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Calcio - Serie C

Di Napoli: "Non mi arrendo
Rimanga solo chi ci crede"


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Il tecnico dell'Akragas parla dopo il ko di Pagani, non rispondendo a domande sul club.

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PAGANI (SALERNO) - Raffaele Di Napoli commenta un'altra gara in cui l'Akragas non è riuscito a dare una svolta al proprio campionato. Alla Paganese basta la zampata di Tascone nei primi minuti per portare a casa una partita che i biancazzurri hanno provato a ribaltare in qualche modo, creando della palle gol ma senza la necessaria cattiveria. E al termine della gara in terra campana, il tecnico del Gigante ringrazia i suoi giocatori e a seguire dribbla le eventuali domande sul futuro della squadra, sempre più incerto dopo l'uscita di scena annunciata dal patron Alessi: "Ho cercato di spronare un po' i ragazzi, ora voglio ringraziarli perchè abbiamo passato una settimana particolare e hanno dato tutto quello che avevano. Probabilmente non è bastato. Della società preferisco non parlare, il presidente Alessi sta facendo delle valutazioni, quindi sono cose che competono a loro. Domenica scorsa eravamo a -3 dai playout, il nostro obiettivo è restare agganciati. Negli ultimi giorni di mercato prenderemo quel che viene, se ci sono giocatori che non vogliono lottare per i nostri colori non posso obbligarli a restare".

Di Napoli, allontanando le curiosità dei giornalisti in merito al futuro del suo club, prova ad analizzare la partita sottolineando le piccole differenze che hanno consentito alla Paganese di portare a casa la partita. L'Akragas ha provato a costruire e a gettare il cuore oltre l'ostacolo, ma ha messi in evidenza la mancanza di carattere e di mordente che avrebbe consentito di pareggiare la partita, con ogni probabilità anche con merito: "Se analizziamo la gara in maniera obiettiva, abbiamo perso senza che gli avversari abbiano tirato in porta. Abbiamo fatto un errore madornale sul gol, la differenza c'è stata solo a livello caratteriale. La Paganese è giovane ma sorniona e ha avuto più cattiveria di noi. Non credo ai moduli ma ai concetti, se non mettiamo voglia, testa e fame non si va da nessuna parte, e anche se abbiamo finito con cinque punte non siamo riusciti a concretizzare e non abbiamo avuto il piglio giusto per pareggiare. Cerco di valorizzare i talenti e i giovani, ma non posso farlo più di tanto in una situazione del genere e in un contesto come il nostro".

Nel prosieguo della conferenza stampa Di Napoli parla anche di come si potrebbe evolvere il mercato, con tanti giocatori che continuano a ricevere delle richieste a tre giorni dalla chiusura delle trattative, ma traccia anche la strada in vista del prossimo impegno di campionato. L'Akragas riceverà a Siracusa la visita della Casertana, e il tecnico si aspetta quantomeno una reazione d'orgoglio: "Nella fase finale di mercato cercheremo di risolvere alcuni problemi, altrimenti il nostro campionato sarà sempre questo. Domenica giocheremo contro la Casertana, che è squadra costruita per fare un altro tipo di campionato, noi cercheremo di vendere cara la pelle e di ottenere un risultato positivo per creare in noi stessi e nel gruppo dirigenziale. Oggi non c'è l'entusiasmo tale da poter andare avanti, c'è scoramento ma sappiamo che siamo privilegiati a fare calcio e dobbiamo dunque dare il massimo per la maglia. Non getto la spugna, per me è un onore allenare l'Akragas e non vedo il motivo per arrendermi. Vorrei più cattiveria dalla squadra".

Per chiudere la conferenza stampa, Di Napoli fa capire che pur in una situazione economica e societaria non facile, ci sono ben altre situazioni in cui si può parlare di difficoltà. Ribadendo il suo status di 'privilegiato' nel poter campare grazie al calcio, il tecnico dell'Akragas sottolinea la necessità di avere a disposizione giocatori che credano nel futuro di questa squadra: "Per me è difficile la vita di chi si alza alle 4 di mattina per andare a lavorare. Non sopporto la superficialità, mi incazzo quando la vedo nei miei giocatori perchè voglio vedere il massimo in ogni situazione. Magari sarà un processo di crescita da fare, ma ricordo che nelle prime partite giocavamo con piglio e determinazione. Abbiamo avuto una flessione perchè i giocatori più esperti non siamo riusciti a fare da traino per i più giovani, i quali non riescono a vedere l'obiettivo da raggiungere. Qua rimane solo chi sputa sangue, chi non lo fa può andare via. Forse sbaglio ad essere ottimista, ma nelle difficoltà mi esalto e non cerco alibi. Quanto alla società, finora ci hanno pagato tutti gli stipendi".

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