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calcio - serie b

I tifosi contro la 'Zamparinese'
Ma è il Palermo a restare da solo


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La squadra di Tedino è prima in classifica ma rischia di essere la vera vittima della contestazione al patron.


PALERMO - Caro Palermo ti scrivo, così mi distraggo un po’. Perché tu
dopo la caduta della passata stagione ce la stai mettendo tutta e piano piano ti stai rialzando, da solo. Sì, da solo. Perché, nonostante il clima mite della nostra amata Terra, allo stadio l’atmosfera è gelida. Ci sono solo pochi irriducibili. Gli altri, rimangono fuori. Legati incondizionatamente al rosa ed al nero, certamente, ma in contrasto ormai insanabile con la società. E allora forza Palermo, perché anche da solo tu sei più forte di tutto e di tutti, sei primo in classifica e ti stai facendo onore.

C’era una volta il fattore ‘Barbera’, con i suoi 35mila che facevano tremare le grandi, una curva unita ed uno stadio che esplodeva. Oggi ne sono rimaste solo le macerie. A Palermo gli assenti si fanno sentire più dei pochi appassionati sugli spalti, manca il calore e la spinta del pubblico di casa per una squadra che francamente non merita tutto questo. Non è un caso che gli uomini di Tedino abbiano un miglior rendimento in trasferta, dove peraltro sono ancora imbattuti. L’ambiente che si è venuto a creare nelle ultime stagioni in viale del Fante grava oltremodo sui rosanero, che però non mancano di ringraziare i tifosi e di invitarli partita dopo partita a riempire le tribune.

Ma la spaccatura è profonda: Maurizio Zamparini deve andarsene; Zamparini fa solo ed esclusivamente i suoi interessi e porterà il Palermo a picco; a Zamparini interessano solo i supermercati, non è un (ex) presidente che merita Palermo ed i suoi (ex?) tifosi. La ‘Zamparinese’ va contestata e nessuno dovrà mettere piede al ‘Barbera’: questo il diktat imposto dalla curva. Si vive da separati in casa fino a quando il ‘Mercante’ non avrà ceduto il club. Ma chi ne fa le spese? Così è il Palermo di un bravo, ma sfiduciato a prescindere, Bruno Tedino a rimanere vittima di un gioco al massacro portato avanti dagli stessi che si professano tifosi del Palermo.

Maurizio Zamparini ha forse fatto il suo tempo in Sicilia, ma senz’altro gli va dato il merito di aver restituito un nome a questa squadra, di averla riportata in Serie A dopo ben 32 anni di oblio, di aver fatto conoscere il Palermo ai tanti giovani che, come per esempio chi scrive questo pezzo, nemmeno era consapevole della sua esistenza. Ha ridato amore per la squadra della propria città ad una piazza che si era divisa tra le squadre del freddo Nord, imbottita sì di campioni e di belle speranze europee, ma che non hanno alcun legame con il calore di Palermo e dei palermitani. E se questo non basta, se la nostra fiducia di tifosi è stata ‘tradita’ a tal punto da non voler proprio mostrare un minimo di riconoscenza all’uomo venuto dal Friuli, beh proviamo almeno a mostrare un po’ di gratitudine ai ragazzi che ogni settimana scendono in campo a difendere i nostri colori, sgomitando per essere lì in vetta alla classifica, da soli.

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