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Zamparini, nuovi dubbi sul closing?
“Se non arrivano i soldi, ci sono io”


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Il patron dei rosanero: "Accordo ratificato? Sì, ma se poi i soldi non ci sono non serve a nulla".


PALERMO – Il 30 giugno è stato cerchiato di rosso su tutti i calendari dei tifosi del Palermo. È proprio l’ultimo giorno del mese corrente, infatti, che è previsto l’annuncio definitivo del closing, sebbene l’accordo sia stato ratificato martedì scorso dal presidente Baccaglini ed il patron Zamparini. Proprio quest’ultimo, intervistato da forzapalermo.it, ha spiegato che le parti si sono già incontrate per mettere a punto il piano per la prossima stagione: “Stiamo lavorando già da qualche giorno. Ieri è venuto Baccaglini che ha preso visione tecnica della squadra, ha conosciuto meglio Tedino che per me sarà il miglior allenatore degli ultimi vent’anni miei. E naturalmente lui sta costruendo la squadra con Lupo, ascoltando le esigenze che Tedino può avere”.

“Ci sono già dei nomi in agenda? No, me li devono fare. Per adesso ci sono solo le uscite. Tedino ha detto che alcuni giocatori come Andelkovic, Gazzi, Diamanti, pur volendogli molto bene, non hanno più il passo per fare una serie B come l'hanno fatta con Guidolin. Io ho preso Lupo perché era molto in sintonia con Tedino – ha ammesso Zamparini –. Se è prevista una campagna acquisti di livello? Ci sono già dei calciatori in rosa titolari. Servono delle seconde linee importanti. Con Baccaglini abbiamo parlato del budget da mettere a disposizione. Ad oggi non sono arrivati i soldi, ma penso che arriveranno nel giro di dieci giorni. Ma se non arrivassero loro, ci sarei io”.

“L’accordo è stato ratificato, ma se si ratifica il contratto per l’acquisto di un appartamento, se ad un certo momento l’appartamento non viene pagato, l’accordo non serve a un cazzo – spiega il patron friulano –. Sono stati ratificati i nostri bilanci, i nostri dati economici, che sono stati accettati dalla banca. Adesso aspettiamo che la banca liberi i fondi, non per il Palermo, ma a loro per comprare il Palermo. Ma non abbiamo parlato di questo, abbiamo parlato solo della questione tecnica, perché i soci inglesi non sono stupidi, mi hanno detto: Zamparini, tu anche se vuoi star fuori, ti devi interessare per creare il team, data la tua esperienza. E siccome a Paul voglio bene come se fosse un figlio, penso che lui possa essere la mia continuazione. Mi fa male sentire quando dicono che Baccaglini è un mio rappresentante. Sono solo cattiverie”.

“Closing, dunque, ancora in bilico? Se c’è il dubbio fa più male a me che a voi. Io me ne voglio uscire, soprattutto per la mia età. Lo sto dicendo da due anni – aggiunge Zamparini –. Non è la questione economica ad interessarmi, il Palermo è un’azienda sanissima. è una questione dirigenziale. Per adesso mi metto a disposizione per trovare i Tedino, i Lupo, i Francavilla, per mettere un team a disposizione loro che non vengono dal calcio. E ho messo a disposizione la mia consulenza ogni qual volta mi venga richiesta”.

Zamparini poi chiarisce che fino al 30 giugno si occuperà a pieno titolo del Palermo, per lasciare solo dal primo luglio le redini della società a Baccaglini, il quale però potrà sempre fare tesoro della sua consulenza: “Ma già adesso ci pensa Baccaglini con la mia consulenza. Lui è il presidente e io sono un suo consulente, soltanto che nel consiglio d’amministrazione ho ancora un peso notevole per quanto concerne le firme, ma io non faccio niente senza la condivisione di Baccaglini. Lo considero come un figlio, perché lui di calcio deve ancora imparare moltissimo. Ieri, per esempio, abbiamo messo sotto esame Lupo su diverse operazioni. Io mi metto a disposizione perché la mia esperienza conta molto. Io mollo per l’età, non perché voglio andare via da Palermo. Non è che mi fan paura quei quattro dei centri sociali che vanno a dire solo insulti”.

E quando gli viene sottolineato il fatto che ieri non erano solo centri sociali a protestare, bensì curve riunite, semplici tifosi e appassionati del Palermo, risponde: “Quando vengono trascinati per una roba del genere, va così. Però cinquecento non sono una città grande come Palermo. Io vengo a Palermo sempre e la gente mi vuole bene. Quelli di ieri sono la malattia dell’Italia, sono la malattia dei social network. Una malattia che noi abbiamo sofferto anche a livello politico, che per fortuna sta passando. Dobbiamo trasformare il calcio e avvicinarci al modello inglese. Ogni anno in Serie A retrocedono tre squadre e non sono accettabili drammi come quelli che son successi a Pescara, o gli insulti di Palermo. Non è giusto”.

“Il progetto dello stadio promosso da Baccaglini è tramontato? No, la costruzione del nuovo stadio è il tema principale del contratto che abbiamo fatto con Integritas – afferma il patron rosanero –. Domenica o lunedì Baccaglini sarà con Orlando, col quale ho parlato. Ho confermato al sindaco che non c’è solo l’intenzione, ma la volontà assoluta di fare lo stadio, perché senza stadio e centro sportivo nuovo non può esistere un Palermo di un certo livello. Ecco perché mi dà fastidio che la Palermo bene venga messa in cattiva luce. Quando per strada mi fermano in Friuli o a Milano, mi chiedono: “Ma cosa ci stai a fare a Palermo? Non vedi come ti stanno trattando dopo quello che hai fatto?”. Perché qualcuno non vuole capire cosa stiamo facendo qui. Sono molto contento che ci sia Orlando con noi, sono contento che sia diventato sindaco e di poter avere un dialogo con lui. Anche lui vuole fare lo stadio. Cosa è cambiato rispetto al vecchio progetto? La prima proposta poteva cambiare anche, ma questo è un Paese che ama la demagogia. Nella prima proposta c’era anche un investimento immobiliare che non aveva l’obiettivo di creare ricchezza per me, ma per Palermo – racconta Zamparini –. Posti di lavoro, investimenti. In questo Paese la devono smettere. Se gli investimenti sono giusti e creano economia vanno fatti. Oggi non interessa più andare a costruire appartamenti, sarebbe da deficienti. Ma Baccaglini e gli americani hanno la volontà di fare lo stadio e all’interno tutte le strutture, come negli impianti tedeschi, inglesi. Strutture che non sono centri commerciali, ma unità di servizio, di svago, di ristoro, tutta una struttura da vivere durante la settimana da tutti i tifosi del Palermo e dai turisti che arrivano in Sicilia – aggiunge –. Abbiamo presentato un progetto per utilizzare l’area dell’ex Velodromo. C’è già da cinque anni depositato in comune un progetto. Potevano dire già allora: si fa lo stadio ma non si fa il resto. Benissimo, ma non c’è stata la volontà fino ad allora. Di più: fino ad allora non c’era stata neanche la possibilità economica di fare l’investimento. Da solo non ne avevo la possibilità, adesso si può fare. E con i contatti che abbiamo preso, se non dovessero rimanere loro, lo stadio lo farei io lo stesso, è una cosa normale. Oggi lo stadio è un investimento che gli investitori stranieri vedono bene”.

“Nell’accordo con Integritas-Capital è stata stabilita una cifra definitiva per squadra, stadio e centro sportivo? La somma che hanno messo a disposizione è di 200 milioni – ammette ancora Zamparini –. Una piccola parte per l’acquisto della società, il resto per gli investimenti sulla squadra e sugli impianti. E rimane viva questa linea qui. Nella riunione di ieri si è parlato anche di questo: per la Serie B c’è un budget di 10 milioni per gli acquisti, che non è poco, considerando che le altre società hanno 5 milioni di budget di gestione annuale. Noi abbiamo detto a Lupo: hai questa somma, porta giocatori validi. Ma potrà essere anche di più di 10 milioni, dipende dalle situazioni che troviamo. Abbiamo i nostri osservatori”.

“Si muove solo il mercato in uscita? La settimana scorsa ho rifiutato sette milioni per Aleesami, tre e mezzo per Rispoli e quattro per Goldaniga. Perché è l’impianto a cui Tedino non vuole rinunciare. Gli serve un difensore centrale molto forte e due centrocampisti molto forti. Nestorovski rimane e anche Balogh, che Tedino ha visto con la nazionale ungherese e naturalmente sa che è un grande giocatore. Non si muove nemmeno Lo Faso, su cui puntiamo molto. Stiamo cercando forse un trequartista, anche se c’è Trajkovski. Insomma, stiamo lavorando. Con tutti i casini che fanno con le manifestazioni mi viene da dire: ma per chi lo faccio? Lo faccio per me e per la città di Palermo, che non è quella che è scesa in piazza ieri”.

“La gente non è tranquilla anche in virtù di certe notizie come quella dei debiti della società? Quell’articolo è stato una vergogna. Non sappiamo chi l’ha fatto. Ultimamente, credo che una certa schiera di un certo ceto politico di Palermo pensasse di aver la possibilità di impadronirsi del Palermo. Sarebbero andati in Serie C. Palermo ha bisogno di gente che investe”.

“La presentazione del nuovo staff tecnico? Lunedì presenteranno allenatore e staff, se ne sta occupando Baiguera. Fino a martedì lui e Baccaglini saranno a Palermo, poi Paul andrà negli USA per il progetto di coinvolgimento dei tifosi rosanero in Nord America. Speriamo anche in un azionariato popolare dei tifosi del Palermo nel mondo, che non sono pochi, sono milioni”.

E per concludere, Zamparini parla di Frank Cascio, il quale ha detto senza troppi giri di parole di essere rimasto deluso da Paul Baccaglini, che lo ha tagliato fuori dalla corsa all’acquisizione del Palermo: “Io so che Frank e Paul sono amici, non ho letto questa notizia. Chiamerò Cascio, perché l’ho conosciuto ed è un bravissimo ragazzo, come lo è Paul. Mi dispiace davvero perché speravo addirittura che fossero ancora insieme. Speravo di coinvolgere Cascio nell’operazione americana che vuole fare Baccaglini, con i tifosi siciliani che sono in America. So che loro due hanno un ottimo rapporto. Baccaglini è una persona di una bontà e di una semplicità tale che non penso possa andare in contrasto con nessuno. Penso che siano invenzioni. Non so se Paul lo abbia coinvolto, ma Baccaglini è una persona perbene – conclude Zamparini –. Molto probabilmente non l’ha coinvolto dall’inizio perché Cascio voleva essere il protagonista, però poi, quando abbiamo chiesto a loro le credenziali, non c’erano. Io ero già felice di averlo allora Cascio, e sarei felice di averlo anche adesso. Lo dirò a Paul e sono certo che Frank sarà coinvolto”.

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