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calcio - serie d

Acireale, rivoluzione societaria
E la sconfitta di Palazzolo pesa


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Momento delicato per il sodalizio granata. Si cerca di fare chiarezza in seno al club.

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ACIREALE (CATANIA) - La sconfitta, evitabile, di Palazzolo, è stato solo l'inizio di una settimana complicata per i colori granata, e per certi versi l'avvenimento che meno ha dato da pensare ai tifosi granata. I grattacapi veri sono cominciati giá l'indomani, con l'addio a tutte le cariche societarie da parte di ciò che rimaneva dell'anima messinese della nuova dirigenza granata, quella che ad aprile rilevò il club dalle mani di D'Amico. Che il lato messinese della cordata stesse lentamente uscendo di scena, lo aveva detto già in estate il defilarsi dell'imprenditore peloritano Stracuzzi, che aveva lasciato la carica di presidente a Rino Pulvirenti, attuale massimo dirigente del club. Lunedì anche gli ultimi due rappresentati della società ancora legati a Stracuzzi hanno sciolto le riserve e tolto il disturbo dalle stanze di via Pasiano.

Pietro Gugliotta ha dunque lasciato l'incarico di vicepresidente, e Nino Micali quello di consigliere, lasciando tutta la società nelle mani di Rino Pulvirenti, rappresentante della metà "catanese" della cordata che in primavera aveva preso in mano L'Acireale calcio. Il posto di vicepresidente già martedì era stato riassegnato, a una vecchia conoscenza della società granata, Arturo Barbagallo, che già rivestiva cariche dirigenziali sotto la guida di D'Amico. Un modo per voler dare anche una continuità con il recente passato. Il rinnovato asset dirigenziale si è però ritrovato subito tra capo e collo una gatta da pelare niente male. Il giudice sportivo, giusto per chiudere questo complicatissimo nozioni di settimana, ha determinato che Acireale-Roccella si giochi a porte chiuse, e ha comminato all'Acireale calcio 2500 euro di multa. Il motivo? Le intemperanze di alcuni tifosi che dal settore ospiti di Palazzolo avrebbero tirato sassi e accendini in campo, in particolare addosso a un guardalinee. Fatto "strano", perché sul campo nessuno si era accorto di nulla, e nessun serio momento di tensione si era registrato. Anche la punizione appare sproporzionata, ma tant'è, questa è la serie D, bellezza, e certi atteggiamenti non sono tollerati.

Non li tollera nemmeno il presidente Rino Pulvirenti, che ha messo subito i puntini sulle "i", stigmatizzando l'atteggiamento tenuto da quella che definisce una "frangia di pseudo tifosi" che nulla avrebbero a che fare con la maggior parte della curva granata: "Invito la parte sana della nostra tifoseria, ovvero la maggioranza, ad isolare i soggetti che danneggiano in maniera immane il nome della città di Acireale - ha affermato Pulvirenti - Sono sempre più convinto che la tifoseria sia una risorsa per la nostra Società ed in virtù di ciò mi auguro che questo episodio non si ripeta in nessun modo, anche perché qualora qualcosa del genere dovesse ripetersi non ci penserei due volte a farmi da parte. Un progetto importante come quello che stiamo portando avanti merita segnali di maturità da parte di tutti". Un episodio che baita le acque alla vigilia di una gara, quella contro il Roccella, definita dallo stesso presidente "un impegno importante e delicato", non aiuta certo la squadra, che già deve smaltire le scorie del balordo ko di domenica scorsa. Mister Catalano deve valutare le condizioni di Trippa, uscito acciaccato dal match contro la Gelbison è lasciato fuori per infortunio a Palazzolo. Per il resto il coach granata ha tutti gli uomini a disposizione, e potrà schierare la migliore formazione, anche se ad assistere al match ci saranno, salvo accoglimento di eventuale ricorso granata, solo gli addetti ai lavori.

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