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Pizzuto: "Giusto sospendere la gara
I nostri pensieri rivolti ai familiari”


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L'organizzazione ha indetto una conferenza stampa per spiegare i motivi dell’annullamento della corsa.

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PALERMO – La tragedia che ha colpito l’equipaggio Amendolia, uscito di strada con la Mini Cooper Bmw nella prova speciale Piano Battaglia1, ha portato all’annullamento della 101esima edizione della Targa Florio. A spiegarne i motivi il Dottor Angelo Pizzuto, presidente dell’Automobil Club Palermo: “In segno di lutto e vicinanza alle famiglie l’Auotmobil Club di Palermo ha provveduto, in accordo con i vertici della Federazione ad annullare l’edizione della Targa Florio, nel segno di rispetto del commissario Laganà. È un giorno molto triste per il mondo del Motorsport e degli appassionati. Siamo dispiaciuti dei disagi che l’annullamento ha portato ai competitor, ma siamo convinti che qualora fosse successo ad un altro concorrente, o ad un loro amico, anche loro avrebbero gradito questo atto di sensibilità. I nostri pensieri oggi vanno a Gemma Amendolia che sta combattendo una dura battaglia, a sua mamma che ha perso il marito ed ai familiari di Laganà”.

“L’incidente è accaduto durante lo svolgimento della Prova Speciale n. 3 denominata “Piano Battaglia 1”, iniziata alle ore 10.59, come previsto sulla tabella dei tempi e delle distanze – ha spiegato il direttore di gara Marco Cascino –. Il concorrente n. 29 ha preso lo start effettivo della prova alle ore 11.28 rispettando la cadenza temporale prevista sia nella tabella dei tempi e delle distanze, sia nella tabella di marcia ad esso consegnata. Dalle ore 11.37, la direzione di gara provvedeva a chiedere notizie a mezzo radio di sicurezza, dell’equipaggio N. 29, secondariamente all’analisi del sistema tracking system, che rilevava l’equipaggio in questione fermo lungo il percorso senza aver lanciato alcun segnale di SOS, ma fermo. Tali informazioni venivano richieste alle postazioni dei commissari ubicate dall’intermedio n.1 in ordine crescente verso il controllo stop; dal Km 7 +500 fino al controllo stop compreso. Tali azioni di richiesta informazioni venivano poste in atto perché l’equipaggio n.29 non era transitato dalla postazione dei commissari n. 31, ubicata al Km. 9+630”.

“Con immediatezza si richiedeva a mezzo radio al controllo stop, situato al Km. 14+500 dallo start, di procedere a cura del Responsabile del controllo stop stesso, a fare richiesta agli equipaggi n. 30 e 32 di notizie sul concorrente n. 29 fermo lungo la Prova Speciale indicata – ha aggiunto –. Si precisa che gli equipaggi n. 30 e n. 32 raggiungevano rispettivamente il controllo stop alle ore 11.44.19 e alle ore 11.46.48. Il responsabile del controllo stop ci riferiva di avere appreso dai sopracitati equipaggi che il n. 29 si trovava ferma lungo il percorso oggetto di incidente senza alcuna esposizione del cartello SOS. La Direzione di Gara avviava l’esposizione della bandiera rossa da tutti i posti di intermedio, della quale erano efficacemente dotati alle ore 11.49 arrestando la gara dei concorrenti n. 201 – 202- 203 – 204, che sono stati fermati nel corso dell’effettuazione della prova. Con immediatezza e non appena controllato che il percorso fosse libero, la Direzione Gara avvalendosi del coordinamento sanitario del Medico Capo del servizio, Dott. Davide Di Fabrizio, inviava i soccorsi per la gestione dell’emergenza sanitaria e dell’incidente nella sua interezza, che giungevano sul posto rispettivamente, l’ambulanza di rianimazione con il medico rianimatore ubicata alla postazione intermedio 1 al Km. 7+500 alle ore 11.53; il team di decarcerazione/antincendio posizionato come da norma sportiva A.C.I. allo start Km. 0+000, giungeva successivamente”.

“Il quadro che appariva i soccorritori era quello del coinvolgimento di tre persone: quello dell’equipaggio e del commissario di gara – ha proseguito Davide Di Fabrizio, medico di gara –. I Soccorritori non hanno potuto che accertare la morte del commissario di pista Laganà e del pilota Mauro Amendolia, mentre si sono alla difficoltosa estrazione della co-pilota Gemma Amendolia. Mauro Amendolia ha avuto un malore? Supposizioni che non possiamo avallare né escludere. Gemma, invece, è stata sempre vigile e cosciente, le condizioni sono state sempre stabili: presentava un trauma all’arto superiore sinistro con una ferita che è stata suturata, dagli accertamenti effettuati con una TAC sono stati esclusi danni cerebrali. Successivamente è stata trasferita con l’elisoccorso al Civico di Palermo. Gemma è in prognosi riservata, come chiunque transiti in terapia intensiva. Siamo fiduciosi che ce la possa fare, ma questo lo vedremo nei giorni successivi”.

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