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calcio - serie c

Akragas, attesa per gli iraniani
Decisiva la prossima settimana


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Karimouee atteso ad Agrigento nei prossimi giorni, si parla già di stadio e ripescaggio.

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AGRIGENTO - Dopo qualche giorno di assoluto silenzio in cui non si sono fatti attendere dubbi e perplessità, ecco che all'improvviso sembra sbloccarsi ancora una volta la trattativa per il passaggio di proprietà dell'Akragas, dalle mani dell'attuale patron Silvio Alessi alla cordata di imprenditori provenienti dall'Iran. Karimouee, il mediatore italo-iraniano che finora ha condotto la trattativa dalla propria nazione proprio per tenere al correte gli altri elementi del gruppo e per rassicurare il proprietario del club, è infatti atteso nei prossimi giorni ad Agrigento per continuare a discutere i termini dell'accordo. Si parla di un arrivo dell'imprenditore nella città dei Templi già nel corso del weekend ormai alle porte, ma più verosimilmente sarà la prossima la settimana in cui avverrà l'atterraggio di Karimouee in Sicilia per parlare con Alessi del futuro dell'Akragas. L'impressione, in ogni caso, è che l'affare che metterà il club biancazzurro nelle mani dei persiani.

Si parla già dei primi programmi che la cordata di imprenditori iraniani sono disposti a mettere a segno per regalare un futuro più roseo all'Akragas. Il primo passo riguarda senza dubbio la rimessa a posto dello stadio Esseneto, uno dei principali problemi della squadra nel corso della scorsa e disastrata stagione. Tra la costruzione di un nuovo impianto di illuminazione e la sistemazione strutturale dello stadio, questo potrebbe essere uno step fondamentale. Il tutto, ovviamente, preceduto dall'esborso di circa 800mila euro per l'acquisto dell'intero pacchetto di quote dell'Akragas, club per il quale Karimouee e gli altri imprenditori lavoreranno anche per tentare la carta del ripescaggio in serie C. Potrebbe essere questo lo step più complicato, se non altro per l'ostracismo da parte di FIGC e Lega proprio nei confronti dei ripescaggi. L'immissione delle "seconde squadre" rende infatti meno probabile questo scenario, ma non è da escludere in maniera definitiva. Anche in base alle eventuali certezze economiche che gli iraniani saranno in grado di dimostrare.

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