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Trapani, 2018 in crescita
In attesa del nuovo patron


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Il 2018 dei granata, tra la rinascita sul campo e la trattativa per il cambio di proprietà.

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TRAPANI - Dal paradiso all'inferno, ma con la strada di ritorno pronta per essere affrontata. Si può sintetizzare così il 2018 che si è appena concluso per il Trapani, squadra che dopo i grandi fasti degli anni precedenti, con tanto di promozione storica in serie A sfumata solo grazie al capolavoro di Verre contro il Pescara, è dovuta ripartire dalla serie C. E la prima metà dell'anno che si è appena concluso ha visto un Trapani tra le protagoniste per andare a riprendersi quella cadetteria appena sfumata, anche se le cose non sono andate per il verso giusto, almeno sul campo. I granata, allenati ancora da Alessandro Calori, hanno affrontato una vera e propria lotteria rappresentata dai playoff, nei quali sono però stati costretti a fermarsi al cospetto del Cosenza. I silani, capaci poi di conquistare con merito la serie B dopo la finale vinta contro il Siena sul neutro di Pescara, sono stati una vera e propria bestia nera per il Trapani, visto che dopo la vittoria nell'ultima giornata di regular season hanno sfoderato un Tutino clamoroso anche nella gara secca disputata al "Provinciale".

Ma se qualcuno pensava che la sconfitta precoce ai playoff potesse rappresentare una grande delusione, evidentemente non sapeva che a Trapani si stava per vivere una delle estati più calde della storia recente, almeno sul piano calcistico. La situazione economica sempre più critica ha costretto il Comandante Vittorio Morace a gettare l'ancora e ad abbandonare la nave granata, restando come supervisore ma senza la possibilità di poter intervenire in maniera massiccia sul mercato. Si è paventata per qualche giorno anche l'ipotesi tragica di una sparizione del Trapani dai radar del calcio professionistico nazionale, ma alla fine la situazione si è placata anche grazie all'arrivo in città di due appassionati di calcio come Raffaele Rubino e Vincenzo Italiano, insigniti rispettivamente delle cariche di direttore sportivo e allenatore. Lavorando in tandem con grande sintonia, Rubino e Italiano hanno costruito nel giro di pochi giorni - e soprattutto con una spesa ridotta all'osso - un organico che potesse essere competitivo in nome di un nuovo corso fatto di genuinità e fame di calcio.

E i risultati si sono visti fin da subito, visto che il Trapani, tralasciando l'ennesima sconfitta contro il Cosenza arrivata nel secondo turno di coppa Italia, ha avviato una splendida cavalcata che lo ha portato a fine 2018 al secondo posto nella classifica del girone meridionale di serie C, alle spalle solo di una Juve Stabia letteralmente inarrestabile. I granata hanno messo in mostra un gran gioco, cedendo sul campo solo in partite decise da episodi individuali e da sbavature sporadiche, come nel caso del derby a Catania in cui solo un penalty fallito da Evacuo ha privato il Trapani di un grande risultato, o come nello scontro diretto con le "vespe" di Caserta, capaci di espugnare il "Provinciale" solo oltre il 90'. Una formazione che ha messo in mostra tante individualità interessanti, ma che soprattutto ha sfoderato un gioco di squadra arioso e spettacolare, fatto di possesso palla ma anche di una mole importante di palle gol costruite di gara in gara.

Il 2018 avrebbe potuto chiudersi alla grande anche dal punto di vista societario, visto che il Trapani sarebbe vicino al tanto atteso passaggio di proprietà. Sarà quasi certamente Giorgio Heller, imprenditore romano, a prendere le veci di Vittorio Morace al comando della società granata. Il closing - termine particolarmente in uso di questi tempi - doveva arrivare alla fine dell'anno, ma con ogni probabilità si chiuderà tutto dopo che saranno trascorse tutte le festività natalizie.