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calcio - serie d

Messina, una crisi senza fine
E la piazza attende Sciotto


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Dopo aver rassegnato le dimissioni definite "irrevocabili", il patron si è chiuso nel silenzio.

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MESSINA - Immediate ed irrevocabili. Così Pietro Sciotto ha definito le proprie dimissioni, subito dopo il ko interno rimediato dal Messina contro l’Acireale. Una sconfitta che ha dato il la alla contestazione dei tifosi contro il patron, che non ha tollerato i cori contro di lui e così ha annunciato il proprio passo indietro e il proprio disimpegno da quella società da lui stesso creata. Le dichiarazioni e i proclami di fine luglio (Serie B in tre anni e non baderò a spese) hanno lasciato spazio alla delusione e la frustrazione per un inizio di campionato orrendo, fatto di appena due punti in sei partite.

Il futuro del calcio messinese così torna clamorosamente in bilico, perché al momento non sembrano esserci segnali per un possibile, quanto mai clamoroso, passo indietro. Neanche dopo l’appello del sindaco Renato Accorinti e dell’assessore Sebastiano Pino: pur comprendendo l’amarezza e la delusione per i risultati negativi delle prime sette giornate, lo invitiamo a ripensarci e a fare un passo indietro. Certamente le sue dichiarazioni sono state dettate soprattutto dall’emotività del momento e da un avvio stagionale in salita, che lo stesso presidente Sciotto non avrebbe mai immaginato. Del resto il suo è un progetto a lungo termine e un passaggio a vuoto nella parte iniziale appare comprensibile; allo stesso modo bisogna giustificare i tifosi giallorossi, stanchi e smarriti, dopo che in estate hanno dovuto digerire, loro malgrado, il terzo fallimento calcistico negli ultimi ventiquattro anni”. Sciotto da domenica sera si è rifugiato nel proprio feudo familiare attorniato dai suoi tre fratelli, ma nessuno scenario è escluso.

Dalla proprietà non arrivano segnali verso possibili avvicendamenti alla guida della compagine societaria, ma tocca dire una volta per tutte se l’Acr Messina è ufficialmente in vendita oppure no. Quest’ultima ipotesi, paradossalmente, potrebbe essere quella più indigesta verso una tifoseria costretta a rivivere il valzer delle cordate e degli imprenditori pronti ad indossare i panni del salvatore della patria. Non bisogna però sottovalutare quel sentimento di comprensibile apatia vissuto da chi viene da un decennio di anonimato, da due fallimenti in nove anni, senza che la via d’uscita si riesca ad intravedere. Sciotto i 400mila euro investiti sin qui (questa è la cifra riportata nel comunicato uscito domenica sera) li abbia spesi male, visti i risultati davvero scadenti ottenuti in questo mese e mezzo di campionato ottenuti da una squadra assemblata male, senza capo e coda, con l’avvento tardivo di un direttore sportivo che ora sembra avere le mani legate.

In mezzo a tutto questo marasma c’è una squadra che ha ripreso gli allenamenti in vista della trasferta di Roccella, ma nella squadra inizia a girare un clima di preoccupazione e frustrazione dovuta all’annuncio del presidente, anche perché dopodomani dovrebbero essere pagati gli stipendi. Il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno ha cercato di portare un briciolo di serenità all’interno del gruppo, ma il compito appare davvero arduo, per non dire impossibile. Sotto l’aspetto tecnico sembrerebbe inevitabile l’allontanamento del tecnico, Antonio Venuto, al suo posto il nome più caldo sarebbe quello di Giuseppe Mascara, ma davanti ad un completo disimpegno da parte della famiglia Sciotto ogni discorso tecnico è davvero pleonastico.

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