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IL PRESIDENTE DEL CATANIA

Pulvirenti: "Marotta?
Sembra James Bond"


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Botta e risposta a distanza tra il presidente della squadra rosso azzurra ed il direttore generale della Juventus. Al centro del dibattito le scelte arbitrali.


 

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CATANIA - "Le parole di Marotta? Lui continua a parlare facendo paragoni, è un brav'uomo mi fa anche un po' di tenerezza , sembra James Bond: ha la missione impossibile di giustificare l'ingiustificabile". Intervistato da Radio Sportiva, il presidente del Catania Antonino Pulvirenti attacca il d.g. della Juventus con parole a metà fra l'ironico e lo stizzito. "Marotta si concentri su altre situazioni - dice ancora il presidente della società siciliana  - Catania ha già dato. Stia lontano, perché la ferita è aperta e sanguina. L'importante è che lui non deve più parlare di Catania, fare dei paragoni o cose simili: i tre punti li ha presi basta. Ho sentito che ha detto avrebbe vinto lo stesso... Nulla di personale, ma stia lontano per cortesia". Secondo Pulvirenti, "quanto successo al Massimino forse ha fatto migliorare la situazione su altri campi, abbiamo visto rispettare i regolamenti ed evitare le proteste così come deve essere: se è servito a migliorare tutti mettiamoci una pietra sopra e tiriamo avanti. L'errore che abbiamo subito non è paragonabile a nessun altro, quello che hanno avuto con l'Inter può succedere o meno, non dimentico il rigore che non ci hanno dato a Milano, ma quello così come il gol in fuorigioco dei bianconeri contro di noi ci può stare. Ci siamo indignati per una cosa mai vista nel mondo, nella storia del calcio". "La buona fede è al di sopra di tutto, consideriamola una cosa gravissima che non era mai accaduto e che non deve più succedere - insiste il presidente del Catania -. Gli errori arbitrali fanno parte del gioco, ma non condivido il discorso di Moratti: secondo me il passaggio da 4 a 6 arbitri ha migliorato la situazione, ci può essere una incomprensione ma in generale lo considero un aspetto positivo".

Non si fa attendere la replica di Marotta che afferma: "Pare che in Italia ci sia un livello di permalosità troppo elevato. La mia frase era legata ad un dibattito in una trasmissione nel corso della quale si parlava degli arbitri. Sottolineavo che finché non ci si affida alla moviola i loro errori vanno capiti anche se capisco che chiunque si lamenti per amore della propria società. E' capitato a me e a chiunque". Dai microfoni di Radio Sportiva, la stessa emittente con cui aveva parlato Antonino Pulvirenti, il d.g. della Juventus risponde al presidente del Catania. "Evidenziavo dalle statistiche della passata stagione - replica Marotta - come una squadra come il Catania avesse avuto più rigori, sicuramente corretti, della Juve. Non intendevo rievocare l'episodio delle scorse settimane dove avevamo riconosciuto l'errore dell'arbitro e subito il comportamento non idilliaco del pubblico. Ripeto che il Catania ha usufruito lo scorso anno di molti più rigori, e questo significa che il sistema arbitrale pur con i limiti del caso trovano protagonista questo o quella squadra. Poi si estrapolano situazioni specifiche che viziano il contesto complessivo". Sugli arbitri di porta il direttore generale della Juve ritiene che "l'Aia ha preso atto di una norma nuova inserita dalla Fifa e noi tutti ci siamo adeguati. Non conosco bene le dinamiche e le logiche di quello che si dicono i vari collaboratori, di sicuro è in fase di sperimentazione, quindi perfezionabile. Sono curioso nel prossimo confronto con Braschi di farci spiegare queste dinamiche per evitare che si creino queste situazioni. Casarin diceva che il potere maggiore deve sempre tenerlo l'arbitro principale".

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