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Palermo, parlano i giocatori:
"Ci hanno tolto la dignità"


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L'intera rosa del club lancia il proprio grido di rabbia dopo le decisioni prese da TFN e Consiglio di B.


PALERMO - I giocatori del Palermo affidano a una lettera i propri pensieri relativi a quanto è accaduto nelle ultime ore. Il club di viale del Fante è stato declassato all'ultimo posto del campionato di serie B, e tutta la squadra allenata da Delio Rossi si è presentata stamani presso la sala stampa del "Tenente Onorato" di Boccadifalco per lanciare un messaggio forte agli organi competenti.

"Come protagonisti principali quali siamo, non riusciamo a trovare alcuna giustificazione per il comportamento del Consiglio Direttivo della Lega B che, alla presenza di componenti in potenziale conflitto di interessi e senza un criterio oggettivo o una potestà normativa, decide di prendere una decisione che stravolge le regole a campionato ormai concluso. Ci chiediamo:

- su quali basi si è deciso di far disputare i play off, quando è stato emesso solo un primo grado di giudizio?
- con che criterio i nostri colleghi del Foggia Calcio hanno perso il diritto a disputare i play out?

Rivendichiamo come calciatori del Palermo Calcio il diritto di poterci guadagnare sul campo la vittoria attendendo, quantomeno, la pronuncia della Corte d'Appello Federale. A quel punto accetteremo il verdetto qualunque esso sia. Ma fino ad allora faremo sentire in ogni sede opportuna e possibile la nostra voce perché siamo stati depredati della nostra dignità. Ci hanno tolto il diritto di sudare per un traguardo.

Ci facciamo rappresentanti di una città ferita, di persone che hanno voglia di urlare che, in uno Stato di diritto, così non funziona, che non si possono calpestare i diritti con un colpo di penna deciso in potenziale conflitto di interessi. Continueremo la nostra lotta fino a quando ci sarà possibile accompagnati dall’AIC, con l’intenzione di far valere e tutelare i nostri diritti".

A seguire hanno preso la parola i giocatori, a iniziare dal capitano Ilija Nestorovski, il quale fa capire che la squadra si sente derubata del traguardo guadagnato sul campo: "Siamo dispiaciuti e delusi. Abbiamo passato un anno difficile lavorando per portare il Palermo in Serie A. Ci hanno rubato questo terzo posto. Anno scorso sono stati spostati i playoff. Non possiamo dire che restiamo in Serie C. È troppo presto. Per noi decide il Palermo, non possiamo decidere noi". Andrea Rispoli ha parlato di ciò che i piani alti del club hanno detto alla squadra: "Foschi ci ha spiegato tutto quello che è successo. Non ci aspettavamo questo. Tuttolomondo ci ha detto di non mollare e speriamo che possa mantenere le sue parole. Era molto carico. Il mister ci ha detto di pensare al campo". Ha parlato Antonio Mazzotta, in rappresentanza dei palermitani: "Siamo sotto choc, siamo senza parole. Abbiamo fatto sacrifici per raggiungere questo terzo posto che abbiamo conquistato sul campo. Questa piazza merita la Serie A, siamo impotenti di fronte a questa cosa".

Il discorso più lungo lo ha tenuto Alberto Pomini, in un mix di rabbia e di altre situazioni sciorinate dal portiere del Palermo: "Noi ci siamo presi le nostre responsabilità, ma questo non toglie il nostro diritto di disputare i playoff. È stato decisivo da persone che non avevano il diritto di farlo. Lo scorso anno abbiamo atteso 10 giorni la sentenza del Bari. Vogliamo dimostrare il nostro disappunto. L’AIC ci sta dando una mano per capire cosa possiamo fare. Secondo noi c’è stata una forzatura senza precedenti. Hanno deciso una cosa che non aveva senso. Alcune squadre ne hanno tratto beneficio altri no: i colleghi del Foggia ad esempio non possono disputare i playout. Colleghi di altre squadre? È normale che chi è coinvolto è più partecipe di questa cosa. Noi alla fine facciamo parte di un movimento del quale siamo la risorsa più grande. Rispettiamo il lavoro della procura e le istituzioni. Da questa sentenza si è messo in moto un meccanismo strano. Non ci è stato concesso il diritto di difenderci. È una cosa che non ha senso. Secondo me non c’è un accanimento col Palermo, penso solo sia una forzatura che non ha precedenti. La città quest’anno ci è stata vicina anche nei momenti difficili. Questo lo portiamo dentro".

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