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Palermo, due milioni per la vita
Cessione: York Capital rallenta


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Mirri lavora per gradi: attende i libri contabili, lavora a un conto corrente aperto e valuta le offerte.

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PALERMO - Dario Mirri lo aveva detto martedì, durante la lunga conferenza stampa svoltasi presso il Mercato San Lorenzo, una delle "basi" della sua azienda. Prima di poter pensare alla cessione del Palermo a un imprenditore o a una cordata che possa garantire un radioso futuro a lungo termine, bisogna che avvengano due passaggi fondamentali e legati a doppio filo. Il primo riguarda la prossima scadenza, quella del 13 marzo, entro la quale il club di viale del Fante dovrà raccogliere 2,3 milioni di euro per pagare gli stipendi ai propri tesserati ed evitare la penalizzazione in classifica, un po' com'è avvenuto all'inizio della settimana grazie al provvidenziale intervento dello stesso Mirri. Il secondo passaggio è quello relativo all'acquisizione, da parte del direttore generale di Damir, dei libri contabili che rappresentano di fatto lo stato di salute del Palermo sul piano finanziario. Documenti fondamentali da far vedere a chiunque voglia acquistare il club di viale del Fante.

Ma se nel primo caso, quello relativo agli stipendi da versare entro metà marzo, è difficile rivolgersi a nuovi acquirenti con grandi patrimoni alle spalle, è proprio l'aspetto relativo all'acquisizione dei libri contabili che fa fremere Dario Mirri e tutto lo stato maggiore del Palermo. Sia il rappresentante di Damir che Rinaldo Sagramola, che al momento rappresenta il braccio destro di Mirri, non hanno ancora ricevuto la documentazione richiesta a gran voce pubblicamente. Il "principe rosanero" - come si è lui stesso definito in conferenza stampa - ha ricevuto solo una parte dei documenti richiesti e li ha subito girati ai legali che stanno curando ogni aspetto relativo alla cessione, e stando a quanto si legge stamani su Repubblica ben presto dovrebbe arrivare il resto della documentazione. Le carte stanno viaggiando verso chi di competenza e non è da escludere che l'inizio del mese di marzo sia propizio in tema di cessione del Palermo.

Proprio così, perchè da una parte c'è l'intraprendenza di Dario Mirri nel voler valutare nella maniera più accurata possibile la persona o il gruppo di persone a cui passare la mano entro il prossimo 15 marzo, mentre dall'altra parte c'è l'appoggio di personaggi in vista nel calcio italiano che monitorano, più o meno da vicino, la situazione relativa alle scadenze da rispettare. Personaggi come Enrico Preziosi e il presidente della Lega di serie A Gaetano Miccichè, che sono solo due di quelli venuti alla luce, si sono dati da fare sotto la spinta di Rino Foschi per garantire una boccata di ossigeno o anche solo quella proroga di due giorni rispetto alla scadenza di febbraio, che è stata decisiva per evitare un -4 in classifica che al Palermo avrebbe pesato come un macigno. E l'impegno di questi personaggi continuerà almeno fino alla prossima scadenza, fissata entro venti giorni.

A proposito di cessione, che è il secondo grande nodo da sciogliere in casa Palermo, sull'edizione odierna del Giornale di Sicilia si legge che la cordata italiana, seguita con attenzione da Mirri e "proposta" dai già citati Miccichè, Preziosi e compagnia, appare in vantaggio per l'acquisizione del club di viale del Fante. Per quanto riguarda il gruppo americano York Capital, che ha alle spalle un capitale a dieci cifre, si registra un rallentamento voluto proprio dal direttore generale di Damir, il quale starebbe valutando in primis la possibilità di colmare la cifra fatidica dei 2,3 milioni di euro necessari per garantire almeno un altro mese di respiro meno affannato al Palermo. Dopodichè si passerà alle grandi manovre e la cordata americana appare tutt'altro che esclusa, avendo già dimostrato - sia a Zamparini a metà 2018 che in seguito agli inglesi - grande interesse verso il club di viale del Fante.

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