque con effetto nella stagione sportiva 2017/2018;

E) non omologare, comunque, il risultato della partita del 16.06.2018;

F) previa squalifica del campo di gioco del Frosinone Calcio S.r.l., non

omologare e/o annullare il risultato della partita del 16.06.2018 ed ordinare la ripetizione della stessa;

G) in virtù della decisione del Collegio di Garanzia dello Sport n. 56/2018, ammettere la produzione delle immagini televisive allegate al reclamo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 35, co. 1.3, C.G.S., trattandosi di condotta gravemente antisportiva”.

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