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calcio - palermo

Figuraccia evitata dal dischetto
E Brignoli può subito esaltarsi


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Servono i guizzi di Rajkovic e del portiere per evitare la disfatta di una squadra abulica e statica.

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PALERMO - Sarebbero stati undici metri di felicità, ma alla fine dei conti la fatidica distanza tra la linea di porta e il dischetto del rigore vale solo il fatto di aver evitato un primo ed evitabilissimo tracollo. Sia per il modo in cui il Palermo è arrivato al suo primo impegno ufficiale della stagione, sia per le conseguenze che avrebbe portato una prematura e imprevista uscita di scena dalla coppa Italia a livello di spogliatoio, in termini di rapporti tra la squadra e la proprietà, e soprattutto in quelli tra Bruno Tedino e la già agguerrita piazza palermitana. Alla fine il Vicenza ha dovuto arrendersi solo ai calci di rigore dopo essere passato in vantaggio per due volte, la prima delle quali quando era già scoccato il 90esimo minuto e sembrava ormai inevitabile una conclusione delle ostilità dopo il triplice fischio. Conclusione che si è avverata comunque durante - anzi dopo - l'extratime, e grazie alla doppia prodezza a centro area di Rajkovic.

'Bobo' il gol se lo è meritato più di tutti, e in un certo senso il fatto di essere andato a segno due volte lo ripaga finalmente delle sofferenze, delle corse contro il tempo e contro i dolori fisici che lo hanno fiaccato più nello spirito che nel corpo. Due zampate che hanno evitato guai catastrofici ad una squadra apparsa ancora una volta incapace di esprimere gioco in maniera fluida e soprattutto costante e pericolosa. La gara di ieri sera ha riportato le lancette del tempo del Palermo indietro di quattro mesi, quando i rosa sotto la guida di Tedino si dimostravano scrupolosi - a tratti accademici - nel muovere il pallone fin dentro la trequarti avversaria, senza però trovare quel guizzo, quell'accelerazione, quella giocata in grado di interrompere la monotonia del giro palla di Jajalo e compagni. A questo Palermo manca ancora quel tocco di sprint, quell'aggiunta di velocità di pensiero e azione che può rendere inarrestabile quella che, allo stato attuale dell'arte, può essere valutata come una formazione senza infamia e senza lode.

E se al fatto che i gol di Rajkovic sono stati decisivi per evitare la disfatta, aggiungiamo il tocco di eroismo - prettamente sportivo - di Brignoli che dagli undici metri è stato decisivo per far pendere l'ago della bilancia del match dalla parte del Palermo, il quadro della situazione diventa ancor più evidente e scontato. Parliamoci chiaro, non abbiamo annoverato neanche una parata del nuovo portiere rosanero nell'arco dei 120 minuti, in cui l'ex ternano è stato prima spiazzato dal rigore di Giacomelli e poi trafitto dalla traiettoria beffarda di Tronco. Ben più decisivo, prima della lotteria dei rigori, è stato Grandi con almeno due-tre interventi prodigiosi, soprattutto nel secondo tempo. L'estremo difensore messo a disposizione di Tedino, dunque, dopo appena una partita giocata sembra essersi già preso la squadra in mano e soprattutto ha conquistato immediatamente il pubblico del 'Barbera', da sempre molto scettico sui giocatori che si sono susseguiti tra i pali rosanero.

Non si può dire la stessa cosa del tandem macedone Trajkovski-Nestorovski. Ma se il numero 7 ha lasciato intravedere alcuni paurosi passaggi a vuoto sul piano della concentrazione prima ancora che su quello tecnico, nel caso di quest'ultimo, tornato ad indossare la fascia da capitano dopo aver lasciato in ritiro l'onore a Murawski, il suo essere avulso dal gioco può avere da una parte una specie di alibi dettato dal mancato coinvolgimento della squadra, ma l'altra faccia della medaglia parla di un Ilija distratto, poco concentrato e per nulla cattivo. E in questo senso, le sirene di mercato fanno il loro gioco. Fatto sta che tra sei giorni si va a Cagliari per tentare di dare un prosieguo al cammino di coppa, ma ancor più importante è la data del 26 agosto, quella dell'inizio del campionato. Venti giorni per capire che ne sarà del Palermo, come verrà modellato e soprattutto che ruolo potrà recitare in una serie B sulla carta più dura e complicata di quella appena disputata e finita male.

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