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serie c

Sicula Leonzio sempre sul pezzo
Torrente sinonimo di certezze


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Il 2018 dei bianconeri, che ora ripartono da un tecnico esperto.

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LENTINI (SIRACUSA) - Se in casa Sicula Leonzio fossero alla ricerca di una parola per descrivere il 2018 appena concluso, sarebbe con ogni probabilità "certezza". Proprio così, perchè una formazione abituata sempre a salire un gradino alla volta, con un grado di ambizione e di fame sempre crescente con il raggiungimento di obiettivi sempre più alti, al suo primo anno tra i professionisti ha dimostrato di saperci stare alla grande, anche al cospetto di difficoltà davvero grandi da superare. Come quella legata all'indisponibilità del proprio stadio per gran parte della stagione, con il "Massimino" di Catania che da alloggio forfettario si è ben presto trasformato in dimora scomoda, una vera e propria cattedrale nel deserto se si considera la scarsa affluenza dei tifosi (era inevitabile che fosse così) nelle partite interne della Sicula Leonzio. Ma alla fine, l'obiettivo dei playoff che all'inizio del 2018 sembrava impensabile, è stato raggiunto con merito e con grande soddisfazione.

Un grande merito va senza ombra di dubbio ad Aimo Diana, condottiero coraggioso e con grande talento che ha preso il posto di Rigoli alla fine dell'anno precedente e che nel girone di ritorno ha trascinato la squadra a suon di bel gioco e di individualità che venivano fuori da un collettivo davvero ben gestito. Gli applausi e i complimenti sono piovuti come acquazzoni fuori stagione per una Sicula Leonzio capace di far divertire e di ottenere risultati importanti su campi difficili, al di là dell'handicap dovuto proprio all'indisponibilità dell'"Angelino Nobile", la casa dei bianconeri che è stata riaperta per un'occasione non da poco, il derby contro il lanciatissimo Catania allora guidato da Cristiano Lucarelli. Sono dunque arrivati i playoff a suggellare la splendida prima annata della Sicula Leonzio tra i professionisti. E poco importa se l'apparizione in post-season dei leontini è durata appena 90 minuti: la squadra del patron Leonardi ha piazzato la propria bandierina nella cartina geografica del calcio italiano. Ed è arrivata per restarci.

La conferma di questa forte volontà da parte della proprietà e della dirigenza arriva già durante l'estate del 2018, quando Leonardi chiama in panchina quel Paolo Bianco capace di trascinare il Siracusa ai playoff nonostante una situazione economica deficitaria. Dal mercato arrivano nomi importanti, in primis quello di Juanito Gomez che tanto bene ha fatto in A e B a Verona, e i primi risultati sul campo sembrano far sorridere il popolo di Lentini. Ma ben presto, purtroppo, la Sicula Leonzio si sgonfia tra risultati che non supportavano le prestazioni e altri problemi, tra cui la continua emergenza data dagli infortuni. Così i bianconeri si sono ritrovati a galleggiare a centro classifica, una situazione non certo consona rispetto alle aspettative societarie. Bianco se ne accorge, le tenta tutte ma alla fine si ritrova costretto a dimettersi. Così Leonardi e la Sicula Leonzio ripartono da Vincenzo Torrente, tecnico abile e soprattutto dal polso fermo, che alle sue prime uscite ferma due corazzate come Catania e Casertana: un discreto biglietto da visita.

Ora per il 2019 si disegna un altro scenario per la Sicula Leonzio, con la speranza che la fortuna sorrida un po' di più a questa società che rappresenta un'isola felice del calcio siciliano prima ancora che italiano. Un club capace di costruirsi su solide basi e che senza eccessivi squilli di tromba è arrivato con merito e con abilità nel calcio professionistico. Il prossimo passo sembra pronto per essere eseguito, ma sempre con la calma e con la solidità che ha contraddistinto un progetto partito dal campionato di Eccellenza.

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