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Giavarini: "Non resto presidente"
Akragas, le scadenze incombono


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L'azionista di maggioranza manifesta per l'ennesima volta l'intenzione di lasciare: futuro in bilico.

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AGRIGENTO - Confusione, addii, illusioni e precisazioni. L’estate dell’Akragas, come accade ormai da due anni, è ancora una volta lontana da un chiaro orizzonte. I tifosi attendono buone notizie, ma quello che arriva dalla dirigenza akragantina è ancora una volta sconfortante. A parlare è adesso il presidente onorario Marcello Giavarini, che vuole precisare alcune notizie sulla presunta trattativa per l’acquisto della società: “Il 6 luglio 2017, delegando per iscritto il Presidente Alessi a rappresentarmi davanti al Notaio dello studio Fanara, ho rinunciato alla somma di 630.000 euro di debito che l’Akragas aveva nei miei confronti per avere finanziato la società durante il campionato 2016/2017 – scrive il presidente - Questo mio gesto di donazione all’Akragas ha lo scopo di stimolare sempre di più gli eventuali e probabili nuovi soci ad investire nella squadra, ribadendo il fatto che cedo le mie quote per 1 euro a chiunque le voglia. Ho letto il comunicato degli ultras della curva sud con il quale esprimono gratitudine nei miei confronti e affermano di capire le menzogne e le chiacchiere che vi sono all’interno della società”.

L’azionista di maggioranza risponde agli ultras, tornando per l’ennesima volta e in modo ridondante sulla rivalità tra Akragas e Licata, in un momento in cui a premere sono ben altri problemi: “Gli ultras, inoltre, scrivono di volermi ancora come presidente onorario. Queste parole mi rendono orgoglioso e fiero perché finalmente, anche se in ritardo, è stato capito il mio impegno economico ed affettivo nei confronti dell’Akragas. Alcune parole del comunicato, però, mi lasciano perplesso e mi riferisco al fatto che ‘gli ultras continueranno a rispettare e onorare gemellaggi e rivalità fino alla morte’. Essendo il Licata Calcio una città rivale all’Akragas sono convinto che durante il prossimo campionato continueranno i soliti cori contro i licatesi, e siccome io sono di origini licatese, fiero ed orgoglioso di esserlo, non me la sento di tornare allo stadio e ascoltare nuovamente cori contro la mia città di origine. Ricordo a tutti che durante lo scorso campionato non sono più venuto allo stadio Esseneto per non sentire cori contro il Licata e i licatesi, e avevo manifestato in più occasioni il mio disappunto in merito”.

Detto ciò, il presidente onorario ribadisce ancora una volta di essere fuori dalla società: “Per questo motivo, purtroppo, ho deciso di uscire dalla società nel novembre del 2016 e con grande dispiacere, per lo stesso motivo, continuo tuttora a restare fuori dall’Akragas. Con grande rammarico, e vi prego di credermi, non posso accettare la proposta degli ultras di tornare ad essere il presidente onorario dell’Akragas per il prossimo campionato di serie C. Sono stato sempre leale con l’Akragas e voglio esserlo fino alla fine. Ricordo a tutti che, nonostante la mia fuoriuscita dalla società, lo scorso mese di marzo ho sponsorizzato la squadra per consentire la conclusione del campionato. Con largo anticipo, sette mesi prima, ho avvisato tutti che sarei uscito dalla società e lo scorso mese di maggio ho rimarcato il fatto che l’Akragas senza lo sponsor Enel non avrebbe avuto futuro, invitando chi di dovere a prodigarsi per il rinnovo del contratto con il colosso italiano dell’energia. La città di Agrigento ha avuto tutto il tempo necessario per sostituirmi, ma è stato sprecato tantissimo tempo. Siamo quasi a metà luglio e non si è ancora riusciti a rimpiazzarmi. Auguro all’Akragas una pronta iscrizione al prossimo campionato". Intanto, mentre si parla di rivalità, la società biancazzurra, rischia di non disputare il prossimo campionato, mentre le scadenze incombono.

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