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l'ultima del mito

Buffon, un addio in lacrime
Vent'anni di storia azzurra


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Il leggendario portiere lascia la Nazionale dopo la clamorosa mancata qualificazione ai Mondiali.

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PALERMO - Venti anni di amore, di lotta e di miracoli tra i pali e fuori, che si concludono in lacrime. E non sono le lacrime di gioia che avrà sicuramente versato in Russia nell'autunno (si fa per dire) del 1997, nel giorno del suo debutto. Era anche in quel caso una partita valida come spareggio per la qualificazione al Mondiale, quello transalpino con Cesare Maldini paterno commissario tecnico e una rosa - come spesso accade - straordinaria. E non saranno neanche le lacrime di gioia versate undici anni fa, nell'estate più travagliata ma con il finale più dolce nella carriera di un portiere straordinario, forse il più grande che abbia mai calcato un campo da calcio. Era iniziata, quell'estate del 2006, con la sciagura denominata Calciopoli, ma si era conclusa con un intero Paese in festa per la conquista del quarto titolo mondiale. Gigi Buffon lascia ufficialmente la Nazionale italiana, e lo fa nel modo più triste e più doloroso possibile, ovvero con una mancata qualificazione alla rassegna che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Buffon saluta la maglia azzurra dopo 144 presenze, una serie innumerevole di partite vinte, con un Mondiale messo in bacheca e con una finale dei campionati europei, disputata cinque anni fa e persa contro la Invicibile Spagna guidata da Vicente Del Bosque. Come detto, il suo debutto avvenne poco più di venti anni fa, il 29 ottobre 1997. Si giocava a Mosca, nello stadio dello Spartak, e Russia e Italia giocavano la gara di andata dei playoff per andare a Francia '98. Buffon entrò al 31' al posto di Angelo Peruzzi (di fatto il suo predecessore tra i pali della Juventus), la partita finì 1-0, un paio di giorni dopo Casiraghi avrebbe gonfiato la rete russa facendo esplodere un "San Paolo" di Napoli ribollente di entusiasmo e ci avrebbe mandato a giocare la rassegna iridata. Sarebbe stato quello il primo di sei campionati del mondo in cui Buffon è stato almeno tra i convocati, e in quell'occasione fu chiamato proprio in extremis per l'infortunio proprio di Peruzzi: con lui Pagliuca e Toldo. Gigi saltò per infortunio Euro 2000, poi la scena azzurra fu tutta per lui.

Oltre a quelli francesi del 1998, Buffon avrebbe partecipato ad altri quattro mondiali, e tutti da protagonista: nel 2002 fu titolare nella maledetta spedizione nippo-coreana influenzata dagli arbitraggi sfavorevoli e condannata dal golden gol di Ahn agli ottavi proprio contro la Corea del Sud. Quattro anni dopo, però, fu trionfo, e Gigi fu protagonista assoluto: sfidiamo chiunque a non ricordare i miracoli compiuti dal capitano della Juventus, in particolare ai supplementari della finale contro la Francia sulla zuccata di Zidane. Alla fine fu trionfo, fu titolo iridato per l'Italia e Buffon avrebbe anche - con ogni probabilità - meritato quel Pallone d'Oro andato invece al capitano, Cannavaro. Poi altre due spedizioni fallimentari, con la Slovacchia di Hamsik che ci sbattè fuori in Sudafrica e il gol di Lugano che ci condannò all'eliminazione quattro anni dopo in Brasile. Diversa la carriera ai Campionati Europei per Gigi: eliminazione precoce e provocata dal biscotto svedese-danese nel 2004, beffarda uscita di scena ai rigori con la Spagna nel 2008, la già menzionata finale del 2012 e infine l'edizione dell'anno scorso, terminata ai quarti ai rigori contro la Germania.

Una carriera che in Nazionale non ha regalato a Buffon i traguardi e gli allori che avrebbe meritato. Tanto lui quanto altri grandissimi protagonisti del nostro calcio, dai fedeli compagni di reparto Bonucci, Chiellini e Barzagli passando per un Daniele De Rossi malinconicamente in panchina per tutta la gara di questa sera a san Siro, passando per altri eroi che hanno smesso con il calcio: su tutti Gattuso, Pirlo, Nesta, Inzaghi. Tutta Italia saluta e tributa il più fragoroso applauso a chi, con quelle stesse mani ora usati per gli applausi, ha fatto sognare un Paese intero.

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