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De Simone tuona ancora:
"Tagli per salvare il Trapani"


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Il nuovo dirigente dei granata risponde agli attacchi ricevuti nelle prime settimane di mandato.

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TRAPANI - Conferenza stampa carica di pathos e un po' meno di contenuti in casa Trapani. Il presidente Franco Baglio ha fatto da apripista, parlando soprattutto delle recenti dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino, facendo poi capire quanto potrebbe essere importante in futuro avere un rapporto solido con l'amministrazione cittadina: "Sono orgoglioso di essere presidente del Trapani, penso sempre alla gioia che una vittoria del Trapani può portare a tutti i trapanesi residenti all'estero. Avevo il bisogno di sentire il contatto con il sindaco di Trapani, l'ho cercato formalmente, si poteva evitare di parlare di indiscrezioni allarmanti sul club. Qualora il sindaco dovesse ricevere questo genere di informazioni, vorremmo che lui stesso si confrontasse con noi per capirne la veridicità. Vorremmo avere un legame forte con l'amministrazione cittadina".

Dopodichè la parola è passata all'amministratore delegato del Trapani, Maurizio De Simone, il quale è partito dagli attacchi mediatici e personali da lui subiti nei primi giorni di gestione del club granata, prima di spiegare come procede la gestione dopo il suo subentro al posto della famiglia Morace e di Liberty Lines: "Sono qui da due mesi e in questo tempo ho ricevuto pressioni e minacce di ogni tipo - ha esordito De Simone - . Nessuno mi conosce e io non conosco voi, ma ho deciso io di prendere questa società, che non è quel modello di cui mi avevano parlato, o comunque lo è solo per certi versi. La critica è un diritto dei tifosi, ma è anche un mio diritto fare delle scelte che possono sembrare impopolari, come ho già detto. L'unica cosa che conta è avere il denaro per iscrivere la squadra in campionato, senza farmi spennare. I creditori riceveranno il loro denaro con pagamenti pattuiti, altrimenti può cambiare aria".

"Se pensate che sono venuto qua a fare lo zimbello - prosegue De Simone - vi sbagliate. Io voglio andare in serie B, ma a prescindere dalla categoria esiste il Trapani. Il Trapani non è Rubino o altri tesserati, il Trapani siete voi trapanesi e io ho le palle per dirlo. Ho detto no ad alcune persone che volevano entrare in società, chi vuole dare una mano può farlo come sponsor. Io e Rubino non abbiamo litigato, Rubino non è il Trapani. Speravo di arrivare al primo posto nonostante delle pecche oggettive che la squadra ha, Italiano è un fuoriclasse e spero che resterà anche l'anno prossimo, magari in B. A lui ho detto che qua la gente gli vuole bene, può fare bene anche con giocatori diversi e gli ho proposto di restare anche l'anno prossimo. A Rubino ho fatto la stessa proposta, ma non si è trovato l'accordo. Ai giocatori ho detto che il ritardo nei pagamenti è dovuto al ritardo con cui le mie aziende hanno ricevuto i soldi per il mese di aprile".

De Simone prosegue la sua invettiva sottolineando ancora una volta che i buchi lasciati sul piano dei pagamenti dalla vecchia proprietà del Trapani, stanno lasciando il segno anche adesso. In particolare, ora è necessario trovare almeno gli 800mila euro per completare l'iscrizione della squadra al prossimo campionato: "Non ci saranno spese folli, sicuramente ci saranno dei tagli perchè altrimenti non potremo portare avanti la società. I giocatori sono stati pagati regolarmente, ma i fornitori no. I problemi sono iniziati per colpa della vecchia proprietà, mi serve del tempo per intervenire perchè altrimenti non viene fuori la cifra necessaria per iscrivere la squadra in campionato. Non sto usando un soldo che non sia mio per pagare i tesserati, che costano tanto a fine mese. Ora l'unica cosa importante da parte di tifosi e stampa è il sostegno verso la squadra. Ho saputo che dopo l'addio di Rubino qualche giocatore ha avuto paura per il futuro del club".

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