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parla zamparini

"I documenti parlano chiaro
Dietro Baccaglini il nulla"


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Il patron del Palermo ha risposto al comunicato di Baccaglini svelando i dettagli della trattativa sfumata il 30 giugno.


PALERMO – È arrivata puntuale la contro risposta di Maurizio Zamparini al comunicato uscito ad ora di pranzo di Paul Baccaglini. Il closing, saltato ufficialmente la sera del 30 giugno, continua ad essere al centro dell’attenzione in quel di Palermo e adesso i documenti potrebbero addirittura finire in tribunale. “Baccaglini, quante parole gettate al vento. I documenti parlano chiaro – ha detto il patron friulano a PalermoToday –. Io non so cosa avesse in mente Baccaglini quando si è presentato alla mia porta. Magari così come qualche altro gruppo, pensava di potersi prendere il Palermo gratis o dopo che fosse fallito. A differenza di quanto detto dallo stesso Baccaglini qualche ora fa, non esiste alcuna offerta, l’unica cosa che esiste è un contratto firmato a febbraio che sia lui, che il suo fondo dovevano rispettare. Ma così non è stato. Ma non solo – prosegue Zamparini –, su quel contratto firmato c’era la cifra che il signor Baccaglini doveva versare al sottoscritto e proprio su quella cifra avevo più volte detto loro che non c’era alcun problema, ma i soldi per lo stadio e per il centro sportivo dov’erano? Ho chiesto delle garanzie, non per me, ma per i tifosi, per la squadra e soprattutto per la città. Mesi e mesi di falsi proclami con la certezza, adesso, che quelle pronunciate dall’ex Iena erano e rimarranno soltanto parole gettate al vento”.

“Quando ho ceduto il Palermo – rivela Maurizio Zamparini – eravamo ancora in serie A per cui non c’era nessun accordo relativo alla categoria. Inutile andare nei dettagli. C’è un contratto firmato che non nasce da un accordo per il Palermo, ma per un accordo del mio gruppo su asset per un miliardo nel quale c’erano compresi anche lo stadio e il centro sportivo. Asset di proprietà e investimenti per altri due miliardi, di cui più di duecento milioni per il club rosanero. Tutti questi soldi – spiega – dovevano arrivare da questa linea di credito che il fondo di Baccaglini doveva tenere gestendo i miei asset ai miei immobiliari. Avete idea di quanto ho speso per il Palermo? Il fondo del manager inglese, però, non ha assolutamente fatto niente".

Baccaglini, che dal 6 marzo scorso ricopre a tutti gli effetti il ruolo di presidente del Palermo, è stato anche protagonista di decisioni importanti: "Dopo Udine volevo davvero richiamare Ballardini per provare a salvarci, ma lui fece di tutto per far rimanere in rosa Diego Lopez, a mio avviso una disgrazia disumana per le sorti del club – racconta ancora Zamparini –, ma nel momento decisivo della trattativa in cui dovevano davvero presentare l’offerta concordata a febbraio, hanno fatto un passo indietro continuando a fare falsi proclami”. Baccaglini è stato anche ospitato a Palazzo delle Aquile dal sindaco Orlando per parlare dei progetti legati al nuovo stadio ed al centro sportivo, ma secondo Zamparini “al sindaco Baccaglini non ha illustrato un bel niente. Ha soltanto speso belle parole, così come ha sempre fatto. Mi viene in mente il giorno della presentazione di Baccaglini allo stadio. Aveva promesso ai tifosi lo stadio, il centro sportivo e un Palermo da Champions. Tutte queste promesse partivano sempre da quel famoso contratto che aveva firmato con me a febbraio".

"I miei avvocati di Londra quest’oggi sono stati qui da me per diverse ore e già da domani inizieranno a fare degli ulteriori controlli sia all’estero che in Italia per cercare di fare chiarezza – ammette il patron friulano –. Non sarà una vera e propria azione legale, ma io ho due contratti firmati dal signor Baccaglini dove si impegnava a fare una serie di cose che poi non ha fatto. Se una persona si impegna a vendere un appartamento e poi non lo consegna, che cosa succede? Io ho due contratti firmati dal signor Baccaglini, nel primo – spiega – si sono impegnati a finanziare il mio gruppo per altri investimenti al di fuori del calcio, nel secondo invece si impegnavano, inizialmente a costruire lo stadio e il centro sportivo, poi però Baccaglini mi ha espresso la volontà di voler prendere il Palermo. Fino a qui tutto perfetto, peccato che piano piano io e i miei avvocati abbiamo scoperto che dietro Baccaglini non c’era proprio un bel niente. Quello che farò è chiedere che quei contratti vengano rispettati”.

E così Zamparini, rimasto alla guida del club, è già al lavoro per rinforzare il suo Palermo e provare a risalire subito in Serie A: “Mi aspettavo che Baccaglini avesse già dato le dimissioni, ma così non è stato. Penso che nella giornata di domani si dimetterà il consiglio d’amministrazione e ne nomineremo uno nuovo. Molto probabilmente ci sarà un nuovo presidente che i tifosi del Palermo avranno modo di conoscere nelle prossime ore. Quello che ci tengo a dire alla gente di Palermo è che il club rosanero naviga in mari più che tranquilli – conclude Maurizio Zamparini –. I nostri fornitori vengono pagati regolarmente tutti i mesi. I nostri dipendenti non hanno mai saltato un mese in quindici anni con me. Il bilancio del Palermo quest’anno è assolutamente positivo e da ciò che dice la Covisoc (Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio Professionistiche, ndr) è uno dei migliori del calcio italiano. Chi dice il contrario si dovrebbe solamente vergognare”.

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