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CALCIO - SERIE B

Palermo, la difesa è da blindare
Un solo dubbio nella linea a tre


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Contro il Foggia la retroguardia riparte da Bellusci e Rajkovic. Tedino riflette sull'impiego o meno di Struna come terzo elemento.

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PALERMO - Quei sei gol subiti in quattro gare ufficiali, fra Coppa Italia e campionato, non sono stati un buon inizio per la difesa del Palermo che da uno schieramento a quattro, adottato lungo tutta la fase del precampionato dal proprio allenatore Bruno Tedino, è tornato sui suoi passi giocando nuovamente a tre come nella passata stagione. Nonostante il ritorno alle origini però, con Bellusci e Rajkovic tornati nei loro consueti ruoli formando con Szyminski la linea arretrata, l'ultima gara in casa con la Cremonese si è chiusa esattamente con lo stesso saldo negativo registrato contro Vicenza, Cagliari e Sicula Leonzio, anche se in quest'ultimo caso si trattava di un'amichevole con molti esperimenti anche in difesa con elementi non titolari.

Cosa fare dunque per blindare un pacchetto difensivo che per ora non ha dato molte garanzie? Tedino nelle due settimane avute a disposizione per la sosta delle nazionali ha provato ovviamente a lavorarci coinvolgendo anche gli altri reparti nel collaborare per evitare scivoloni come quelli accaduti ad esempio su azioni di contropiede, lanci lunghi o palle inattive da parte degli avversari. Il tecnico ovviamente è ripartito dal materiale tecnico a disposizione, con Bellusci e Rajkovic che garantiscono la dovuta dose di fisicità ed esperienza, trovandosi nella necessità di affiancare ai due centrali già citati un terzo di altrettanti valore.

Nonostante infatti la difesa sia il reparto della rosa più numeroso dell'intera rosa (con ben undici elementi e ben sei centrali da poter scegliere, ndr), figlio sopratutto della mancata cessione di giocatori a lungo rimasti sul mercato senza trovare una sistemazione diversa da quella rosanero, il tecnico si è trovato nella difficoltà di affiancare un terzo dato che sia Accardi, piuttosto che Ingegneri e Szyminski, al momento non danno le garanzie in termini di tenuta richiesta dall'ex Pordenone. Solo il jolly polacco fino ad ora ha trovato posto senza però convincere e portando Tedino quindi a riconsiderare il ritorno in pianta stabile dello sloveno Struna.

L'ex Carpi, impegnato nell'ultima settimana in solo una delle due gare della sua nazionale per la Nations League, è tornato a disposizione del suo allenatore all'inizio degli allenamenti della settimana che porta alla sfida col Foggia. A questo punto, data la sua cessione sfumata in estate, al centrale non resta una soluzione: giocare quante più gare possibili ai livelli espressi nella passata stagione per poi riproporsi a gennaio per un'eventuale trasferimento. A Tedino nel frattempo interessa recuperare una delle sue pedine per comporre una delle difese migliori del campionato.

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