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basket - champions league

Di Carlo si mangia le mani
"Buona Orlandina per mezz'ora"


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Dopo la sconfitta di Champions con Ventspils, il coach della SikeliArchivi analizza la gara.

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CAPO D'ORLANDO (MESSINA) - Anche l'ultima serata europea della stagione tra le mura amiche dice male all'Orlandina Basket, battuta in un finale da dimenticare dai lettoni del Ventspils. Gli ospiti sono stati decisamente più organizzati e hanno dimostrato una maggiore dose di sangue freddo negli ultimi cinque minuti di partita, dopo aver balbettato ma comunque tenuto botta nei primi venti minuti e aver avuto grosse difficoltà in un terzo quarto in cui la SikeliArchivi, dal proprio canto, sembrava avere tutte le possibilità per portare a casa l'intera posta in palio. È invece venuta fuori ancora una volta la mancanza di lucidità della formazione biancazzurra, che negli ultimi cinque giri di lancette ha fatto fatica a segnare (anche con tiri aperti e ben costruiti), mentre si è trovata a subire canestri d'alta scuola da parte soprattutto di Ubilla e Burnett, che hanno scavato il solco decisivo a suon di triple, con un invidiabile 5/8 di squadra con i piedi dietro l'arco nell'ultimo quarto.

Una sconfitta che di certo fa male, forse più di altre rimediate in questo pessimo mese di gennaio, per Gennaro Di Carlo. Il coach ha visto una buona Orlandina almeno nei primi tre quarti di gioco, in cui la formazione biancazzurra ha raggiunto anche i nove punti di vantaggio, salvo poi sciogliersi come neve al sole. Una prestazione che però ha portato nuovamente alla luce i limiti mentali e caratteriali della SikeliArchivi, la quale secondo il proprio allenatore non è stata in grado di capire che proprio l'allungo nel terzo quarto era il momento giusto per 'ammazzzare' la partita e portarla dalla propria parte per tornare ad assaporare il gusto della vittoria: "Abbiamo giocato per 35 minuti un buon basket, con un buon atteggiamento, ma negli ultimi cinque minuti non abbiamo dimostrato voglia di vincere la partita e per me è terribile. Dobbiamo annusare quando possiamo vincere la partita e stasera non l’abbiamo fatto, questa era la cosa più importante e stasera non l’abbiamo capito. Perché questa è la differenza tra vincere e perdere. La nostra aggressività per vincere la partita è fondamentale, qua non si tratta di fare errori, ma di vincere o perdere le partite".

Ancora una volta, Di Carlo si ritrova dunque a commentare una prestazione della sua squadra che è soddisfacente solo in minima parte. Qualcosa di buono si è visto soprattutto sul piano tecnico, con il ritorno su buoni livelli almeno sul piano realizzativo per Arnoldas Kulboka e anche il buon debutto in canotta orlandina per Luca Campani, che nei pochi minuti in cui ha visto il parquet ha dimostrato voglia di tornare a giocare e a lottare. Proprio con il giudizio sulla prova del nuovo lungo italiano, Di Carlo ha voluto concludere il suo intervento in sala stampa: "Stasera ho segnali positivi, ma non è sufficiente. Il mio sogno è vedere la squadra che difende per 40 minuti, se lo si fa tre minuti lo si può fare per 40. Bisogna aumentare la voglia di giocare insieme, la voglia di difendere, la voglia di vincere. Nella pallacanestro professionistica vincere è tutto e oggi noi abbiamo bisogno di vincere le partite. Il tempo è finito, bisogna vincere. Sono contento dell’atteggiamento di Luca Campani, che è entrato in campo e si è subito sbattuto e ha dimostrato di tenerci e penso che farà un grande percorso con noi".

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