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Il Messina è pronto per l'esordio
Tifosi, fiducia condizionata al club


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I perloritani esordiranno domani in campionato in casa del Portici, mentre i gruppi organizzati rompono il silenzio.

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MESSINA – Parte dal Vallefuoco di Mugnano la nuova avventura dell’Acr Messina in Serie D. Il tempo degli esperimenti è finito, d’ora in poi per la compagine peloritana ci saranno in ballo i tre punti per quella che in molti si augurano sia la stagione del pronto riscatto dopo l’onta dell’ennesimo fallimento. Per la sfida in casa del Portici, compagine campana appena arrivata dal campionato di Eccellenza, mister Antonio Venuto ha convocato ben 21 elementi, undici over e dieci under. L’ex tecnico del Due Torri dovrà fare a meno di uno dei suoi fedelissimi, cioè quel Stefano Tricamo fermo ai box per un problema muscolare. Risulta convocato invece l’ultimo arrivato, vale a dire il difensore Francesco Colombini.

Nessuna novità in entrata dell’ultima ora, dal momento che non si è ancora sbloccato il tesseramento dei tre ex Vibonese, Brugnoni, Frezzi e Buda, visto che la società calabrese deve ancora conoscere la categoria in cui giocherà. Tra i pali ci sarà Gagliardini e ciò costringerà Venuto ad alcuni ballottaggi obbligati per via dell’obbligatorio impiego di quattro under in rosa. Un altro ballottaggio potrebbe essere in attacco tra Dezai e Cocuzza, così come tra Bonadio e Rizzo.

Il Portici ha cambiato molto rispetto allo scorso campionato a partire dall’allenatore, quest’anno sulla panchina campana siede l’ex tecnico della Sarnese, Gianluca Esposito. Quest’ultimo, per raggiungere la salvezza, si aggrapperà ai gol di Domenico Maggio (lo scorso anno in doppia cifra tra Gelbison e Frattese) e al talento di Giuseppe Onda, attaccante esterno classe ’98 che ha ben figurato con la rappresentativa campana nel Torneo delle Regioni che si è svolto in Trentino.

A meno di 24 ore dal fischio d’inizio è ancora in dubbio se la gara si potrà svolgere con il pubblico o meno. L’agibilità del Vallefuoco (il Portici da tempo ha abbandonato il San Ciro per iniziare un vero e proprio pellegrinaggio tra i campi dell’hinterland napoletano) è scaduta e non è stata rinnovata per tempo, quindi la gara si dovrebbe svolgere a porte chiuse. Il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro, però sarebbe in procinto di firmare un’autorizzazione provvisoria per aprire i cancelli dello stadio e consentire così che l’incontro possa svolgersi con la regolare presenza del pubblico. L’Acr Messina intanto però ha provveduto a chiudere la vendita dei biglietti.

Nella serata di venerdì i gruppi organizzati della curva sud hanno rotto il silenzio. Dopo la mancata iscrizione al campionato di Serie C i tifosi sono rimasti fermi a guardare l’evolversi della situazione e la nascita della nuova società guidata da Pietro Sciotto, a cui va una fiducia condizionata: “A distanza di poco meno di due mesi, con le ferite ancora aperte per l’ennesima mortificazione che la nostra storia calcistica ha subito, non sul campo, ci sembra doveroso prendere la parola. I nostri colori hanno subito la vergogna più grande per mano di tutti coloro i quali, in questi anni di gestione, hanno giocato sulla pelle di un’intera tifoseria ed una intera città con la compiacenza e latitanza, è doveroso dirlo, di chi nulla ha fatto per tentare di salvare una società che, nel bene o nel male, portava il nome di Messina. Ci riferiamo alla classe imprenditoriale e politica, senza riferimento alcuno, non legando il discorso solo alle ultime ore. Negli anni, purtroppo, pur di sopravvivere ci siamo dovuti aggrappare a figuri di ogni tipo perché evidentemente nulla di meglio questa città ha saputo e voluto esprimere. Discorso a parte gli ultimi mesi di gestione che, con non pochi problemi, ci hanno visto comunque salvi sul campo”.

“Sapevamo che le condizioni economiche non erano delle migliori – prosegue il comunicato –, sapevano che ci sarebbe stato da stringere i denti e, come sempre fatto, eravamo pronti a soffrire. In fondo non ci hai mai spaventato lottare contro ogni difficoltà perché la nostra storia parla da sola, ed anche i 1600 abbonamenti che avevamo sottoscritto a scatola chiusa sono un chiaro segnale della nostra passione incondizionata. A malincuore siamo tra le tifoserie che hanno subito, per via di gestioni scellerate ed indecenti, tra le maggiori mortificazioni ma che, nonostante tutto, è sempre stata presente in ogni categoria. Le ultime ore di gestione Proto, però, hanno veramente del diabolico, del perverso e del meschino. Rassicurazioni su tutti i fronti e problemi che nascevano come i funghi ci hanno portato ad un 14 luglio che, ancora una volta, ha prestato i nostri fianchi alla gioia di tutti i rivali. Una strategia, sicuramente calcolata da chi ha millantato correttezza e serietà, che invece ci ha trascinato, definitivamente, nel baratro. Il tentativo ancora più infame di volere iscrivere solo per sporchi interessi di bottega una società fantasma in terza categoria e pensare di calpestare ulteriormente il nostro nome. Vigileremo anche su questo meschino tentativo affinché i loro sporchi trucchi non possano andare in porto”.

“Alla nuova proprietà che si è proposta per cercare di portare avanti il calcio in città diamo condizionata fiducia – concludono i tifosi –. Lavorando bene, soprattutto nei momenti difficili, che già sappiamo non mancheranno, ci saranno i giusti meriti. Chiediamo soprattutto rispetto per chi segue sempre ed incondizionatamente nel bene e nel male. Rispetto che per troppi anni questa città non ha avuto”.

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