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Gara sfortunata. Prosegue la maledizione esterna

Il Catania recrimina


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A Milano, i rossoazzurri se la giocano a viso aperto ma subiscono un 2-0 immeritato. Complice un penalty su Gomez non assegnato clamorosamente dal direttore di gara.

INTER (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Obi (st 16 Gargano), Cambiasso, Mudingayi (st 26 Guarin), Zanetti; Palacio, Cassano (st 23’ Alvarez R.), Milito. A disp.: Belec, Silvestre, Jonathan, Mbaye, Duncan, Livaja, Coutinho. All: Stramaccioni.

CATANIA (4-3-3): Andujar; Alvarez P., Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco 6 (st 19’ Castro), Lodi, Almiron (st 35’ Ricchiuti); Barrientos, Gomez, Bergessio. A disp.: Frison, Messina, Potenza, Rolin, Biagianti, Salifu, Capuano, Morimoto, Doukara. All: Maran.

ARBITRO: Russo di Nola. Assistenti, De Pinto-Barbirati. Quarto uomo, Liberti.

MARCATORI: pt 28’ Cassano; st 40’ Palacio.

Ammoniti: Alvarez P., Castro.

Una punizione troppo pesante. Alla scala del calcio, il Catania non rinuncia mai a giocare: a tratti riesce ad imporre anche il suo gioco eppure alla fine il risultato del tabellino si trasforma in una lezione esagerata. Al netto delle occasioni va anche detto che i rossoazzurri hanno di chè recriminare per via di un calcio di rigore incredibilmente negato a Gomez, quando si era sull’1-0, bravo a far fuori Guarin e che nel contrasto uomo contro uomo si è ritrovato spedito a terra. Inter cinica e Catania che in esterna non riesce proprio ad invertire un fin qui balordo ruolino di marcia.

Primo tempo. Gli uomini di Maran tengono testa ai neroazzurri. Non è, allora, un caso che la primissima palla-gol del match capiti tra i piedi di Almiron che, ad appena sei minuti dall’avvio, da dentro l’area di rigore non riesce a centrare clamorosamente la porta. I rossoazzurri nel corso del primo tempo hanno il solo ma decisivo difetto di non essere cinici. Cosa che, invece, riesce benissimo ai padroni di casa. Testimonianza ne è il vantaggio firmato da Cassano al termine di un’azione sull’asse Milito-Cambiasso capaci di sfruttare due incertezze di Spolli prima ed Alvarez poi. Una partita che scorre ad un buon ritmo a tratti elevato. Si gioca molto a centrocampo: Inter brava ad agire negli spazi; Catania che non riesce a servire a dovere le punte. Poco prima del recupero Izco spreca la palla del pari.

Secondo tempo. Sulla scia della prima frazione di gara, nonostante l’Inter non rubi nulla, gli etnei non riescono ad essere incisivi. I padroni di casa dalla trequarti in poi fanno paura: ma la cintura di difesa riesce in più di una occasione a prendere le misure giuste. Peccato, allora, che lo stesso non avvenga sul fronte opposto. L’Inter di tanto in tanto prova a forza ed alzare l’intensità del gioco. Il Catania riesce a contenere e ripartire. Ma manca la stoccata. A ridosso della mezz’ora clamoroso penalty negato agli etnei: Gomez controlla in area, Guarin entra fuori tempo e lo stende. A velocità normale si avrebbe qualche dubbio: il rallenty conferma che era rigore. Sul capovolgimento di fronte Ranocchia centra il palo prima che Palacio, tutto solo, chiuda la partita.

Domenica al Massimino arriva la Juventus.

 

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