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calcio - serie c

Calori scuote il suo Trapani:
"Ricostruiamo a partire dai giovani"


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Il tecnico dei siciliani ha presentato in conferenza stampa la sfida contro il Bisceglie.

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TRAPANI - Il Trapani è pronto a scendere di nuovo in campo per cancellare il secondo tempo dell’ultima sfida di campionato contro il Catanzaro, dove la formazione di Alessandro Calori ha letteralmente gettato alle ortiche una comoda vittoria costruita nei primi quarantacinque minuti con un secco 3-0, facendosi clamorosamente rimontare nella ripresa. Domani pomeriggio i siciliani faranno visita al Bisceglie, che a detta dello stesso tecnico granata “è una squadra solida” e che finora si mantiene al centro della classifica col perfetto equilibrio tra vittorie (3), pareggi (3) e sconfitte (3) in nove partite.

La voglia di rivalsa è tanta, ma lo stesso tecnico granata predica calma, la ricostruzione del Trapani è partita da troppo poco tempo: “Tutti vorremmo essere già carburati bene, primi in classifica, ma quando sono andato a parlare con il mio presidente l’idea era questa: ripartiamo, ricostruiamo. Quello che è stato fatto prima ha raggiunto il livello massimo, adesso c’è da ricostruire un percorso con dei ragazzi, che si devono calare in una realtà diversa. Una ricostruzione anche con una politica diversa, valorizzando i nostri ragazzi. Credo sia motivo di orgoglio vedere un ragazzo che è nato qua e che noi abbiamo aspettato e gioca con noi. Questo è il senso del lavoro che stiamo facendo: una ricostruzione, che va ben oltre il valutare la sostituzione, i minuti di gioco di ogni calciatore. E’ questo che forse è il caso di comprendere, guardiamo la complessità del lavoro di ricostruzione che stiamo facendo, altrimenti sembra che vi sia una campagna che parte da lontano per cui a prescindere non va bene niente. Io sono dispiaciuto, non è che sono contento qualunque sia il risultato, vorrei vincerle tutte, ma quello che voglio fare è portare questo gruppo a diventare un gruppo vincente e sono convinto che ne abbiamo le potenzialità”.

“Non sento pressione – ha aggiunto –, sento il senso di responsabilità, quello che ho sempre avuto, sin da quando sono arrivato qua lo scorso anno in una situazione in cui tutti ci davano per morti. C’ho messo la faccia e poi tutti di Trapani parlavano come di una realtà e di una rincorsa straordinaria. Se io sono rimasto, dopo la seconda volta in cui sono andato a parlare con il presidente, persona non solo che stimo, ma di più, è perché credo in quello che ci siamo detti e cercherò di fare un percorso importante per portare questa squadra ad esprimersi al massimo. A vincere? Non sono né Gesù Cristo né un mago, ma che possa diventare una realtà nella quale c’è volontà di squadra, voglia di fare, dove c’è spirito, c’è anima. Sento dire che io non conosco il girone C. Per l’ennesima volta vi dico che io ho vinto un campionato del girone C con il Portogruaro. Ma non è questo, non significa niente, io non voglio stare qui a rinfacciare la mia esperienza, non mi interessa stare qui a giustificarmi, io devo pensare a lavorare, a creare questa squadra che abbia una mentalità, un modo di entrare in campo che consenta di avere una certa forza d’urto per poter dimostrare di essere una squadra importante e poter gravitare nelle parti alte della classifica. Oggi ancora non siamo quello che vorremmo, ma lo sanno anche i ragazzi. Non è che loro sono superficiali o cercano giustificazioni, non cercano niente. Si impegnano veramente. A volte può sembrare di no, ma non è così. Succede, non è che lo fai apposta. Anche a me è successo quando giocavo e ti chiedi ma che è successo? Non sai dare una risposta, ma non è una cosa intenzionale o che c’è chissà cosa e poi si vanno a cercare i fantasmi e si dà la colpa a questo o a quello. E l’unica cosa che si va a cercare è un colpevole. Avete bisogno di un colpevole? E ci sta l’allenatore. Va bene, sono io, mi prendo questa responsabilità, però fatemi crescere questi ragazzi e poi vediamo che succede”.

Ciò che interessa a Calori è soddisfare la gente di Trapani attraverso il lavoro costante: “Fiducia? Non è che uno la cerca la fiducia, va a bussare alla porta a cercare. Non mi interessa cercare la fiducia – ha proseguito il tecnico dei siciliani –, io attraverso il lavoro vorrei che la squadra soddisfi tutti. Questo è il mio lavoro. Non è Calori cosa vuole. Io non voglio niente, voglio solo lavorare per portare questa squadra nella situazione migliore, perché me la sono presa a cuore, perché la vivo, perché non vado ad accusare questo o quello, io guido un gruppo e questo gruppo deve capire cosa serve per arrivare dove si vuole. Ancora non ci siamo dentro, ma non per chissà quale motivo, non facciamoci i film, ma perché ancora non si è trovata quell’alchimia che possa permetterci di essere una squadra dominante. Lo si fa a tratti e non basta, perché è un campionato in cui il furbo va avanti 1-0, 2-0, si buttano a terra, prendono tempo. A noi quello manca. Vinci 1-0? Buttati a terra, stai lì, come fanno tutti. E’ scorretto? Si è scorretto, però è funzionale in questa categoria e bisogna farlo. Sto estremizzando, ma sento dire che è come se io venissi da Marte e non lo so”.

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