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calcio - serie c

Akragas, mea culpa Di Napoli
"Non abbiamo lavorato bene"


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Il tecnico mastica amaro dopo il ko con la Juve Stabia, mentre Russello rimarca l'effetto Esseneto.

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SIRACUSA - L'Akragas continua a non riuscire ad espugnare la sua nuova casa. Così, dopo il pesante 0-3 patito in un paradossale derby contro il Siracusa e il pareggio in rimonta contro il Bisceglie di due settimane fa, il Gigante continua a rimandare l'appuntamento con la prima vittoria dopo il trasloco al "De Simone" di Siracusa e anzi torna a perdere, in un match contro la Juve Stabia in cui sembrava che i biancazzurri avessero il controllo della gara, con tanto di vantaggio ottenuto in avvio di secondo tempo, salvo poi subire la rimonta con due reti in sette minuti. La formazione di mister Di Napoli è apparsa poco concentrata e poco convinta, almeno lo stata molto meno rispetto alle precedenti apparizioni, in particolare quella della settimana scorsa sul campo del Lecce, in cui l'Akragas ha giocato con la giusta determinazione che serve in questa categoria per macinare punti. Le Vespe allenate da Fabio Caserta l'hanno avuta, questa determinazione, e sono state premiate dal risultato finale e da tre punti che fanno morale, oltre che classifica.

Ovviamente, a fine partita Lello Di Napoli mastica amaro per una sconfitta che avrebbe dovuto essere evitata per dare seguito al buon momento di forma. Il tecnico dell'Akragas si assume colpe e responsabilità per un ko maturato nonostante il vantaggio ottenuto in avvio di secondo tempo, con ogni probabilità per un calo di attenzione e di concentrazione che una squadra alla disperata ricerca della vittoria, come quella biancazzurra, di certo non può permettersi: "È una sconfitta che ci sta, complimenti alla Juve Stabia e a Caserta. Per me la sconfitta è colpa mia, probabilmente non ho lavorato bene sulla testa dei ragazzi e mi assumo tutte le responsabilità. All'Akragas sono mancati la convinzione, la cattiveria agonistica e la determinazione. Eravamo molli - prosegue Di Napoli - , probabilmente in settimana abbiamo lavorato male e non ho fatto capire abbastanza l'importante della gara, pertanto mi assumo le colpe per la sconfitta. Non so se loro fossero più forti di noi, di certo la squadra non era nelle migliori condizioni e dall'altra parte c'erano giocatori importanti e di altra categoria. Perciò dico che la Juve Stabia ha vinto meritatamente".

Ha parlato a fine gara anche Ernesto Russello, responsabile dell'area tecnica della formazione biancazzurra. Emerge dalle sue parole soprattutto il rammarico per le condizioni in cui versa l'Akragas, formazione costretta a migrare fino a Siracusa per giocare le partite interne, e quindi con un deficit sul piano ambientale che pesa anche sui risultati: "Ancora una volta abbiamo pagato a caro prezzo l'assenza dei nostri tifosi e del loro calore. Giocare "in casa" a Siracusa, in uno stadio semideserto, non aiuta per niente la squadra e di contro favorisce gli avversari, che non sentono nessuna pressione. I nostri giocatori sono giovani e per rendere al massimo hanno bisogno anche del tifo e del sostegno del nostro pubblico. La sconfitta di oggi, a mio modesto parere, è frutto anche del "campo neutro" che ha esaltato la Juve Stabia, squadra fin troppo esperta per fallire l'obiettivo dei tre punti. È una situazione non più sostenibile e bisogna fare di tutto per ritornare a giocare ad Agrigento, nel nostro stadio, e con l'incitamento dei nostri tifosi. Il mio sogno è anche quello di rivedere qualche imprenditore agrigentino riavvicinarsi al presidente Silvio Alessi, che tanto ha fatto e sta facendo per le sorti di questo club".

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