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Orlandina, ecco "The Dream"
Sindoni: "Noi squadra della Sicilia"


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Presentato alla Regione il progetto che lega la squadra e il territorio, verso l'esordio in Champions.

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PALERMO – La Betaland Capo d'Orlando vuole vivere al meglio il proprio sogno, in modo tale da farlo diventare anche una bellissima realtà a tutti gli effetti. E il progetto "The Dream", lanciato in collaborazione con la Regione Sicilia per approfittare della recente iscrizione al turno preliminare di Champions League per poter fare una ulteriore promozione del territorio di Capo d'Orlando, è l'occasione giusta per mostrare in maniera fiera e orgogliosa ciò che l'Orlandina Basket è riuscita a fare in questi anni. Con il dolce in punta, dato proprio dall'approdo in una competizione europea che rappresenta un traguardo storico, in quanto mai raggiunto prima d'ora, non solo dalla formazione paladina ma da qualsiasi formazione di basket maschile isolana. Ecco perchè il presidente della Betaland Capo d'Orlando Enzo Sindoni, affiancato in conferenza stampa dal suo omologo della regione Rosario Crocetta, hanno parlato con toni importanti dell'iniziativa che unirà sport e cultura in vista dello storico appuntamento di settembre, con il debutto della formazione guidata da coach Di Carlo nel palcoscenico continentale.

A prendere la parola per primo è stato proprio il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il quale ha sottolineato ancora una volta le abilità dell'Orlandina in primis come società in grado di andare al di là di ostacoli e difficoltà, prima di essere diventata la bella realtà che è oggi: "È bello pensare che la politica segua con interesse le vicende di una delle squadre che giocheranno in Europa, ma che viene dalla Sicilia. È riduttivo parlare di Sicilia, facciamo riferimento a un luogo come Capo d'Orlando, luogo che da sempre rivendica di essere la 'capitale dei Nebrodi' e città che ha tutte le caratteristiche per svilupparsi. Capo d'Orlando è una di quelle città che ha sempre cercato di farsi valere, ed è bello che nel campo del basket questa squadra oggi abbia un notevole successo, nonostante le difficoltà economiche che possono derivare dal fatto di affrontare un campionato di serie A. Quindi le prime congratulazioni vanno fatte su questo piano, ovvero per aver tenuto una società economicamente sana in una situazione non facile. Faccio i miei più sinceri complimenti, credo che la Sicilia debba un ringraziamento a questa squadra. Anzi uno dei miei impegni è quello di dare un riconoscimento formale da parte della Regione, a un'eccellenza dello sport".

Dopodichè è stata la volta di Enzo Sindoni, che con una certa fierezza ha preso la parola per portare, in un'aula importante come quella della Regione Sicilia, il messaggio veicolato da lui ma in un certo senso portato da tutta la comunità di Capo d'Orlando: "La nostra è una squadra che gioca a basket, ma che in un certo senso identifica un intero popolo. Con orgoglio dico che l'immagine della nostra terra, proiettata forse strumentalmente, dà sempre una percezione nichilista, chiusa in se stessa e incapace di produrre. Però la nostra squadra gioca in un campionato nel quale a Trento si fa una legge per ripianare i debiti di una società sportiva privata. La Sicilia è l'Orlandina Basket, che oggi viene con onore alla presidenza, non a chiedere qualcosa ma a consegnarsi, come un figlio che va dal padre per mostrargli cosa è stato capace di fare. Vogliamo dare e proporre, il nostro progetto coincide con la nostra partecipazione in Champions, in un proscenio che innalza il nostro orgoglio e il nostro desiderio di fare bene, con la forza di poter dire di essere forse gli unici a rappresentare un territorio così bello. Continueremo ad essere in ambito nazionale la squadra della Sicilia, una squadra portatrice di valori".

Con grande vigore e con tono sempre fiero, Sindoni fa capire che dietro al progetto "The Dream" c'è la voglia di far reagire la Sicilia e di portarla in giro per l'Europa, rispondendo ancora a chi la accosta ad immagini poco edificanti: "Tutto ciò che si realizza, prima di essere realizzato, viene sognato. Quello nostro è un sogno che parte dalla consapevolezza di porre anche un altro sogno, ovvero quello di poter far sì che dall'immagine che la nostra terra riesce a dare di sè, possa scaturire la consapevolezza che rappresentare e raccontare il nostro territorio possa rendere ognuno di noi più forte. Questo è The Dream, questa è la nostra richiesta. Vogliamo essere portatori dei valori di questa terra e non voglio addentrarmi in una serie di problematiche che riguardano, soprattutto a livello di impianti, la nostra immensa terra. Ho la certezza del fatto che, così come la Sicilia viene identificata con caricature e immagini drammatici della nostra storia, c'è il desiderio di identificare e rappresentare la Sicilia mostrando ciò che siamo capaci. Noi siamo la Sicilia, e con orgoglio porteremo il nostro vessillo in giro per l'Europa".

A chiudere la conferenza stampa ci ha pensato il sindaco di Capo d'Orlando, Franco Ingrillì. Il primo cittadino della città nebroidea, che proprio da Sindoni ha raccolto il testimone di guidare la città, ha proseguito sulla falsariga delle dichiarazioni del patron dell'Orlandina Basket, proiettando il tutto sul piano istituzionale: "Il nostro è un territorio che ha trovato quel modo per poter capire che l'integrazione tra i vari Comuni è necessaria, se non indispensabile. La mia riflessione parte proprio dall'Orlandina, una squadra che inizialmente era solo di Capo d'Orlando, ma col tempo è diventata prima la squadra che rappresentava i Nebrodi, e ora vuole diventare la portavoce della Sicilia. Il sistema funziona, perchè Capo d'Orlando e i Nebrodi oggi sono conosciuti anche grazie all'Orlandina, e ha la fortuna di ospitare alcuni campioni dello sport che hanno deciso di viverci. Ho il dovere di chiedere al presidente Crocetta di credere in noi, perchè questo non è solo un movimento sportivo, ma è anche un veicolo per far conoscere la nostra terra e ad integrarci, oltre che a dare coraggio. Chiedo pubblicamente aiuto alla Regione, affinchè l'Orlandina abbia un palazzetto degno di portare avanti quel che loro considerano un sogno, ma che è una realtà a tutti gli effetti".

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