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calcio - serie b

Foschi: "Il Palermo è degli inglesi
Stellone sicuro, il mercato..."


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Il dirigente romagnolo parla anche del suo rapporto con Zamparini.

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PALERMO - Rino Foschi dice la sua sul passaggio di proprietà che sta coinvolgendo il Palermo calcio. Il direttore dell'area tecnica rosanero, nel corso dell'intervista rilasciata per Mediagol, è tornato sul gruppo inglese che sta per mettere le mani sul club di viale del Fante, dopo una conferenza stampa surreale alla quale ha preso parte quasi come una comparsa qualunque: "Con la nuova proprietà c’è poco da confrontarsi - ha detto Foschi - , adesso si stanno ancora facendo i passaggi. La traccia del lavoro è stata fatta quest’estate con me e Zamparini, ormai c’è poco da fare. Io ho conosciuto gli inglesi, ho dato loro delle informazioni su di noi ma non abbiamo parlato dei ruoli del futuro. Se fosse accaduto sarei rimasto un po’ deluso perché questo è uno spogliatoio delicato, ne abbiamo avuto esperienza nel recente passato. Se ci sarà la possibilità di fare qualcosa di importante con loro ben venga, sono contenti della fase tecnica ma adesso non è il momento di parlare con loro di mercato. Loro guardano la classifica soltanto adesso. La nuova proprietà farà ciò che vuole, magari io non gli andrò bene e non sarebbe un problema. Tra poco cambierà tutto, per adesso abbiamo tutto in testa quello che è stato tracciato".

L'arrivo dei nuovi acquirenti pone fine al rapporto di lavoro tra Rino Foschi e Maurizio Zamparini, iniziato proprio con l'arrivo del friulano in Sicilia nel 2002 e che ha avuto diversi alti e bassi. Tuttavia, il rapporto umano resta: "Sento sempre Zamparini come prima, ma adesso all’interno del club ha un altro ruolo. Lui non è più la stessa persona adesso. Per me è doloroso, perché non pensavo che lui un giorno potesse non essere più il patron del Palermo. Con lui ho lavorato bene, indipendentemente dalle nostre esternazioni, dei nostri confronti vibranti e focosi,  in entrambe le mie avventure in questa società. Non lo sento più come prima perché purtroppo la società è già stata ceduta, a giorni lui non c’entrerà più. Io ho un carattere difficile, non mi adatto a tutte le situazioni però ho il Palermo nel cuore, stiamo facendo un buon lavoro e sono contento. Non volevo che succedesse questo, ma Zamparini si è trovato in una situazione difficile anche perché la città si era distaccata da lui".

"Io spero che allo stadio possa ritornare il tifo che c’era quando io sono arrivato qui la prima volta - dice Foschi relativamente allo scarso attaccamento della gente di Palermo verso la squadra - . Ogni tanto riguardo qualche filmato di quando eravamo io e Zamparini in campo quell’anno e mi scappa una lacrimuccia, sono cose belle. Palermo è una città particolare, vincere qui non è facile come nelle altre città. Palermo vive per il calcio, c’è un amore spropositato nei confronti di chi lavora in questo settore. Si diventa un po’ megalomani, si ci sente importanti".

Si parla anche del futuro di Roberto Stellone, arrivato a Palermo al posto di Bruno Tedino e capace di mantenere l'imbattibilità dopo le prime undici partite alla guida dei rosanero: "Stellone è molto contento di questo gruppo, lo sta gestendo in modo ottimale. È un allenatore che è entrato nella psiche e nell’anima dei giocatori e loro sono entrati in piena sintonia con lui. Non ha chiesto niente in vista del mercato, ovviamente se ci sarà un infortunio grave o una cessione improvvisa, che adesso non esiste, a quel punto bisognerà confrontarsi. Il nostro obiettivo in questo momento è allenarci e crescere con questo gruppo. Fin dal primo giorno è rimasto contento di questo gruppo, non si è nascosto dietro a nulla ed oggi è ancora più felice. Per ogni giocatore ci sono degli alti e bassi, ma bisogna gestirli proprio come sta facendo lui. Stellone sta bene, è blindato e lui lo sa, deve solo vincere. È un professionista eccellente quando lavora, anche se un po’ permaloso. Lui sa benissimo che il suo futuro è come il mio: legato ai risultati, lui con i risultati avrà un grande futuro a Palermo".

Capitolo mercato. Foschi commenta le operazioni effettuate in entrata durante l'estate, con gli arrivi del portiere Brignoli, del difensore Salvi, del centrocampista Haas e di due giocatori offensivi come Falletti e Puscas: "Brignoli è un portiere che conoscevamo, anche se, per certi versi, poteva costituire un punto interrogativo. È un buon portiere, sta facendo il suo e avrà occasione di fare delle prestazioni importanti così come di sbagliare qualche partita. Haas sapevamo che era un giocatore importante, è stato difficile portarlo via dall’Atalanta. Falletti non potevamo mai pensare che la proprietà lo lasciasse andare in Serie B, così come Puscas e Salvi. Siamo contenti, ma è normale che ogni giocatore abbia degli alti e bassi. Si sono integrati bene nel gruppo, sono tutti dei protagonisti. In serie cadetta Falletti sarebbe tornato solo per indossare questa prestigiosa maglia. Il suo procuratore ha altri giocatori importanti nella sua scuderia, ma sa che prima di trattare con altri deve parlare con me. Io sono orgoglioso di 1questo".

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