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Commisso, Mirri, Preziosi
Tre nomi per salvare il Palermo


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Tutte le ultime soluzioni a breve e lungo termine per il club di viale del Fante.

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PALERMO - Via il vecchio, dentro il nuovo. In casa Palermo calcio, in una di quelle giornate che potrebbero risultare decisive per il buon esito della stagione sul campo, si lavora in maniera costante e alacre per trovare l'uomo giusto al quale affidare le sorti del club per il presente e il futuro, sia quello prossimo che quello a lungo termine. Così, dopo l'addio di un gruppo come la Sport Capital Group che, di fatto, non ha effettuato alcuna operazione se non quella che ha portato all'ennesimo travaso di bile tra i tifosi e gli appassionati, il club di viale del Fante si affida alle abilità di Daniela De Angeli in sede di contabilità e amministrazione e alle conoscenze che Rino Foschi ha allacciato nella sua lunghissima militanza nel sistema del calcio italiano. Così sono venuti fuori almeno tre nomi di eventuali investitori che potrebbero dare una mano al Palermo calcio, soprattutto nel breve periodo in cui sarà necessario regolare gli stipendi dei tesserati per evitare una penalizzazione, che sarebbe deleteria mai come in questo caso.

Enrico Preziosi, Dario Mirri, Rocco Commisso. Tutti nomi più o meno d'attualità in casa Palermo, con sullo sfondo la figura di Gaetano Miccichè, il quale non può esporsi in maniera chiara ma che certamente ha mosso qualcosa per far sì che il club di viale del Fante possa evitare l'effetto domino di stipendi da pagare e altri che si accavalleranno in maniera inevitabile con il passare dei mesi. E proprio il presidente della Lega di serie A, insieme all'attuale patron del Genoa, sembrano i principali indiziati a far qualcosa per il bene e per il futuro del Palermo in breve termine. Entrambi "interpellati" da Rino Foschi, potrebbero contribuire in maniera massiccia (Preziosi sul piano economico e Miccichè su quello formale) all'inserimento di capitali per quei famosi cinque milioni di euro fondamentali per garantire il pagamento degli stipendi e dei debiti nei confronti dei fornitori del club per quanto riguarda le partite casalinghe.

A seguire si è aggiunta anche la figura e la candidatura di Dario Mirri. Si tratta di un imprenditore che ha fatto fortune nel campo della pubblicità e della ristorazione, nel cui torace batte forte un cuore rosanero. Per lui il Palermo è una passione viscerale, a tal punto che un suo inserimento nell'affare che dovrà salvare il club di viale del Fante potrebbe diventrare concreta, stando in particolare alle ultime voci. E al suo fianco, almeno sul piano istituzionale, potrebbe subentrare una figura assai nota in viale del Fante, ovvero Guglielmo Miccichè. L'ex vicepresidente rosanero era rimasto da parte con l'avvento degli inglesi, ma con un movimento tutto "made in Palermo" potrebbe rifarsi vivo sotto la spinta proprio del fratello Gaetano, il quale dall'alto del suo ruolo di prim'ordine in ambito Lega si è messo in moto per garantire la salvezza di uno dei club più importanti in giro per l'Italia, ma al tempo stesso anche la regolarità dei campionati, in particolare quella serie B dalla quale il Palermo vuole uscire già al termine di questa stagione.

Chiudiamo la rassegna degli eventuali acquirenti e finanziatori nel breve e lungo periodo del Palermo con il nome di Rocco Commisso. Un nome che di certo non è del tutto sconosciuto agli appassionati di sport e anche per chi segue il calcio italiano. L'imprenditore, nato in Calabria ma ormai stabilitosi negli Stati Uniti da diversi anni, era infatti stato a un passo dall'entrata in scena in serie A, quando sembrava ormai tutto fatto per il suo arrivo alla guida del Milan. Sarebbe stata quello il suo secondo investimento nel mondo del calcio, visto che Commisso due anni fa ha rilevato i gloriosi New York Cosmos (proprio quelli che fecero svernare Pelè a fine Anni 70). Anche in quel caso si trattò di un salvataggio in extremis di una società in seri problemi economici, esattamente come il Palermo. E non è da escludere che, visto l'interesse di altre società come quella di Follieri e la York Capital - entrambe con sede negli States - Commisso non possa gettarsi nella mischia.

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