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calcio - serie b

Coni annulla sentenza Frosinone
Il caso torna in Corte di Appello


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Organi federali chiamati a riformulare la sentenza, i rosanero prendono le contromisure.


PALERMO - Arriva una clamorosa decisione presa dal Coni, che di fatto rende inammissibile la decisione della Corte Sportiva di Appello della FIGC in merito alla sfida tra Frosinone e Palermo, che ha regalato ai ciociari la promozione in serie A. Stando a quanto è stato stabilito nelle scorse ore dal Collegio di Garanzia del Comitato Olimpico Nazionale, di fatto, tutto ciò che è stato stabilito dagli organi competenti nei due gradi di giudizio resi noti a livello federale non è da considerare valido, come si legge anche nella prima parte del comunicato redatto dal club di viale del Fante nel primo pomeriggio: "Il Collegio ha annullato le decisioni della Corte Sportiva di Appello, rinviando il procedimento al medesimo organo in diversa composizione, affinché quest’ultima irroghi la sanzione corretta e coerente con le norme esistenti e nel rispetto del principio di valorizzazione del merito sportivo che si conquista sul campo". Dunque, di fatto, nonostante siano passati ben tre mesi dalla disputa della partita dello "Stirpe", non è ancora stata detta la parola fine.

Nella nota redatta dal club rosanero, si legge che la Corte di Appello federale dovrà uniformarsi agli articoli 17 e 35 del Codice di Giustizia Sportiva. In particolare, sulla base di questi due articoli, si richiede l'inasprimento delle pene nei confronti del Frosinone - punito di fatto con una sanzione pecuniaria e la chiusura dello stadio "Stirpe" per due gare ufficiali - e il fatto che le suddette pene dovessero essere inflitte con riferimento alla stagione precedente, e non a quella appena cominciata. Inoltre si prevede in base all'articoli 35 che i termini stabiliti dall'ordinamento sportivo - come ribadisce il Palermo nel suo comunicato - sono perentori e devono dunque essere osservati dagli Organi competenti in ambito di giustizia sportiva. Dunque i rosa contestano il fatto che i due gradi di giudizio siano arrivati con colpevole ritardo, non ammesso e non previsto dai codici vigenti, andando dunque a commettere una violazione delle suddette norme in vigore.

Dunque il Palermo, preso atto della decisione del Collegio di Garanzia del Coni, reclama proprio il rispetto delle regole da parte degli organi competenti prima ancora che degli avversari diretti per la promozione in un campionato di serie A già cominciato. A tutto questo si aggiunge anche il fatto che la Corte Sportiva di Appello della FIGC dovrà uniformarsi anche alla possibilità di utilizzare le immagini televisive per poter giungere ad una sentenza più aspra nei confronti del Frosinone, e in particolare dei tesserati Citro e Matarese che si sono macchiati della grave colpa di aver lanciato i palloni in campo. Intanto il Palermo fa sapere che "sta valutando le opportune iniziative da assumere affinché i principi enunciati dal Collegio trovino immediata risposta per l'efficace ed effettiva tutela dei propri interessi".

Senza alcun dubbio, sul piano delle sanzioni sarà impossibile che il Palermo possa trarre giovamento da una futura sentenza da parte della Corte Sportiva di Appello, ammesso che arrivino delle modifiche alle pene già elargite nei due precedenti gradi di giudizio. Niente lieto fine per i rosanero, considerando soprattutto il fatto che sono già state giocate tre partite di serie A e due di serie B, pertanto sarà impossibile ottenere la giustizia a lungo reclamata dai vertici del club di viale del Fante. Possibile un inasprimento della pena nei confronti del Frosinone e dei tesserati coinvolti direttamente nella condotta antisportiva. Ma questo, purtroppo, al Palermo non può importare.

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