Live Sicilia

calcio - serie b

Zamparini è una furia:
"Ma in appello vinciamo noi"


Articolo letto 3.941 volte

Il patron del Palermo lamenta mancanza di coraggio da parte degli inquirenti.

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - Maurizio Zamparini ha atteso qualche ora prima di esplodere, e non poteva essere altrimenti. Il patron del Palermo commenta con la sua consueta furia la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale Federale Nazionale sul 'caso Parma', che ha inflitto una penalizzazione di 5 punti alla formazione ducale in vista della prossima stagione in serie A, senza dunque modificare l'esito dello scorso campionato cadetto. Queste le prime dichiarazioni del numero uno del club di viale del Fante: "In appello sono sicuro che vinciamo noi; altrimenti farò causa al Parma per 50 milioni di danni. E c’è anche la questione di Ceravolo che non ha presentato il telefono perché smarrito, guarda caso, proprio il giorno stesso dell’audizione".

Zamparini che con molta amarezza ammette di aver previsto con ampio anticipo l'esito della sentenza di primo grado, che di fatto non ha portato alcun beneficio al suo Palermo. A maggior ragione dopo aver visto che la pena che il Parma dovrà scontare è relativa alla prossima stagione, nonostante il presunto illecito sia stato effettuato in merito ad una gara dello scorso campionato: "Purtroppo ho avuto ragione, nelle decisioni sul caso Parma molte cose non quadrano. La richiesta della Procura federale? Assurda, politica e talmente stupida che, secondo me, equivale a darsi la zappa sui piedi. E già immaginavo che sarebbe finita così".

La furia di Zamparini si scatena soprattutto in merito alla differenza di trattamento tra la società del Parma e colui che è stato ritenuto il principale responsabile della presunta combine, ovvero Emanuele Calaiò. Una squalifica pesante per l'attaccante palermitano ma di fatto una sentenza morbida nei confronti della società che, in un certo senso, ha goduto delle azioni del proprio tesserato: "A Calaiò hanno dato due anni? Ecco. Hanno condannato il giocatore e a quel punto la sanzione doveva essere una penalizzazione di tre punti, per togliere al Parma quanto ottenuta a La Spezia. Hanno ammesso il reato, senza però dare alla società una sanzione adeguata. Assurdo. La penalizzazione andava scontata nel campionato appena concluso".

Infine, l'invettiva di Zamparini si trasferisce del tutto su coloro i quali hanno emesso la sentenza dopo aver formulato accuse ben più gravi in sede di richiesta. Il patron non si capacita del fatto che il Parma non ha subito conseguenze per la stagione appena conclusa, favorendo così il Palermo: "Questa è una vergogna, in appello dovranno ripartire da quei tre punti. Sono stati talmente stupidi da riconoscere l’esistenza di un reato e poi hanno sbagliato la pena. Voglio vedere come faranno a dire che non è successo nulla. Non possono fare schifezze fino alla fine. Vogliono farci passare per fessi. E il Parma è stato chiamato a rispondere per responsabilità oggettiva, non diretta, una cosa del genere non esiste. Calaiò giocava per il Parma e il risultato non gli interessava per una scommessa, interessava al Parma per andare in A".

/web/virtualhosts/sport.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php