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Il Catania insegue sempre la B
Ripescaggio, il grande rimpianto


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Il 2018 dei rossoazzurri, tra il forte rammarico e nuove grandi speranze

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CATANIA - Il 2018 si chiude con un po’ di rammarico e tante speranze per il Catania. L’anno solare ormai agli sgoccioli sarà ricordato soprattutto per l’estate rovente, passata dalla mancata promozione sul campo, all’illusione ripescaggio sino all’inizio ritardato del campionato in corso con tutte le problematiche che questo ha comportato. Per il quarto anno consecutivo i rossazzurri si ritrovano nell’approssimativo limbo della terza serie calcistica, a sgomitare per recuperare terreno nell’ottica promozione. Eppure, lo scorso anno di questi tempi, malgrado qualche titubanza di troppo legata alla conduzione tecnica di Lucarelli, erano tante le speranze di tornare in Cadetteria ma, alla fine, fu il più regolare Lecce a spuntarla malgrado l’evidente calo giallorosso nella fase finale della regular season. Così il Catania si affidò ai play-off, infrangendo i sogni di gloria della tifoseria all’ultimo respiro della semifinale di ritorno che premiò il Siena ai calci di rigore.

Malgrado la cocente delusione, la società rossazzurra si rimboccò, per l’ennesima volta, le maniche, puntando su un allenatore vincente e molto legato alla piazza rossazzurra come Andrea Sottil. Il resto è storia assai recente. Mentre la concentrazione era rivolta all’allestimento di un organico di prim’ordine per la categoria, ecco materializzarsi l’ipotesi (rimasta solo tale) del ripescaggio in serie B attraverso l’ormai nota “sentenza Novara” che spalancava le porte del salto di categoria a tavolino anche, conseguenzialmente, alla società etnea. Ma i vertici del calcio italiano, nello specifico i vari Balata e Fabbricini con la compartecipazione straordinaria di altri personaggi, avevano deciso che la serie cadetta doveva essere ristretta alla partecipazione di 19 squadre dopo il fallimento (o mancata iscrizione) di Bari, Cesena ed Avellino.

Da qui una lunga, controversa, stucchevole e –per certi versi- ridicola pantomima protrattasi ben oltre i limiti della decenza, comportando peraltro il rinvio delle gare in calendario delle “aspiranti ripescande” (oltre al Catania, anche Novara, Siena, Pro Vercelli, Ternana a cui si aggiunse poi l’Entella) con decisioni della Giustizia sportiva e di quella ordinaria che si sono rincorse, sovrapposte, smentite e riaffermate sino ad arrivare ad un epilogo forse già scritto di negare a tutte il ripescaggio in serie B costringendo le squadre suddette ad affannosi recuperi di partite con impegni in campo ogni tre giorni. Ma, adesso, il passato è alle spalle. Piaccia o no, come ha avuto modo di affermare lo stesso Sottil, non si devono cercare alibi di sorta. Al momento il Catania è attardato rispetto alla vetta della classifica ma, conti alla mano, la distanza dalla Juve Stabia potrebbe diventare ben più ammortizzabile di quanto non dica l’attuale graduatoria.

Senza dimenticare che anche Catanzaro e Trapani anelano al salto di categoria, gli stabiesi vantano 9 punti in più in classifica rispetto ai rossazzurri che, però, devono recuperare la partita contro la Viterbese e giocare al “Massimino” il match di ritorno contro la formazione guidata in panchina da Fabio Caserta. Insomma, tutto è ancora possibile, anche perché l’imminente calciomercato di riparazione potrebbe cambiare le carte in tavola in taluni casi. L’importante per capitan Biagianti e compagni sarà mantenere regolarità nelle prestazioni e nei risultati. Sottil dispone di una squadra forte e determinata in ogni reparto. La società non mancherà di puntellare adeguatamente l’organico ed i tifosi faranno il resto, come sempre. La serie C sta troppo stretta ad una piazza calcistica smaniosa di tornare nel calcio che conta e questa potrebbe essere davvero l’annata giusta.

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