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Orlandina, via alla rifondazione
Sindoni: "Guardiamo al futuro"


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Retrocessione quasi metabolizzata, si lavora per la nuova annata: Mazzon verso la conferma.

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CAPO D'ORLANDO (MESSINA) - Una delusione ancora da metabolizzare del tutto, ma che farà da monito in vista di una nuova stagione in cui ripartire quasi totalmente da zero. L'Orlandina Basket prova a mettersi alle spalle il dolore causato dalla retrocessione in serie A2 con il solito orgoglio tipico dei paladini, ma anche con la voglia di mettersi alle spalle la più grande delusione della storia recente del club di via Beppe Alfano. Di fatto, da quando la gestione del club biancazzurro è nelle mani di Enzo Sindoni questa è la prima volta che l'Orlandina retrocede sul campo, considerando l'unico declassamento arrivato undici anni fa con la ripartenza dalla serie C. Ed è per questo motivo che i grandi lavori per la ricostruzione della nuova squadra partirà nei prossimi giorni, con le decisioni relative alle conferme dei giocatori sotto contratto e soprattutto con la scelta legata al coach con cui ripartire per dare l'assalto al ritorno nella massima serie. E l'aumento del numero delle squadre da promuovere - da una a tre - in un certo senso può agevolare il tutto.

Proprio la scelta del coach dell'Orlandina per la stagione 2018/2019 rappresenta uno dei nodi più grandi da sciogliere. L'apporto dato da Andrea Mazzon nelle ultime giornate, con due vittorie e soprattutto con un maggiore apporto della squadra sul piano dell'impegno e della presenza sul parquet, potrebbe agevolare una permanenza dell'allenatore veneziano nonostante la retrocessione. A quanto sembra, ripartirà dall'ex coach dell'Avtodor Saratov la rinascita del club biancazzurro. Anche la composizione del roster costituirà gran parte del lavoro del direttore sportivo Peppe Sindoni e del resto della dirigenza. I giocatori con contratto pluriennale in casa paladina sono cinque, e se i giovani Andrea Donda e Matteo Laganà resteranno per diventare elementi importanti per la ricostruzione, è assai improbabile la permanenza di Luca Campani e soprattutto Vojislav Stojanovic. Il pivot italiano si libererà dal contratto, il serbo ha un accordo fino al 2020 ma cercherà l'escape, con l'Orlandina che vuole ottenere un buyout. Dopodichè sarà la volta dei nuovi arrivi, con due soli americani tesserabili viste le regole del campionato cadetto.

E al termine di una stagione iniziata con grandi aspettative e con grandi emozioni, ma che si è conclusa con l'onta della retrocessione in A2, c'è ancora spazio per un riconoscimento individuale, ma che riguarda tutta la società. Il direttore sportivo Peppe Sindoni ha portato a casa il Premio Donia 2017 come miglior dirigente del basket siciliano, e a margine della premiazione ha parlato di quelle che sono le sensazioni in casa Orlandina Basket dopo l'addio alla massima serie, ma anche in vista della nuova stagione da programmare: "Il nostro compito è sempre quello di guardare al futuro. È chiaro che dobbiamo ancora metabolizzare il colpo della retrocessione in A2, ma è altrettanto vero che siamo consapevoli della nostra grandezza. Prima o poi si poteva anche mettere in conto una cosa del genere. Non la dobbiamo vivere come una morte, dobbiamo farci trovare pronti, stiamo ancora prendendo le ultime boccate di ossigeno prima di lanciarci verso una nuova estate di costruzione".

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