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Baccaglini: “Onorare maglia
Con Zamparini maxi affare”


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Il neo presidente del Palermo ha parlato anche di piano A e B.

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PALERMO – Il giorno dopo la batosta di Udine torna a parlare il presidente del Palermo Paul Baccaglini. Intervistato a Radio 24, il 33enne italoamericano ha chiarito la situazione del mister Diego Lopez: “Ribadisco a tutta l’Italia che sono io il presidente del Palermo e nessun altro. Zamparini voleva licenziare Lopez? Diciamo che sicuramente non è facile il distacco tra lui e il Palermo. Forse si è fatta un po’ di confusione: io dialogo con Zamparini, ma parlo con lui come parlo con tutti gli altri. Zamparini ha certamente le sue opinioni, ma decido io. Diego Lopez rimane fino a fine stagione, non si discute”.

“Cosa mi ha colpito di più in questi primi giorni da presidente? Il mondo del calcio ha tutta una serie di regole che fino a quando non ci metti la faccia non puoi capire – ha detto proseguendo l’intervista –. Ho capito che c’è una voglia matta di fare scandalo e di parlare di tutto fuorché di calcio. Però a me fa piacere questa esposizione mediatica in tutto il mondo. Il pubblico di Palermo è straordinario, lo è stato anche a Udine ieri. Non so se tutti i calciatori del Palermo hanno capito il peso di questa maglia – ha puntualizzato Baccaglini –. Palermo è una piazza importante e serve qualcosa in più per continuare a sperare nella salvezza”. E sulla salvezza il neo presidente non può che crederci ancora: “Io credo che qualche squadra in avanti stia già facendo qualche calcolo, ma io dico che è solo questione di testa. Il nostro calendario è tutto sommato buono e possiamo fare dei punti. Serve solo accendere il motore dell’automobile e partire, non possiamo rimanere con la macchina spenta”

L’ennesima chance sprecata con l’Udinese, però, rende sempre più concrete le possibilità di retrocessione: “In conferenza stampa ho parlato di piano A e piano B letteralmente: certo è che ci sono comunque delle tematiche ricorrenti sia dell’una che dell’altra ipotesi, cioè la costruzione del nuovo stadio. È un progetto che presenteremo a breve perché ovviamente per celebrare il calcio a Palermo bisogna che ci sia la casa a tutti gli effetti – ha detto Baccaglini –. La cosa incredibile è che i palermitani in realtà amano talmente la loro squadra che, se tu gli dai un progetto pulito, chiaro, cristallino, limpido e coerente, ti seguono fino in capo al mondo. Noi, ai tifosi, dobbiamo la coerenza al progetto e il rispetto alla maglia. Si può andare in Serie B, ok, ma bisogna andarci a testa alta. Ci sono comunque nove giornate per arrivare al nostro obiettivo”.

Attorno all’ex Iena, però, gravita molto scetticismo, soprattutto dopo la frase di Zamparini di qualche giorno fa (“Prego affinché vada tutto bene con Baccaglini”, ndr), una frase che lo stesso presidente ha provato a spiegare: “È stata una frase un po’ decontestualizzata, perché dovete sapere che il progetto che ho riguarda anche questioni extra-calcistiche: è una riorganizzazione del Gruppo Zamparini per intero, all’interno di questo progetto ci sono tutta una serie di tematiche sull’agricoltura, sulla cooperativa agricola, che possono creare nuovi posti di lavoro in Italia. Vista la grandezza di questo progetto, Zamparini si augurava che tutto potesse andare per il verso giusto. Se ci riusciamo, la cosa può avere un’eco importante in tutta Italia. È ovvio che ho 33 anni, sono tatuato, ho fatto tv e non rappresento il canone classico del presidente di calcio, ma questa è un po’ un’etichetta italiana: siamo fermi a dei parametri che ci rendono immobili, il mondo dell’alta finanza italiana non è che ha riscosso dei successi clamorosi, mi permetto di dire. Sono fatti di cronaca. Come detto in conferenza stampa, voglio essere giudicato dai fatti e non dalle apparenze: i palermitani iniziano a giudicarmi dai fatti. Queste due partite perse, ovviamente, non ci stanno dando ragione. Però un passo alla volta. Poi vedrete la credibilità del mio progetto”.

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