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pallanuoto femminile

Catania, impresa solo sfiorata
Padova rimane campione d'Italia


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L'Orizzonte mette in seria difficoltà la Plebiscito ma deve cedere 7-5.

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CATANIA - Lo Scudetto di pallanuoto femminile va al Plebiscito Padova, ma l’Ekipe Orizzonte si ferma ad un passo dall’impresa, mettendo in grande difficoltà le Campionesse d’Italia e tenendo in bilico la finalissima sino a pochi secondi dal termine. Il successo è infatti andato alle venete per 7-5, ma l’Orizzonte avrebbe anche potuto compiere il colpaccio, pure nelle battute conclusive del match.

Tutti i tempi della partita sono stati caratterizzati da grande equilibrio, ma a fare la differenza, forse, sono stati i primi due parziali di gioco, vinti entrambi per 2-1 da Padova. Solo 1-0 per le biancoscudate nel terzo tempo e partita che sembrava definitivamente sfuggita di mano all’etnee all’inizio dell’ultima frazione, quando le catanesi erano rimaste indietro di quattro gol. Tutto prima del colpo di coda delle rossazzurre, capaci di avvicinarsi alla rimonta per ben due volte. Nell’ultima frazione, però, non è bastato il 2-3 per le catanesi, che hanno chiuso la partita con l’ultimo gol segnato, manco a dirlo da Capitan Tania Di Mario, che proprio come aveva fatto alle Olimpiadi di Rio 2016 con il Setterosa d’argento, saluta con la rete conclusiva del match anche la squadra di club con cui ha vinto tutto ed ha giocato quasi per un’intera carriera.

Questo il pensiero del coach dell’Ekipe Orizzonte, al termine del match, quando emerge anche il dispiacere per l’impresa sfiorata: “Perdere una finale sapendo che era possibile fare molto meglio fa tanto male – ha detto Martina Miceli – . Sono arrabbiatissima e mi dispiace per le ragazze, perché non era affatto impossibile vincere oggi. Spero se lo ricordino l’anno prossimo, io farò di tutto per farle crescere anche mentalmente. Voglio rivolgere un ringraziamento speciale a chi ci ha permesso di tornare tra le grandi. Non ci accontenteremo fino a quando non saremo sul gradino più alto”.

Rabbia anche per il Capitano delle catanesi, che a fine partita traccia il bilancio della stagione dell’Ekipe Orizzonte, spaziando su più fronti: “Ribadisco che abbiamo raggiunto l’obiettivo di quest’anno – ha detto Tania Di Mario – , anche se è un peccato perché oggi potevamo fare realmente di più. Spero davvero che questa partita ci serva per capire tante cose, in vista della prossima stagione. Non dimentico certo il dispiacere per la vicenda di Carolina Ioannou, che mi auguro possa finalmente avere un lieto fine, e non dobbiamo scordare che c’è stato qualcuno che ha impedito ad una ragazza di vent’anni di giocare per un intero campionato e questa è veramente una cosa molto brutta. Voglio rivolgere un pensiero pure a Silvia Bosurgi, perché tra le tante cose brutte che sono successe quest’anno c’è anche il trattamento che è stato riservato a lei. Un’atleta che doveva essere rispettata per tutto quello che ha dato alla pallanuoto e invece nessuno ha detto nulla e questo mi lascia ancora più arrabbiata, perché chi ha scritto la storia della pallanuoto non meritava di essere trattata così. Però sono ancor più contenta che ieri abbiamo vinto quella partita contro Messina, perché alla fine nella vita tutto torna”.

IL TABELLINO DEL MATCH:

Plebiscito Padova-Ekipe Orizzonte 7-5

Plebiscito Padova: Teani, Barzon 2, Ilaria Savioli 2, Gottardo, Martina Savioli 1 (rig.), Queirolo, Millo 1, Dario, Galardi 1, Robinson, Nencha, Casson, Franceschino. All. Posterivo.

Ekipe Orizzonte: Jovetic, Sapienza, Garibotti 1, Eggens 2, Di Mario 2, Grillo, Palmieri, Marletta, Santapaola, Aiello, Riccioli, Lombardo, Schillaci. All. Miceli.

Arbitri: Collantoni e Castagnola.

Note: parziali 2-1, 2-1, 1-0, 2-3. Superiorità numeriche: Plebiscito Padova 2/10 + un rigore, Ekipe Orizzonte 3/11 + un rigore parato da Teani a Garibotti. Ammonita il coach Miceli (C) per proteste nel terzo tempo. Uscite per limite di falli Ilaria Savioli (P), Robinson e Dario (P) nel quarto tempo. Spettatori 700 circa. Osservato un minuto di raccoglimento in memoria della signora Ada, madre del tecnico Posterivo (P) scomparsa nella notte.

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