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dopo l'operazione

Lauda rivive il suo incubo:
"Non credevo al trapianto..."


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Il leggendario pilota torna su ciò che ha vissuto nei mesi scorsi.

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PALERMO - Niki Lauda rivive il dramma del trapianto di polmone al quale ha dovuto sottoporsi per salvare la propria vita. Il leggendario ex pilota austriaco, ora ai vertici della Mercedes, in una toccante intervista rilasciata per la Gazzetta dello Sport ha parlato sia del momento in cui ha scoperto la malattia, sia del modo in cui l'ha affrontata: "Sulle prime non ci credetti - ha detto Lauda - , poi ne presi atto, cominciando a chiedere quanto sarebbe durata la degenza. Quando accadono certe cose devi sempre guardare avanti, al dopo. Devo essere sincero: non ho mai avuto paura. Ero nelle mani di ottimi specialisti. Mi sono affidato a loro. Sapevo che sarebbe stata dura, molto dura. In simili condizioni io potevo solo fare una cosa: lottare. L’ho fatto per ogni istante, lo sto ancora facendo. Devo però sottopormi a sei ore di training al giorno, assistito da due preparatori che non mi lasciano neppure per un istante. Ma trovarmi tra le mie mura (a Ibiza, ndr) è un’altra cosa, l’aria qui è pulita, il clima non è inclemente come in Austria".

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