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Palermo, è morto Ghito Vernazza
Eroe rosanero, aveva 89 anni


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Protagonista negli anni '60, fu punto di riferimento per numerose generazioni di tifosi.

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PALERMO - Si è spento a 89 anni una delle più grandi leggende del Palermo Calcio: stiamo parlando di Santiago Vernazza. Originario di Buenos Aires, classe 1928, il cuore di "Ghito" era diviso in due, da una parte rosanero per il Palermo e dall'altro "Milionarios" per il suo River Plate con il quale ha vinto quattro campionati in cinque anni. Quella formazione era conosciuta come la "La Maquinita" - la piccola macchina - per aver vinto praticamente qualsiasi cosa a cavallo tra gli anni '50 e gli anni '60, e di quella formazione Vernazza era la punta di diamante, un attaccante di razza. "Tenia un canòn en su botin derecho” (“che aveva un cannone nella scarpa destra") descrivevano con enfasi i cronisti sudamericani ed effettivamente anche a Palermo l'ha dimostrato visto il gol su punizione dai 40 metri contro l'Alessandria. Il Palermo, però, dal club di Núñez - barrio di Buenos Aires dove ha sede il River Plate - prelevò dapprima Walter Gomez, ma il "delantero" uruguiano non riuscì a sfondare e allora la società rosanero gli affiancò Ghito Vernazza.

L'impatto con Palermo che in quella stagione retrocedette in Serie B- non fu dei migliori visti i fischi al suo esordio. Era il 13 gennaio 1957, e alla Favorita i rosa ospitavano la Sampdoria: 1-1 il punteggio finale e mugugni finali che coinvolsero anche Vernazza, praticamente uno sconosciuto per i tifosi del Palermo. Questo senso di rabbia, però, ben presto si trasformò in amore per un argentino adottato da tutta la città di Palermo. Nonostante la retrocessione, infatti, Ghito diede un importante apporto alla causa del Palermo con 11 reti in 19 presenze. La stagione successiva Vernazza si fece conoscere ancor di più a suon di gol, viste le dodici reti reti nel campionato cadetto, nonostante il sesto posto in classifica. Andò meglio, però, nella terza stagione - tra l'altro con un'altra vecchia gloria del Palermo in panchina, Cestmir Vycpalek - quando Ghito trascinò i rosa in Serie A laureandosi anche capocannoniere di quel campionato, mettendo a segno diciannove reti.

Ancor più dei gol, però, quello che creò un legame indissolubile tra Vernazza ed i tifosi è stato l'attaccamento alla maglia del giocatore argentino. Dall'epopea d'oro in patria, infatti, è passato alla Serie B italiana con la stessa umiltà e lavorando sempre a testa bassissima. Entro definitivamente nella leggenda con una tripletta rimasta nella storia: era l'11 gennaio 1959, il Palermo perdeva 0-1 contro il Como e negli ultimi 6 minuti di gioco Vernazza realizzò tre reti che consentirono ai rosa di portare a casa punti fondamentali. Ghito si è reinventato anche giocatore/allenatore in un rocambolesco 3-3 a San Siro contro il Milan. Forse proprio quella partita impressionò la dirigenza rossonera che corteggiò a lungo Vernazza prima di avere il sì del giocatore che passò al Milan per 100 milioni di lire.

Ghito chiuse la sua esperienza a Palermo con 115 presenze e 51 gol e venne eletto nel 2000 come miglior giocatore del club rosanero del XX secolo. Vernazza è poi tornato in Sicilia per l'ultima volta nel 2009, quando venne premiato con la "sua" numero 7 prima della sfida contro il Torino e stesse a Palermo per 10 giorni presenziando a diversi eventi per il settore giovanile rosanero. L'ultimo grande applauso per una leggenda che rimarrà nei cuori di tutti i tifosi. Adìos, Ghito.

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