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Betaland, la carica di Ihring
"Carico per la nuova stagione"


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Il giovane playmaker magiaro, che farà da cambio a Talton, diviso tra la Nazionale e l'Orlandina.

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CAPO D'ORLANDO (MESSINA) - Di lui, la gente di Capo d'Orlando ha avuto un buon ricordo fin dall'inizio della sua avventura tra le fila della Betaland. In una delle prime partite della stagione 2015/2016, coach Giulio Griccioli decide di mandarlo in campo durante la partita contro la Fiat Torino, in terra sabauda. Piedi dietro l'arco, rilascio perfetto e palla che muove la retina per una tripla che, alla fine dei conti, si rivelerà decisiva per il risultato. Anche perchè Jasaitis, a pochi secondi dalla sirena finale, troverà il lay-up vincente per un successo di fondamentale importanza per la sorte della squadra. E poi come dimenticare l'ultimo quarto dell'ultima sfida della stagione, quella sul parquet di Avellino? Oppure la sua presenza sia nell'ultima gara di regular season della stagione passata contro Pesaro, quando arrivò la qualificazione ai playoff scudetto? Questo è stato finora l'apporto dato da Mario Ihring alla causa della Betaland Capo d'Orlando. Un apporto che è destinato ad aumentare e a migliorare ulteriormente, visto che la stagione che sta per iniziare, con il ritiro che scatterà dopo Ferragosto, sarà la prima in cui il giovane playmaker ungherese avrà un ruolo importante nel team di coach Di Carlo.

Mario Ihring dovrà infatti dividere i minuti sul parquet con Gary Talton, il nuovo playmaker scelto dalla dirigenza della Betaland Capo d'Orlando per giocare nel quintetto iniziale delle gare di campionato e di Basketball Champions League. Il play ungherese classe 1998, uno dei migliori nel suo ruolo durante l'Adidas Eurocamp disputato nel mese di giugno a Treviso, intervistato dall'ufficio stampa dell'Orlandina ha fatto capire di sentirsi pronto per fare bene nella sua terza stagione in Italia: "Ho parlato con Gennaro [Di Carlo] prima di lasciare Capo d’Orlando, a proposito del mio programma estivo, su cosa lavorare e cose di questo genere. Con Peppe [Sindoni] sono in contatto praticamente ogni giorno e parliamo di tutto. Non vedo l’ora che inizi la stagione - prosegue Ihring - , il prestito dello scorso anno mi ha permesso di fare esperienza e quest’anno potrò dimostrarlo all’Orlandina, mettendo n campo la mia energia. Sono molto carico".

Sul valore della Betaland Capo d'Orlando che sta crescendo e che sta aggiungendo nuovi tasselli per essere completa e pronta per il doppio impegno in Italia e in Europa, Ihring non sembra nutrire grossi dubbi: "Abbiamo una squadra molto giovane - afferma l'ex giocatore del Prievidza - , la società sta facendo un gran lavoro firmando questi ragazzi, giocheremo con un’energia unica per il nostro campionato. Come dicevo prima, mi piace molto tutto questo e penso che ci stiamo muovendo nella direzione giusta". In quest'ultimo caso, il riferimento è fatto dal play magiaro soprattutto sull'arrivo di tanti giovani talento di sicuro avvenire, come i lettoni Kulboka e Strautins che si adatteranno allo spot di ala piccola in attesa del rientro di Stojanovic, ma anche sull'aggiunta nello staff tecnico di un santone del basket come Kim Hughes, arrivato per dare una mano a coach Di Carlo nel corso dell'annata.

Ma Mario Ihring, almeno per il momento, non si trova a Capo d'Orlando. Nulla di preoccupante o che può far temere qualcosa per il futuro in Sicilia del playmaker classe 1998. Anche perchè il giocatore magiaro è attualmente impegnato con la propria Nazionale, che si sta giocando la pre-qualificazione europee per i prossimi campionati del mondo, in programma nel 2019. Un'esperienza che sta forgiando tantissimo il giovane talento della Betaland, che sta giocando da titolare e spera di acquisire ulteriore esperienza da queste partite: "Essere il playmaker titolare della nazionale, così giovane, è una grande esperienza. Mi trovo bene in capo perché sento la fiducia dell’allenatore e dei giocatori, che credono in me. Stiamo giocando le pre-qualificazioni per i Mondiali 2019 in Cina, quindi vogliamo assolutamente qualificarci. Pensiamo però a giocare bene di partita in partita, senza guardare troppo in là. Vogliamo costruire un passo alla volta".

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