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Siracusa da Cutrufo ad Alì
Ora si cerca di ricostruire


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Il 2018 degli azzurri, che puntano a cancellare dubbi e perplessità.

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SIRACUSA - Un grande spartiacque per ripartire e cercare di ricostruirsi un'immagine, in campo e fuori. Si può sintetizzare così il 2018 che se n'è appena andato per il Siracusa. Un anno senza dubbio difficile e ricco di ostacoli da superare di volta in volta per la formazione aretusea, che in questi dodici lunghissimi e travagliati mesi sono ripartiti da una nuova proprietà e hanno dovuto fare i conti con una classifica - sia quella dello scorso campionato che per la stagione in corso - condizionata da situazioni che ben poco avevano a che fare con il calcio giocato. Basti pensare alla scorsa annata, quella che ha avuto tra i suoi principali protagonisti il tecnico Paolo Bianco, capace di condurre sul campo il Siracusa fino a un eccellente sesto posto, costruito grazie a un bel gioco che sfruttava al massimo le individualità all'interno di un collettivo ben costruito e allenato. Tuttavia, la pessima situazione societaria ha portato gli azzurri a subire una lunga serie di penalizzazioni che hanno fatto sfumare la partecipazione ai playoff.

Ma la grande delusione che non aver potuto sfruttare la grande occasione ottenuta sul campo, non è niente rispetto a quanto stava per succedere nella lunga e torrida estate vissuta in casa Siracusa. Gaetano Cutrufo, il patron della risalita della formazione azzurra nel calcio dei professionisti, dopo aver annunciato di essere pronto a vendere la società per la simbolica cifra di un euro, lascia definitivamente la mano. Impossibile per lui e la sua famiglia mantenere quanto costruito con sacrifici e professionalità negli anni scorsi, pertanto era giunto il momento di farsi da parte per salvaguardare quanto era stato fatto negli anni precedenti. Provvidenziale in tal senso la figura di Giovanni Alì. Proprio l'uomo che aveva sfiorato il grande passo tra i professionisti con il Troina, beffato solo ai rigori nella finale playoff di serie D dalla Vibonese, e ora pronto ad affacciarsi nel calcio che conta. La data da segnare sul calendario è quella del 10 luglio: Alì diventa il proprietario del Siracusa.

Non mancano i nasi storti e le perplessità da parte dei siracusani, di certo non pronti ad accogliere alla propria corte un rivale territoriale come l'ex patron del Troina. A seguire Alì ci pensano alcuni calciatori di talento ma anche alcune figure centrali come il direttore generale Santangelo e il tecnico Peppe Pagana, fin da subito poco amato dalla sua nuova tifoseria nonostante la sua idea di proporre un calcio divertente e arioso. Tuttavia, i risultati faticano ad arrivare per via di errori clamorosi che vengono pagati a caro prezzo dal Siracusa nelle varie partite. I tifosi chiedono la testa di Pagana, ed è lo stesso allenatore ad accontentare i supporters aretusei, dimettendosi il 31 ottobre. La società affida la panchina a Michele Pazienza, ma i problemi continuano così come continuano a mancare i risultati. Il Siracusa ristagna nella parte bassa della classifica, e un mese e mezzo dopo arriva l'esonero. Alì decide di ripartire dalla soluzione interna, con Ezio Raciti promosso dopo un inizio stagione da secondo.

Difficile sapere cosa ne sarà del Siracusa nel prosieguo della stagione e nei primi mesi del 2019. Fanno ben sperare il ritorno di Tiscione e la ripresa delle operazioni da parte di Antonello Laneri, uomo di calcio fin troppo competente per non essere quantomeno ascoltato, specialmente in situazioni difficili come quella in cui versano gli azzurri. La speranza è quella di vedere una squadra che possa crescere, in autostima e a seguire in risultati. Ma questo lo scopriremo solo nelle prime gare del nuovo anno.

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