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il caso

La Penna-Frosinone, ancora caos
Incroci passati tra arbitro e ciociari


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L'arbitro del ritorno della finale playoff e i suoi legami con la famiglia Stirpe.


PALERMO - Sembra destinata a non finire in breve tempo la crociata del Palermo per avere giustizia dopo il clamoroso sabato sera di Frosinone, con una partita che di fatto si è trasformata in una battaglia con tanto di farsa finale, che ha rovinato tutto e ha fatto passare in secondo piano il risultato maturato nei 180 minuti di gioco. Nelle ultime ore sono trapelate delle notizie clamorose sulla presunta vicinanza tra il club ciociaro e Federico La Penna, l'uomo chiamato a dirigere la gara di ritorno disputata allo "Stirpe" e che si sarebbe reso protagonista di alcune situazioni poco chiare, come la pessima gestione dei cartellini e del recupero del secondo tempo, con la gara che ha visto la sua conclusione dopo il gol di Ciano e ignorando totalmente il fatto che i tifosi ciociari avessero invaso il terreno di gioco ben prima della conclusione delle ostilità. E poi La Penna, in combutta con il resto della squadra arbitrale, avrebbe totalmente ignorato - il tutto in attesa di conoscere il suo referto - il lancio dei palloni da parte dei panchinari del Frosinone.

Ma entriamo nel dettaglio della vicenda che riguarda La Penna e il Frosinone. Come hanno scoperto i colleghi di Mediagol.it, infatti, ci sarebbero stati degli strani incroci nel recente passato tra il direttore di gara della sezione di Roma 1 e il club guidato da Maurizio Stirpe. L'arbitro, oltre ad esercitare presso l'Aia di serie A e B, ha anche un posto come dipendente presso lo studio legale Vinti & Associati, che opera nella Capitale e in buona parte del Lazio. La Penna lavora presso questo studio dal novembre del 2008, come si legge anche sul sito ufficiale della società in cui è presente anche una breve scheda personale e lavorativa dello stesso direttore di gara, il quale si occupa "principalmente di problematiche concernenti il diritto civile e commerciali, sia in sede giudiziale che extra giudiziale". Il tutto confermato anche sul profilo che La Penna gestisce su Linkedin, il noto social network utile soprattutto per chi cerca o vuole semplicemente promuovere il proprio lavoro. Ma c'è dell'altro.

Nel 2011, l'avvocato Vinti dell'omonimo studio legale di cui abbiamo già parlato, viene citato come avvocato difensore dell'Impresa Benito Stirpe Costruzioni Generali S.p.A., e il domicilio fissato per la difesa è lo stesso in cui opera a Roma proprio Federico La Penna. Passano cinque anni e si arriva all'estate del 2016, quando la società gestita proprio da Maurizio Stirpe si aggiudica l'affidamento della concessione dei lavori pubblici, di progettazione ed esecuzione dei lavori di ristruttirazione, completamento e successiva gestione dello stadio "Casaleno" di Frosinone. Ovvero l'impianto che ora prende il nome di Benito Stirpe e che è diventata negli ultimi due anni la casa del Frosinone calcio. Una situazione di per sè scabrosa, ma che lo diventa ancor di più se si consulta il regolamento interno dell'Aia. L'articolo 40 "Doveri degli Arbitri", rende chiaro il fatto che gli arbitri sono obbligati a segnalare la sussistenza di eventuali rapporti, diretti o anche indiretti, con società calcistiche, al fine di permettere la tempestiva verifica di situazioni di incompatibilità.

Non si è fatta attendere la reazione da parte del Palermo, sotto forma di dichiarazioni rilasciate dal presidente Giammarva, sentito anche lui da Mediagol.it: "La notizia merita tutta la nostra attenzione e quella dei soggetti appartenenti a qualsiasi titolo al mondo del calcio anche perché già nella partita di andata lo stesso arbitro aveva annullato un gol di Rispoli proprio contro il Frosinone. Per conto della società, proseguendo le iniziative intraprese, chiederemo formalmente alle autorità sportive di riferimento e alla magistratura ordinaria inquirente un intervento affinché venga fatta chiarezza su quanto accaduto. Ciò non solo a tutela della società che rappresento, ma per i nostri tifosi, per la nostra città e per il bene di uno sport che rischia di perdere il suo vero intrinseco significato ed il ruolo che esso rappresenta per i tanti giovani che lo coltivano quale sana competizione".

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