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lutto nella pallanuoto

Si è spento Mauro Maugeri
Re d'Italia e Europa con l'Orizzonte


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Fu coach della Orizzonte Catania più vincente di sempre, poi ct di Setterosa ed Olanda. Aveva 58 anni.

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CATANIA - Si è spento nella serata di ieri uno dei soggetti più in vista nel panorama della pallanuto siciliana, italiana ed internazionale. Mauro Maugeri non è riuscito a vincere la sua partita più importante, quella con la malattia che lo ha portato via alla famiglia, a tanti amici e a tanti appassionati della disciplina acquatica, all'età di 58 anni, dopo aver messo in piedi una carriera che davvero in pochi sono riusciti a condurre, in termini di esperienze fatte in Italia e all'estero e soprattutto di palmares, uno dei più ricchi di sempre per un coach di una formazione pallanuotistica. Il tutto partendo da casa sua, da quella Catania che da sempre rappresenta una delle roccaforti nel nostro Paese per quanto riguarda una delle discipline più decorate della storia dello sport italiano. Mauro Maugeri, proprio partendo dal capoluogo etneo, è riuscito a conquistare più volte l'Italia e l'Europa, prima di guardare con sguardo fiero e senza paura verso conquiste ancor più grandi. Ma una malattia, purtroppo, ce lo ha portato via.

La storia sportiva di Mauro Maugeri inizia da giocatore, ma è da coach che la carriera dell'uomo venuto da Catania ha conosciuto i fasti più belli e vincenti, forse di sempre, del movimento pallanuotistico del capoluogo etneo. La magia, quella vera, si realizza alla guida di quella Orizzonte Catania che nei dieci anni di militanza di Maugeri (dal 1992 al 1995 e dal 2000 al 2006) sarebbe stata capace di dominare in Italia e in Europa con la voracità e con la costanza che raramente si ricorda nella storia dello sport. Nove gli scudetti portati a casa, con l'aggiunta più che prestigiosa di sei coppe dei Campioni, a conferma del fatto che quello squadrone, rappresentato in maniera straordiaria in acqua da giocatrici del calibro di Giusi Malato, Tania Di Maio, Martina Miceli, il portierone Francesca Conti e tante altre, ha fatto a dir poco la storia della pallanuoto e dello sport, partendo da Catania e arrivando più volte sul tetto del mondo. Ma la grande carriera di Mauro Maugeri ha superato i confini delle competizioni di club, arrivando anche in quella Nazionale in cui avrebbe forse potuto ottenere di più.

Negli ultimi mesi del 2001 arriva infatti la chiamata del Setterosa, una delle migliori rappresentazioni dello sport italiano al femminile, restando al fianco del ct Formiconi fino al 2004, prima di assumere in prima persona la guida tecnica della Nazionale fino al 2008 e di lasciare subito dopo la fine dei Giochi Olimpici di Pechino, in cui non arrivò una medaglia che poteva essere considerata abbordabile così come quattro anni prima ad Atene. Il palmares azzurro di Maugeri parla di tre medaglie d'argento, conquistate tutte nel 2006 nella coppa del Mondo di Tientsin, nella World League di Atene e agli Europei di Belgrado. Dopo sette anni d'amore azzurro, il coach catanese si trasferisce in Olanda, alla guida di una Nazionale fresca vincitrice dell'oro olimpico proprio in terra cinese. Per lui, alla guida delle 'orange', solo un bronzo agli Europei di Zagabria prima di lasciare nel 2013 e di tornare al suo primo amore, ovvero Catania. Maugeri chiude la carriera da capo allenatore della Polisportiva Muri Antichi, attualmente impegnata in serie A2.

Poi la scoperta di quel male, che si sarebbe rivelato incurabile e che avrebbe costretto Maugeri prima a lasciare il bordo della piscina, di fatto il suo regno, e poi a condurre una vita più casalinga che altro. Prima della tragica notizia arrivata nella serata di ieri, con la scomparsa di un uomo divenuto talmente celebre da stuzzicare anche la fantasia di un grande regista come Nanni Moretti, che nel 1989 lo volle a recitare una piccola parte durante il celebre film Palombella rossa, dedicato - neanche a dirlo - alla pallanuoto. Non potevano mancare le parole di una delle allieve di coach Maugeri, Giusi Malato, la quale si è così espressa su Facebook: "Ciao Mister, sei stato per me un pilastro sul quale appoggiarmi nei momenti tristi della mia vita, hai sempre avuto per me parole di grande stima. Stima e affetto che porterò per sempre nel mio cuore insieme a tutte le belle cose che mi hai insegnato. Da te ho imparato a fare il Capitano, da te ho imparato ad essere sempre coraggiosa, da te ho imparato a sorridere anche dopo una sconfitta. Tu mi hai insegnato tutto quello che sono. Mi mancherai amico mio, mi mancherai Mauro".

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