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calcio - serie d

Messina, un 'bisogno' di troppo
Il curioso caso di Prisco


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Il portiere peloritano espulso per aver urinato in campo. E Modica (nella foto) dice: "Rosso giusto".

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MESSINA - Pippo Franco non avrebbe saputo cantare di meglio. Espulso per aver urinato in campo, questa è la nota di colore del derby tra Igea Virtus e Messina, finito a reti bianche. Gli ospiti l’hanno terminato in inferiorità numerica, per il cartellino rosso rimediato dal proprio estremo difensore, Armando Prisco, a pochi minuti dalla fine, tanto da costringere il difensore Bruno a vestire i panni del portiere, visto l’infortunio di Meo ad inizio ripresa. Un gesto che non viene assolutamente giustificato da Giacomo Modica: “L’espulsione di Prisco, che ha avuto un comportamento antisportivo, è giusta. Io ho protestato per una gomitata non sanzionata e sono stato sanzionato dopo qualche minuto. Ci sono i testimoni, ma non credo serva a qualcosa”.

Una partita dai due volti quella del D’Alcontres, frizzante nel primo tempo e noiosa nella ripresa, in cui ha inciso molto la pesantezza del terreno di gioco: “Il campo era pressoché impraticabile, ha influito sui ritmi nella ripresa. Abbiamo retto e avuto le nostre occasioni, quattro pulite nell’ambito dei novanta minuti, così come loro. Il risultato finale a mio avviso non è veritiero”. Ancora una volta, il Messina non ha demeritato al cospetto di una big: “Abbiamo offerto prestazioni importanti contro tutte le big. Ci è stato tolto un gol valido a Vibo, dove poi è cambiata partita nella ripresa. Anche con Troina e Nocerina avevamo fatto benissimo. Oggi i diciotto punti di differenza non si sono visti, ma se li ha in classifica evidentemente li ha meritati”.

Per Peppe Raffaele, invece, la sua Igea avrebbe meritato il successo: “Complessivamente abbiamo fatto meglio noi, lasciando al Messina solo dieci minuti di possesso palla perché dovevamo rifiatare. In avvio non c’è stata partita, il Messina sembrava un avversario alle corde, ma purtroppo non riusciamo a capitalizzare quanto prodotto. Parlano chiaro la graduatoria e al tempo stesso anche la classifica marcatori: siamo l’unica squadra di vertice che non ha dei giocatori in doppia cifra”.

Per Raffaele il Messina è stato messo alle corde: “Nel calcio bisogna essere schietti. Il Messina ha fatto la partita aspettando qualche nostro errore, ha calciato una punizione dai 25 metri e messo una palla pericolosa in corridoio, se vogliamo togliere pure questo con i giocatori che hanno davanti…Anche nel secondo tempo – prosegue Raffaele – l’Igea era l’unica squadra a voler vincere. Abbiamo creato cinque palle gol clamorose, se non si capitalizza poi le partite terminano 0-0 o a volte si subisce pure la beffa come avvenuto contro il Troina. In campo ci sono dei valori: una squadra è stata costruita per vincere il campionato e si trova molto indietro, l’altra è molto giovane e ha dimostrato di non avere attaccanti che fanno la differenza. Il vero peccato mortale. Quando si lotta per vincere il campionato queste cose si pagano”.

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