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calcio - serie c

Akragas, è sempre più caos
Silenzio Nava, può saltare tutto


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L'imprenditore italo-svizzero pone le condizioni, ma i tempi per il closing si allungano.

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AGRIGENTO - Natale si avvicina, ma non per l'Akragas. Si allungano ancora una volta i tempi per la cessione del club della città dei Templi, con Roberto Nava che fino a qualche giorno fa sembrava ormai essere il principale indiziato a prelevare l'intero pacchetto azionario della società dalle mani di Silvio Alessi. Dopo l'uscita di scena di Marcello Giavarini, divenuta definitiva e resa ufficiale proprio dall'imprenditore con base in Bulgaria nei giorni scorsi, sembrava che l'unico ostacolo potesse essere legato proprio alle presunte pretese economiche del presidente del Gigante, ma a dire il vero è emerso un altro grave problema, legato ai debiti che attualmente sormontano l'Akragas e hanno di fatto, rallentato in maniera pesante la trattativa per il passaggio di proprietà del club nelle mani di Nava. Quest'ultimo, com'è logico che sia, non intende sobbarcarsi i suddetti debiti, considerando le spese da sostenere per risollevare la squadra. In primis quella relativa al via ai lavori per l'impianto di illuminazione dell'Esseneto, uno dei problemi più gravi da risolvere e che sta condizionando chiaramente l'andamento della stagione.

E dire che all'inizio della settimana, lo stesso Roberto Nava aveva pubblicamente posto le proprie condizioni affinchè questa trattativa, divenuta nel frattempo lunga e quasi stagnante, potesse raggiungere il lieto fine, per sè, per l'Akragas e probabilmente anche per un Alessi ormai avvilito per la situazione debitoria della società che si riversa, di riflesso, anche sulle prestazioni di una squadra ormai da diverse giornate ancorata all'ultima posizione della classifica del girone C di serie C. "Sono molto chiaro fin dall’inizio - si legge sul noto portale italo-svizzero TicinoNews - . Io però pago i miei stipendi e non quelli degli altri. Ora, nel frattempo, sono venuto a conoscenza che ci sono anche dei crediti. Il problema è Giavarini che dice che regala. Non regala un bel niente. Io i debiti di Giavarini non li pago". Una dichiarazione d'intenti piuttosto chiara, quella fatta da un Nava particolarmente agguerrito e intenzionato a far valere il proprio potere. In primis il potere d'acquisto che lo rende l'unico candidato credibile per l'acquisizione del club della città dei Templi.

Nava che, sempre nel corso della stessa intervista, non aveva esitato nemmeno nel rendere note le proprie intenzioni sul fronte del mercato, che dopo la sempre meno probabile chiusura della trattativa sarà il primo passo da effettuare per rendere nuovamente competitiva - o quantomeno più serena - la formazione guidata da Raffaele Di Napoli. "Prendiamo due attaccanti, due centrocampisti e un difensore. E ci salviamo", aveva dichiarato anche con una certa spavalderia l'imprenditore con base in Svizzera, apparso ancor più carico e sicuro di sè anche dopo l'incontro avvenuto a fine novembre in quel di Milano con Alessi e Giavarini, con quest'ultimo che era stato richiesto in qualità di astante all'incontro proprio da Nava. Ora la situazione sembra complicarsi, calano nubi cariche di silenzio e di diffidenza sul buon esito della trattativa. Nel frattempo la squadra si prepara ad osservare il turno di riposo, il lavoro alle Fontanelle non si ferma ma il clima è decisamente pesante attorno al fanalino di coda del campionato, chiaramente condizionato da ciò che sta succedendo all'esterno. O per meglio dire, da ciò che non sta succedendo.

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