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Orlandina in stato di grazia
Di Carlo: "Ora ci rispetteranno"


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Al termine del match con l'Avtodor Saratov il coach e Inglis trasmettono entusiasmo, rammarico Mazzon.

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CAPO D'ORLANDO (MESSINA) - Gennaro Di Carlo è al settimo cielo, la sua Orlandina Basket ha raggiunto la fase a gironi della Basketball Champions League e soprattutto lo ha fatto con le armi che lui vuole vedere fin dall'inizio in una squadra come questa. Aggressività, ardore, cattiveria agonistica, oltre a quel pizzico di follia che non può mancare se si vogliono raggiungere traguardi che nessuno prospetta per te. E al termine della gara di ritorno dominata contro l'Avtodor Saratov, il coach della SikeliArchivi sostiene che questa squadra ora non può fermarsi, visto che giovedì a Capo arriva Pistoia: "Non so se mi aspettavo una squadra già pronta, so il lavoro che facciamo in campo e che produciamo, so cosa facciamo in allenamento. C'è voglia, c'è determinazione, c'è concentrazione. Onestamente era da scoprire ciò che sarebbe accaduto in campo, sono contento perchè l'affermazione è stata assoluta, in 80 minuti siamo passati dal -16 al +30. È la conferma della bontà di quanto abbiamo fatto in campo, quando si sente l'odore del sangue ci deve essere ferocia, e la ferocia con cui abbiamo voluto legittimare questa vittoria è stata bella da vedere. Ora viene il momento più complicato della stagione, a cominciare da giovedì in cui affronteremo una squadra che verrà qui per farci uno sgambetto".

Ovviamente, una prestazione come quella messa in piedi nel doppio confronto contro i russi rende l'Orlandina un avversario decisamente più credibile e da prendere maggiormente con le molle. Di Carlo lo sa, si aspetta un atteggiamento di maggiore rispetto dalle avversarie ma si aspetta anche che i suoi giocatori prendano consapevolezza dei propri mezzi in vista di una stagione lunga e complicata: "Dopo la scorsa annata e dopo la gara di questa sera tutti ci aspetteranno al varco e ci rispetteranno un po' di più, ci sarà maggiore determinazione contro di noi e le insidie saranno dietro l'angolo. Ora dobbiamo rimanere tutti uniti, come squadra e come ambiente, così da riuscire ad affrontare anche quei momenti di difficoltà che sicuramente arriveranno, ma che dovremo affrontare tutti insieme per uscirne indenni. Questo è un gruppo di grande potenziale, se avrà la possibilità di lavorare con calma potremo toglierci delle soddisfazioni. Non possiamo permetterci di affrontare una simile stagione senza usare a fondo la panchina, ho fiducia nei nostri ragazzi. Abbiamo dieci giocatori che possono dare grande intensità".

A prendere parte alla conferenza stampa post-partita c'era anche uno dei migliori giocatori di casa SikeliArchivi Capo d'Orlando, sia nel doppio confronto contro l'Avtodor Saratov che nel complesso del roster paladino. Damien Inglis ha giocato due grandi partite ed è pronto a fare da leader per far valere le proprie doti tecniche e atletiche, e in merito alla sfida contro i russi sostiene che i lunghi viaggi fatti dalle due squadre hanno influito in maniera non troppo invasiva: "Abbiamo solamente seguito il nostro piano gara, siamo rimasti concentrati e abbiamo fatto quel che dovevamo. Abbiamo fatto una grande gara, siamo molto felici. Eravamo pronti, ma sappiamo che c'è ancora da migliorare sul piano della chimica, quanto abbiamo fatto finora potrebbe non bastare durante la stagione. Abbiamo tanto da lavorare, dobbiamo essere ancora più forti e dobbiamo giocare in maniera migliore rispetto a stasera. Si trattava in questa gara di capire chi avesse più fame e voglia di vincere questa partita, e noi ne abbiamo avuta di più rispetto a loro. I lunghi viaggi? Non ci sono alibi, chiaramente il viaggio è stato un'impresa, può essere un fattore ma si deve sempre essere pronti per giocare".

Grande amarezza e frustrazione, invece, tra le fila dell'Avtodor Saratov. Il coach Andrea Mazzon rende i giusti meriti all'Orlandina, ma al tempo stesso pone l'accento sulla struttura dei tre turni preliminari ai quali la formazione russa ha preso parte. Lunghi viaggi, calendario fitto e gambe dei giocatori che chiaramente pesano sempre di più. Quindi il ragionamento fatto dal coach italiano è quasi di rabbia nei confronti di chi ha composto il calendario: "Penso che l'Orlandina abbia meritato di passare il turno, ha fatto un buon lavoro nelle due partite. Credo che sia stato realmente difficile per noi giocare sei partite in dodici giorni, capisco che questo format sia stato compresso per via degli Europei, ma obiettivamente non c'è alcun tipo di rispetto per i giocatori, è disumano mettere i giocatori sei partite in dodici giorni, con in mezzo anche i viaggi in aereo. Abbiamo fatto cinque viaggi, alla fine della partita nonostante loro abbiano fatto una buona partita, non c'eravamo più in campo. Non ne avevamo più, non si può chiedere qualcosa che non è ottenibile a questi ragazzi. Abbiamo giocato a Cipro, poi dopo la gara in casa abbiamo volato in Montenegro e infine in Sicilia. Non si può pretendere di più da questi ragazzi, l'Orlandina ha comunque una bella squadra".

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