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calcio - serie c

Gambe pesanti e manovra lenta
Catania, l'avvio è una falsa partenza


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Appena un punto in due partite di campionato per i rossazzurri, che appaiono in ritardo nella condizione.

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CATANIA – Falsa partenza. Possiamo tranquillamente definirlo cosi l'avvio in campionato del Catania di Lucarelli. La sberla di De Rose ha tagliato le gambe pesanti degli etnei, svegliando la rabbia di Lucarelli forse però troppo affossato in quel vestito 3-5-2 che invece di snellire il modello etneo lo rende terribilmente goffo e tozzo. Reagire e cominciare a vincere cosa che al Catania è riuscita solo in Coppa Italia. Troppo brutta la squadra vista al Pinto, troppo lenta e macchinosa nei primi minuti del primo tempo e soprattutto in secondo tempo condotto in apatia e con un sussulto finale dettato più dalla pancia dello svantaggio.

Il fattore gambe sicuramente sta rallentando il processo: il prof Bartali avrà sicuramente lavorato molto sui carichi per trovare smalto e velocità sul lungo periodo e soprattutto quando le altre tendono a rallentare. Semenzato, Caccetta, Tedeschi, Aya, Curiale e Ripa sotto tutti giocatori ancora al 30-40% e questo sicuramente limita tremendamente lo sviluppo di un 3-5-2 che senza la spinta degli esterni diventa una brutta copia del progetto tattico. Cambiare, provando a non essere assolutista nelle scelte: Lucarelli oggi è chiamato a trovare la soluzione giusta dettata dal momento e dalla vivacità atletica invece di alcuni sui uomini. Ze Turbo e Russotto oggi non possono essere tenuti fuori, bisogna premere sulla loro esplosività, anche alla luce di una sfida come quella contro il Lecce da affrontare con equilibrio e sagacia.

I problemi non mancano ma le soluzioni ci sono: Lodi botta al piede potrebbe recuperare in vista del big match contro il Lecce e la variazione del 3-5-2 in 4-3-3 o 4-2-3-1 aiuterebbe anche il non possesso e la difesa viste le mine leccesi firmate Torromino e Di Piazza.

Amarcord: proprio il Lecce e quello allora di Cavasin mise in copertina quel Lucarelli bomber assoluto, poi diventato super cannoniere e uomo tutto di un pezzo e giocatore icona a Livorno. Bene oggi quel Lucarelli deve creare in primis un gruppo solido e di grande personalità proprio quella venuta meno a Caserta. Un Lucarelli oggi che deve studiare e volare da allenatore plasmando anche soluzioni necessarie e sufficienti per il suo Catania.

Una stagione che ha presentato solo gli attori principali e che ancora deve mandare in onda la trama vera del film campionato: un inizio timido che potrebbe però, data la forza della squadra costruita in estate, avere sorprese piacevoli dietro l'angolo. Proprio come fece quel Catania di Pasquale Marino timido ed impacciato all'inizio, ma che al primo esame firmato Atalanta rifilò quattro reti, tripletta di Spinesi, ad una diretta concorrente per la promozione. Insomma la passione si attacca a tutto soprattutto perché come la vita il calcio è tremendamente machiavellico e ricco di cicli che a volte ritornano.

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