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calcio - serie c

Akragas, Alessi parla ai tifosi
Tutto sulla squadra e la cessione


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Il patron del Gigante incontra una frangia del tifo biancazzurro e spiega la situazione del club.

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AGRIGENTO - Silvio Alessi torna a prendere la parola, e lo fa in quello che con ogni probabilità è il momento più difficile delle ultime quattro stagioni in casa Akragas. La formazione biancazzurra non vince più, è ultima nel girone meridionale di serie C e - cosa più grave di tutte - non ha una casa in cui scendere in campo nel weekend. Per questo, il patron del Gigante ha voluto incontrare circa 80 tifosi proprio in quell'Esseneto che ormai da troppe settimane non ospita gare ufficiali, ripercorrendo la storia recente della squadra, abituata ormai a navigare tra infinite difficoltà: "Sono stato io che ho esonerato Legrottaglie ed ho voluto Rigoli assumendomi tutte le responsabilità - ha dichiarato Alessi - . Ho rischiato, ma alla fine ci siamo salvati. A fine stagione ci siamo seduti per fare i conti a fronte di un budget di 1milione e 900mila euro, l’amministratore delegato si è presentato con un conto di 2milioni ed 800mila euro di spese. E’ stato a quel punto che i rapporti tra Giavarini e Tirri si sono incrinati. Ancora una volta abbiamo iscritto la squadra al campionato, nonostante le difficoltà. Nel mercato invernale abbiamo dovuto fare le cessioni per fare quadrare i conti. Poi a marzo, dopo l’uscita di Tirri, i romani hanno detto che avrebbero preso l’Akragas solo se si fosse salvata".

Tuttavia, le cose non sono andate come ci si aspettava, o quantomeno come avevano prospettato gli stessi imprenditori provenienti dalla Capitale. Si era tornati a parlare dopo la fine di una stagione che si è conclusa nel migliore dei modi per l'Akragas, ovvero con quella salvezza ottenuta con sudore, con ardore e con grande fatica. Era emersa anche l'unica reale richiesta da parte di Alessi, ovvero la conferma di quel Lello Di Napoli che grandi cose ha dovuto fare per mantenere la categoria. Ma a quel punto, come ha svelato lo stesso presidente durante l'incontro con i tifosi biancazzurri, è mancato qualcosa: "Fidandoci delle loro intenzioni, siamo riusciti a mantenere la categoria, a quel punto i romani hanno detto che l’avrebbero presa solo se veniva iscritta. Con Giavarini abbiamo iscritto la squadra. Dei 180 mila euro necessari, 100 mila li ha usciti Giavarini, 60mila li ho sborsati io, ed il resto i soci, compreso Massimo Lupo ed i soldi del gruppo “Per Sostener” che in cambio ha avuto degli abbonamenti. Avevo anche chiesto ai romani se potevo tenere Di Napoli in panchina, lo abbiamo confermato ma poi non ho più avuto alcuna notizia da parte loro".

Inevitabile parlare anche della situazione relativa allo stadio Esseneto, uno dei principali deterrenti di una stagione che è divenuta improvvisamente complicata per l'Akragas, e non a caso dopo la migrazione obbligata verso il "De Simone" di Siracusa, divenuto la nuova casa temporanea del Gigante in questa stagione. Nove risultati consecutivi senza una vittoria, con l'ultimo successo che è arrivato - guarda un po' - davanti al proprio pubblico per i ragazzi allenati da mister Di Napoli. Alessi si è messo in contatto in tal senso con i dirigenti della Lega, ribadendo la necessità di una deroga per la mancanza dell'impianto di illuminazione dello stadio agrigentino. Poi sono però subentrati problemi di natura economica, vista anche la fulminea uscita di scena di Giavarini e il mancato arrivo degli sponsor promessi in avvio di stagione. Quindi i lavori sono bloccati, visto che Alessi sta sostenendo praticamente da solo tutte le spese societarie. E non sono spese di poco conto, visto che il patron ha fatto sapere che esiste ancora una minima situazione debitoria relativa alla scorsa stagione.

Alessi dunque ribadisce che l'Akragas ha chiaramente subito un danno, sotto tanti punti di vista, nel dover migrare in maniera forzata da Agrigento a Siracusa per le partite interne. Danno economico causato dalla scarsa affluenza del pubblico al "De Simone", ma anche per il fatto che la squadra deve intraprendere di fatto solo trasferte da qui alla fine della stagione. E poi un inevitabile danno morale e psicologico, causato ai giocatori che sanno di giocare in casa solo per il calendario, e non nel vero senso della parola. "Stiamo andando avanti stringendo i denti nonostante il danno che abbiamo subito dal dover giocare sempre in trasferta. ", così ha concluso il suo intervento con i tifosi Silvio Alessi, il quale ha dato appuntamento tra una decina di giorni - per l'esattezza il 18 novembre - per portare delle novità in un senso oppure in un altro, per rendere note le possibilità da parte dell'Akragas, sul piano finanziario ma anche nei contatti con le istituzioni per risolvere una situazione di per sè grave, e che rischia di avere conseguenze anche in campo.

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