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Presunta combine, Di Napoli assolto
“La mia carriera è stata frenata”


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L’ex allenatore del Messina è stato “Assolto perché il fatto non costituisce reato”.

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MESSINA - Arturo Di Napoli è stato “Assolto perché il fatto non costituisce reato”. Si chiude così il primo grado di giudizio del processo “Dirty Soccer”, che vedeva tra gli indagati proprio Re Artù, ex calciatore ed allenatore dell’ACR Messina. L’ex attaccante di Rozzano, era riuscito a coronare il proprio sogno, vale a dire quello di sedere sulla panchina del Messina, squadra che lo ha eletto a simbolo nei magici anni tra il 2003 e il 2006, quelli del ritorno in A e del settimo posto in massima serie.

Era l’estate del 2015, alla guida della società c’era Pietro Lo Monaco, che poi ha passato la mano al gruppo guidato da Natale Stracuzzi e Pietro Gugliotta. Una volta avvenuto il passaggio di proprietà e la riammissione dei siciliani in Lega Pro, Di Napoli ha potuto guidare la squadra ad un inizio di stagione esaltante, visto che i giallorossi si trovavano nelle prime posizioni. Di Napoli sapeva che quella gioia si sarebbe rivelata passeggera e così è stato. Su di lui pendeva l’accusa circa una presunta combine risalente alla sua parentesi come allenatore del Savona, in occasione di un match tra i liguri e il L’Aquila. Coinvolto anche il ds abruzzese Di Nicola. Di Napoli si è sempre difeso sostenendo che la somma di denaro, a cui si fa riferimento delle intercettazioni, non sia il frutto della combine ma bensì un anticipo dato dallo stesso allenatore alla propria società, e che invece, erano dovute dal Di Nicola. Così a febbraio 2016 arriva la squalifica.

Ieri sera l’assoluzione da parte del tribunale di L’Aquila con Di Napoli che l’ha accolta in questo modo: “Il 2 febbraio 2016 la mia squalifica, ma oggi si chiude una vicenda che ha, per il momento, frenato la mia crescita professionale come allenatore nel momento migliore della mia carriera iniziale. L’assoluzione perché il fatto non costituisce reato mi riempie di gioia e fiducia nella Giustizia – ha scritto su Twitter Di Napoli –. Ringrazio infinitamente i professionisti che mi hanno assistito, lo studio degli avvocati Antonio Fazio e Nicoletta Carè, e l’avvocato Salvatore Staiano, grazie ai quali oggi mi ritrovo il sorriso che questa indagine mi aveva tolto”.

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