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calcio - serie b

Zampa stregato da Cascio:
“Lascio Palermo ai siciliani”


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Il patron friulano parla dell'ex manager di Michael Jackson con il quale ha ripreso i contatti per la cessione del club.

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PALERMO – Maurizio Zamparini si è detto letteralmente “stregato” da Frank Cascio. Nelle ultime ore è tornato in auge il nome dell’imprenditore americano con origini siciliane che già dieci mesi fa provò a trattare l’acquisizione della società. Ma ciò che nelle ultime ore è accaduto nella sede del club, con la perquisizione della guardia di finanza ed i presunti reati di riciclaggio, falso in bilancio ed appropriazione indebita a carico del patron friulano segna comprensibilmente lo stato d’animo di Zamparini: “Come dovrei sentirmi? Mi sento come una persona che ha avuto 50 finanzieri in casa – ha detto l’imprenditore friulano a Forza Palermo – . Sono rimasto male leggendo che Vitale (giornalista Gazzetta dello Sport, ndr) ha detto che se a Palermo non arrivassero soldi freschi fallirei. Io non ho propriamente detto questo. Ho detto - dichiara sbuffando - che se i nuovi proprietari non investissero sul Palermo, fallirebbero. Il Palermo sta bene. Purtroppo mi dispiace quando interpretano male le mie parole. Quando ad esempio ieri hanno decontestualizzato le mie parole (leggi qui). Non è vero che non me ne frega nulla del Palermo, altrimenti non mi sarei messo a lavorare per il futuro del Palermo”.

Sulla cessione societaria, invece, Zamparini è positivo: “Abbiamo tre gruppi per quanto riguarda la cessione: il gruppo di Cascio, il gruppo cinese che si è riavvicinato, e un gruppo inglese. Bisogna però vedere quali gruppi sono veri, perché anche prima si erano presentati. Certamente le notizie di questi giorni non avvicinano i gruppi. Sarebbe una tragedia se il Palermo andasse in mano a dilettanti che non sanno cosa significa gestire una società di calcio. Io sto aspettando di incontrare Cascio - prosegue. - Gli ho detto che a me non interessano i soldi. Bisogna mettere una cifra importante, altrimenti devo vendere i giocatori importanti per mettere a posto il bilancio”.

Nel caso in cui la cordata di Cascio dovesse fare sul serio, Zamparini però promette che non ci sarà un Baccaglini due, con la figura di presidente affidata all’ex manager di Michael Jackson: “Cascio non avrà assegnato il ruolo da presidente come con Baccaglini. Lui avrà dei poteri nel momento in cui metterà i soldi. A Cascio ho dato due soluzioni: il suo ingresso con una cifra bassa che permetterebbe al Palermo di non vendere gente come Nestorovski oppure nessun ingresso. A quel punto dovrei tenere conto del budget di bilancio. Spero di concludere con Cascio, perché il futuro del Palermo non sono io, sto lavorando per voi. Certi giornalisti di Palermo vorrebbero far fallire il club. Io sto lavorando per il futuro, stiamo facendo mercato e Lupo è in giro”.

L’estate scorsa Zamparini rifiutò già una prima offerta di Cascio: “Cosa è cambiato? Cascio mi ha detto che a dicembre aveva incaricato Baccaglini per contattare me per lui – spiega Zamparini – ma Baccaglini ha fatto per sé. Cascio ha dietro le spalle investitori americani importanti. Io sogno di lasciare il Palermo a siciliani con una solida struttura economica. Sono l'ultimo ostacolo, non è vero che ho rifiutato Baccaglini per l'offerta; l'ho fatto perché non mi dava garanzie per il futuro. Io preferisco Cascio. Baccaglini per rientrare mi deve garantire per il futuro”.

“Oggi (Cascio, ndr) mi ha fatto ridere – racconta divertito –. Mi ha mandato un elenco di giocatori che poi ho inoltrato a Tedino. Il primo di questi giocatori costa 15 milioni. Io ho detto ‘beh, se hai da investire 100 milioni costruiamo questa squadra e fra due anni vinciamo il campionato (ride, ndr)’. Erano tutti giovani, uno che gioca nella Dinamo Zagabria che vale 15 milioni che è davvero eccezionale, tutti giocatori top del mondo e infatti appena li ho fatti vedere a Tedino ha detto ‘magari, fra due anni vinciamo lo scudetto’. Oggi mi ha mandato un altro elenco e Tedino ha dato una valutazione minima di 7 milioni e massima di 9,5 (ride ancora)”.

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