Live Sicilia

palermo calcio

Ponte: "Inglesi, niente garanzie
Ma a Zamparini conveniva così..."


Articolo letto 4.859 volte

L'imprenditore italo-svizzero rende nota la sua offerta, ma l'ex patron...

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - Antonio Ponte si tira fuori dalla possibilità di tornare in lizza per acquistare il Palermo, ma al tempo stesso non risparmia critiche nei confronti di Zamparini e degli inglesi. L'imprenditore italo-svizzero, intervistato a Zona Vostra su TRM, ha parlato del netto cambio di scenario dai giorni in cui ha trattato l'acquisto del Palermo alla situazione attuale: "Purtroppo la situazione è cambiata totalmente in un modo abbastanza caotico che nessuno si aspettava. È inutile riprendere otto mesi di lavoro, da allora sono in questa storia. Tutto è iniziato a fine maggio, ne ho viste di tutti i colori. Ero molto vicino a fare diverse cose, ma è inutile elencarle tutte. La situazione che c'è adesso è l'ultima cosa che mi aspettavo, non credo ai miei occhi. Le cose non sono migliorate, non è vero che ora il Palermo si può comprare meglio, le cose sono peggio di prima in base a quello che sta succedendo. Se prima c'era la buona volontà da parte di chi era propenso a fare dei gesti verso il Palermo, ora la maggioranza aspetta solo di chiedere soldi da mesi. È diventato tutto molto difficile, si parla di somme abbastanza forti, tra i 40 e i 50 milioni".

Ponte sottolinea anche uno degli errori più gravi nella conduzione della trattativa, poi chiusa con l'acquisto del Palermo da parte della Sport Capital Group. Si parla del fatto che la trattativa si è basata in particolare sull'eventuale promozione in serie A, senza prendere in minima considerazione l'eventualità che i rosa potessero restare in B, con tanto di eventuali ripercussioni sul piano economico: "Non si poteva pensare solo a un bonus per andare in serie A, si doveva pensare anche a un'eventuale permanenza in serie B, che avrebbe portato a un ulteriore aumento di perdite per circa 15 milioni. Si sarebbe arrivato a discutere di chi avrebbe pagato cosa, invece si è parlato di una sola eventualità. Adesso non c'è più questa doppia eventualità, bisogna trattare con una società che non ha soldi e che quindi non può discutere su certe basi. In questo momento la vendita la fa la Sport Capital Group, che non avendo soldi non può trattare nè parlare di eventuale permanenza in serie B".

Nel corso dell'intervista Ponte vuole mettere in guardia anche chi pensa di partecipare in maniera minima per risolvere i primi problemi che stanno attanagliando il Palermo, ovvero il pagamento degli stipendi per evitare la penalizzazione in classifica. L'italo-svizzero, senza fare nomi, si rivolge al gruppo di imprenditori locali che vorrebbero mettere circa 3 milioni per salvare la situazione degli stipendi e della regolarizzazione Covisoc: "Non basta mettere i primi 3 o 5 milioni, poi bisogna fare tutto il resto e chi mette i primi soldi deve sapere tutto questo. È vero che salendo in serie A succedono cose positive sul piano finanziario, tutti quelli che si sono avvicinati al Palermo, me compreso erano convinti della bontà del lato sportivo. Il Palermo si salva solo se va in serie A, in caso di permanenza in serie B ci sarà il patatrac, perciò è difficile pensare di continuare con una società indebitata e con impegni da serie A ma con entrate da serie B".

Incalzato dalle domande, Ponte è poi tornato sulla proposta che lui stesso fece a Zamparini per diventare il nuovo presidente del Palermo, proprio come aveva profilato tempo fa lo stesso patron. Un'offerta che, almeno in base a quanto detto dallo stesso Ponte, appare positiva ma che non si è trasformata in accordo a causa della mancata intenzione di Zamparini di investire ulteriore denaro sul Palermo: "A settembre-ottobre feci una proposta a Zamparini. Lui doveva 22 milioni al Palermo, se lui avesse messo 15 milioni per coprire i debiti io ne avrei messi 25. Sarebbero entrati 40 milioni nelle casse e la società era salva e poteva operare in tranquillità. Lui non voleva mettere soldi nel Palermo, anzi voleva liberarsene, quindi saltò questa proposta e arrivarono gli inglesi e gli italiani con tante promesse. Questi hanno comprato firmando tutto e dicendo che avrebbero assorbito tutti i debiti: una manna per chi vendeva. Zamparini ha fatto un'operazione fantastica dal suo punto di vista, si liberava dei debiti in cambio della serie A".

E in tal caso, Ponte sottolinea anche il suo scetticismo sul fatto che Zamparini abbia ceduto il Palermo a un gruppo che non dava le giuste garanzie sul piano finanziario per il rilancio del club. L'imprenditore italo-svizzero, però, vede crollare il suo scetticismo quando ammette che una cessione senza dover ulteriormente investire denaro potesse essere l'unica soluzione presa in considerazione dallo stesso Zamparini: "Ricordo quanto ci tenesse lui a vedere fatti e non parole. Il fatto di aver ceduto senza garanzie mi sembra stranissimo, non ho mai visto il contratto. Magari ha ceduto perchè era in una situazione difficile anche sul piano giudiziario tanto da ritrovarsi costretto a vendere, ma faccio fatica a credere che non abbia messo condizioni e garanzie che al momento non si vedono. Sembra ci sia un totale caos tra chi ha comprato, addirittura non ci sono più gli inglesi".

/web/virtualhosts/sport.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php