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basket - serie a

Sindoni richiama all'ordine
"Ricordiamoci da dove veniamo"


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Il patron dell'Orlandina Basket invita il pubblico e la cittadinanza a tornare a sostenere la squadra.

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CAPO D'ORLANDO (MESSINA) - Torna a prendere la parola Enzo Sindoni, per far sentire forte e chiara la voce della proprietà dell'Orlandina Basket ma anche quella parte di cittadinanza che appare ferita da una fase della stagione tra le più nere nella storia recente della squadra. Che non sia un bel momento per la formazione paladina lo si capisce sia dai risultati - con undici sconfitte consecutive tra campionato e Champions League - sia dall'atteggiamento dei giocatori sul parquet, ma il patron biancazzurro ci tiene a sottolineare che la storia ventennale del club merita critiche ma non attacchi pesanti: "So che ad amare l’Orlandina Basket siamo tantissimi. Lo pensavo e lo penso nonostante negli ultimi tempi ci son stati giudizi aspri e critiche nelle quali è sempre più difficile trovare lo spirito costruttivo. Non me ne lamento: ritengo che questo sia legittimo e non dimentico quanto supporto abbia ricevuto da quando nel 1996 ho rilevato la società, ma ne sono dispiaciuto perché non vedo quale utilità possano portare a quella che continuo a ritenere la causa comune. Comune perché una squadra ai vertici del basket nazionale è orgoglio e patrimonio di tutti, anche della stampa e dei tifosi più critici".

Sindoni non vuole soffermarsi a discutere su attacchi particolari che la squadra e la società hanno ricevuto in questi due difficili mesi, in cui la formazione allenata da Gennaro Di Carlo non è riuscita nè a vincere nè a farsi apprezzare troppo per atteggiamento e spirito agonistico, ma al tempo stesso il patron dell'Orlandina Basket richiama all'ordine chi non si rende conto di quanto di straordinario sia stato costruito in questi anni: "Non mi soffermerò su fatti o parole specifiche - sottolinea Sindoni - . Voglio solo richiamare ognuna delle componenti del miracolo Orlandina alla realtà ed al senso della misura. La realtà è rappresentata dalla forza territoriale ed economica, e di conseguenza tecnica, dei nostri competitor. Non perdo mai questa consapevolezza perché è da questa che ho tratto la forza di superare il limite, forza che mi permette di pensare ogni volta che inizia una partita che la mia squadra possa vincerla. Il senso della misura è rappresentata dal rispetto verso le persone: siano essi atleti, dirigenti, giornalisti, spettatori, c’è una linea ideale che per me non deve essere superata".

La lettera aperta che Enzo Sindoni rivolge alla tifoseria e a tutta la cittadinanza di Capo d'Orlando, con un timing apparso tutt'altro che casuale con la sfida sul parquet di Milano alle porte, si conclude con un chiaro invito a mantenere intatto - se non a rinforzare ulteriormente - il sostegno che gli stessi tifosi dovranno rivolgere alla squadra. Proprio per riportare quel clima al palazzetto che ha consentito proprio ai sostenitori biancazzurri di essere ritenuti il vero sesto uomo dell'Orlandina nelle partite interne: "So bene che la sconfitta è orfana (me ne riterrei comunque padre), e che quando raggiungeremo la salvezza, ossia il nostro settimo scudetto, tutti ritroveranno il sorriso. Ma vorrei tanto, che ognuno lavorasse per questo: sarebbe il successo di tutti, ed anche se per me potrebbe essere l’ultimo, lo festeggerei con gioia. Domenica affronteremo l’Olimpia Milano per la diciottesima volta nella nostra storia, e la mia emozione è uguale alla prima. Come vorrei che questa sensazione fosse vissuta e condivisa da tutti... Ora e sempre, forza Orlandina!".

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